È lontano geograficamente, ma vicinissimo in termini logistici: l’arcipelago della Guadalupa, con la sua distintiva forma di farfalla adagiata sul Mar dei Caraibi, permette di atterrare ai Tropici esibendo esclusivamente la carta d’identità valida per l’espatrio. Una situazione che potrebbe apparire assurda, ma che in realtà si deve al fatto che questo è un territorio giuridicamente francese. E Basse-Terre, una delle bellissime isole dell’arcipelago, oltre a spiagge da sogno si eleva verso picchi altissimi.
Il top per una Pasqua al caldo senza troppi sforzi, con la comodità di utilizzare l’Euro e di usufruire delle tariffe telefoniche europee, eliminando i costi di roaming tipici delle mete esotiche. In sostanza si atterra ai Tropici, lì a ridosso dell’Equatore, ma si è comunque entro i confini dell’Unione Europea.
Il cuore verde della Guadalupa
Basse-Terre rappresenta l’anima vulcanica e lussureggiante dell’arcipelago. Questa striscia di terra occidentale vanta un ecosistema dominato dalla foresta pluviale e da vette che sfiorano le nuvole.
Rispetto alla gemella pianeggiante Grande-Terre, qui il territorio è aspro, selvaggio e autentico. La vegetazione occupa quasi l’intera superficie, creando un polmone naturale protetto da parchi nazionali che custodiscono specie endemiche rare.
La maestosità del vulcano La Soufrière
Il profilo dell’isola viene tracciato dalla sagoma imponente della “Vieille Dame” (il cui vero nome è La Soufrière), un vulcano attivo che domina il paesaggio circostante. Raggiungere la sommità richiede sì uno sforzo fisico, ma che viene ripagato da scenari lunari e vapori sulfurei che fuoriescono dalle fessure rocciose. Il sentiero principale attraversa zone di alta quota puntellate da una flora che muta drasticamente con l’altitudine.
Lassù il vento soffia forte, portando con sé l’odore dello zolfo e regalando una vista che abbraccia le isole vicine nelle giornate limpide. Si tratta di un’esperienza che mette alla prova la resistenza fisica premiando lo sguardo con panorami primordiali.
Cascate e fiumi tra le felci giganti
Magie le riserva anche l’entroterra, dove ad abbondare è soprattutto l’acqua dolce con torrenti limpidi che scavano gole profonde nel basalto. Le Chutes du Carbet restano tra i salti d’acqua più alti dei Caraibi, visibili anche da grande distanza tra il verde smeraldo dei boschi. Molti sentieri portano a bacini naturali alimentati da sorgenti calde, residui dell’attività geotermica sotterranea.
Questi laghetti sono spesso visitati sia per bellezza che come tappe fondamentali per rinfrescarsi dopo le escursioni sotto il sole tropicale. La densità dei boschi è tale da schermare la luce solare, creando un microclima umido e fresco ottimale per la crescita di orchidee selvatiche.
Sabbie scure e fondali protetti
Sì, le coste di Basse-Terre differiscono (quasi) totalmente dalle spiagge bianche da cartolina, ma ciò non toglie che siano assolutamente piene di fascino. La sabbia assume sfumature che vanno dal color ocra al nero carbone, testimonianza della genesi lavica del suolo (particolarmente evidente nella zona di Trois-Rivières).
Sono sponde che mettono in scena un contrasto cromatico unico con l’azzurro intenso dell’oceano. A breve distanza dalla riva, tra le altre cose, la Riserva Cousteau tutela una biodiversità marina straordinaria attorno alle Ilets de Pigeon: muniti di maschera e boccaglio, si osservano tartarughe marine e coralli rari in un’area protetta che rappresenta un’eccellenza mondiale per gli amanti della biologia marina.
Non mancano piccoli villaggi di pescatori lungo la costa in cui lasciarsi andare a uno stile di vita lento, e soprattutto lontano dai grandi flussi turistici anche in periodi festivi come può essere la Pasqua.
Foto Canva
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