A circa 120 chilometri a sud di Sofia, capitale della Bulgaria, si erge un complesso monumentale che emoziona, anche perché protetto dalle cime più alte della penisola balcanica. È il Monastero di Rila, che con le sue estese mura grigie confonde: esternamente sembra più una fortezza inespugnabile (ma non lo è affatto). Fondato nel X secolo da Ivan Rilski, eremita venerato come santo, il sito occupa una posizione isolata a oltre 1.100 metri di altitudine. San Giovanni di Rila, questo il nome tradotto, scelse inizialmente una grotta spartana situata poco lontano per isolarsi dal mondo materiale. Col passare dei decenni, i suoi discepoli edificarono il primo nucleo abitativo, trasformandolo nel fulcro della fede ortodossa nazionale.
Varcando la PortaDupnishka, però, tutto cambia drasticamente: la severità esterna cede il passo a un cortile lastricato in pietra, a sua volta abbracciato da porticati eleganti disposti su quattro livelli. Ci sono poi diverse colonne candide che sostengono archi decorati con strisce bianche e nere, loggiati in legno e celle dei monaci che si affacciano sullo spazio centrale.
Il cuore pulsante della Chiesa della Natività
L’edificio sacro centrale attira istantaneamente l’attenzione grazie a una serie di cupole brillanti e pareti interamente affrescate. Pittori talentuosi dell’epoca, tra cui merita una menzione la figura di Zahari Zograf, lavorarono instancabilmente per coprire ogni centimetro quadrato di superficie con scene bibliche.
Tonalità di ocra, blu intenso e rosso vermiglio raccontano parabole, vite di santi e visioni del giudizio universale. Tali dipinti rappresentano il vertice del Rinascimento Bulgaro, periodo di rinascita artistica avvenuto durante la dominazione ottomana.
All’interno dell’aula liturgica, l’iconostasi brilla di luce propria. Si tratta di una monumentale parete in legno dorato che separa la navata dall’altare, in cui intagliatori esperti scolpirono con pazienza (ci impiegarono anni) motivi floreali e figure religiose nel legno di noce, ricoprendoli poi con foglie d’oro zecchino.
La Torre di Hrelyu e i tesori nascosti
Accanto alla chiesa svetta la Torre di Hrelyu, costruzione risalente al 1335. Risulta essere la parte più antica rimasta intatta del monastero originale, sopravvissuta a incendi devastanti e terremoti. Salendo i ripidi gradini interni si raggiunge una piccola cappella situata all’ultimo piano, ornata da affreschi trecenteschi di inestimabile valore storico.
Il museo del monastero conserva oggetti che testimoniano la ricchezza culturale del popolo bulgaro e qui un manufatto specifico merita attenzione assoluta: la Croce di Raphail. Un monaco di nome Raphail dedicò ben 12 anni della propria vita per intagliare un pezzo di legno di bosso grande appena 81 per 43 centimetri. Utilizzando lenti d’ingrandimento e spilli sottilissimi, riuscì a raffigurare 104 scene religiose e oltre 600 figure umane. Parliamo perciò di uno sforzo molto estremo, così tanto che gli costò la perdita totale della vista (rendendo però l’opera un simbolo di devozione assoluta).
Natura selvaggia e sentieri dello spirito
Uscendo dal perimetro murario, il paesaggio montano riprende il sopravvento. Boschi di querce, pini e faggi secolari circondano la valle, offrendo riparo a specie protette della fauna locale. A disposizione dei visitatori c’è un sentiero ben segnalato grazie a cui arrivare alla grotta del fondatore, luogo di pellegrinaggio per chi desidera un contatto diretto con la storia delle origini. Ruscelli d’acqua gelida scendono dai ghiacciai sovrastanti, alimentando il fiume Rilska che scorre poco distante.
L’ambiente circostante fa parte del Parco Nazionale di Rila, area protetta che include vette imponenti quali il Musala. Gli amanti delle attività all’aria aperta trovano perciò pane per i propri denti, soprattutto percorrendo i tracciati che portano ai Sette Laghi di Rila (specchi d’acqua cristallina di origine glaciale situati a quote elevate).
Il Monastero di Rila è un luogo da visitare assolutamente, anche perché la combinazione tra l’architettura sacra e la maestosità delle vette locali rende questa destinazione una tappa eccezionale per chiunque voglia comprendere l’anima profonda dell’Europa dell’Est.
Foto Canva
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