Il mondo intero ha osservato per anni una linea curva che separa un cielo cobalto da un prato talmente vibrante da sembrare un sogno elettronico. E lo facevamo sui nostri computer nei primi anni 2000. Sì, avete capito bene: quello sfondo predefinito per il sistema operativo Windows XP, denominato Bliss, possiede coordinate fisiche precise nella Contea di Sonoma, in California.
Percorrendo la Highway 121, nel distretto di Los Carneros, ci si trova davanti alla genesi di quella che nel tempo è divenuta un’icona mondiale. La fotografia originale, impressa sulla pellicola di Charles O’Rear nel 1996, catturò un momento di tregua dell’agricoltura locale. In quel periodo, un’invasione di fillossera aveva costretto i viticoltori a espiantare i vigneti, lasciando che l’erba invernale si impossessasse dei dossi argillosi e regalando, di conseguenza, quella fluidità visiva che ha definito un‘epoca informatica. 
Foto: Pure Bliss…” di Ian Burt, CC BY 2.0
Trekking tra giganti rossi e nebbie oceaniche
L’esperienza outdoor nel territorio richiede gambe pronte e polmoni aperti. Poco distante dal celebre dosso erboso, il sentiero si addentra nella Armstrong Redwoods State Natural Reserve, in cui la terra si solleva in contrafforti scoscesi dove regnano le Sequoie sempreverdi. Questi colossi vegetali superano i 110 metri d’altezza e possiedono una corteccia fibrosa, quasi vellutata al tatto, in grado di assorbire l’umidità della nebbia che risale dalla costa.
Il sottobosco è un groviglio di felci giganti e acetosella, alimentato da un terreno acido e scuro. Percorrere il Pioneer Nature Trail consente di percepire la scala reale della natura californiana, un contrasto brutale con la dolcezza delle colline vitate che abbiamo visto per decenni attraverso un vetro.
L’architettura del fango e della vite
L’identità di Sonoma si svela nel centro storico, dove l’abitato si sviluppa attorno a una piazza coloniale rimasta quasi intatta dal 1834. Gli edifici sono testimonianze di un’epoca in cui l’architettura doveva resistere a un clima estremo. Vi basti pensare che le mura della Missione San Francisco Solano sono realizzate in adobe, un impasto di argilla, sabbia e paglia essiccato al sole che dà vita a pareti spesse quasi un metro.
Si tratta di una tecnica costruttiva cha fa sì che gli interni rimangano freschi nonostante il sole battente della valle. Uscendo dal centro abitato, lo sguardo incontra di nuovo i filari. La geometria dei vigneti di Pinot Nero e Chardonnay segue le curve di livello dei dossi, una scelta tecnica necessaria per drenare l’acqua piovana e catturare la luce solare in modo uniforme.
La metamorfosi del paesaggio di Los Carneros
Chi raggiunge oggi la “collina di Windows XP“, nel distretto di Los Carneros, nota subito un cambiamento fondamentale: i filari sono tornati a solcare il terreno. Il prato liscio del ricordo informatico ha ceduto il passo a una geometria agricola rigorosa. Le radici affondano in un suolo ricco di sedimenti marini e detriti vulcanici, una combinazione geologica che regala ai frutti una mineralità pungente.
Il problema degli anni Novanta (la malattia delle radici che costrinse gli agricoltori a lasciare i campi a riposo creando quella distesa liscia e verde che è finita nei nostri uffici), per fortuna non c’è più. Oggi le viti seguono le curve di livello, un’ evoluzione che racconta una Sonoma viva, che rifiuta la staticità di una foto e continua a trasformare la propria pelle con il ciclo delle stagioni.
Foto Canva
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