Situata a 12 chilometri dalle coste della Iveragh Peninsula, nella contea di Kerry, Skellig Michael è un’isola che emerge dall’oceano come una scheggia di arenaria scagliata verso il cielo. Basti pensare che rappresenta il punto più isolato e suggestivo della Repubblica d’Irlanda, ma a essere del tutto onesti ciò è solo l’inizio, perché è realmente un posto unico nel suo genere.
Questa imponente piramide di arenaria devoniana, nota anche con il nome gaelico Sceilg Mhichíl, costituisce insieme alla vicina Little Skellig un ecosistema dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996. La sua posizione geografica, tra le altre cose, la colloca lungo la Wild Atlantic Way, uno spettacolare (e forse questo aggettivo è persino riduttivo) percorso costiero.
E non è finita qui, perché la sua vera natura risiede nell’isolamento totale che ha permesso la conservazione di un sito medievale intatto. Raggiungibile solo via mare dai moli di Portmagee, l’isola limita gli sbarchi a una breve finestra stagionale tra maggio e ottobre, rendendo ogni accesso un privilegio raro dettato dalle correnti dell’Atlantico.
L’ingegno delle Beehive Huts e la scalata dei 618 gradini
Skellig Michael è la culla del complesso monastico di St Fionan, situato sulla sommità del picco nord a 180 metri di altitudine. Per raggiungere le abitazioni, i visitatori affrontano 618 gradini irregolari, una scala scavata direttamente nella roccia viva dai monaci oltre 1000 anni fa. Giunti sulla cresta, appaiono le leggendarie Clochan, le capanne ad alveare che costituiscono un miracolo di ingegneria a secco.
Sono delle celle che presentano una caratteristica tecnica sbalorditiva: circolari all’esterno ma rettangolari all’interno. La disposizione delle pietre, sovrapposte senza l’uso di alcuna malta, sfrutta una pendenza verso l’esterno che impedisce alla pioggia incessante di infiltrare gli ambienti, mantenendo i monaci asciutti nel cuore della tempesta.
Circa 12 eremiti scelsero questo posto per il loro ritiro tra il VI e il XII secolo, dedicandosi alla preghiera e alla cura di giardini pensili ricavati su terrazzamenti artificiali sospesi sul vuoto. La sopravvivenza in un posto privo di sorgenti d’acqua dolce come questo dimostra una resilienza fuori dal comune, basata sulla raccolta dell’acqua piovana e sul consumo di uova di uccelli marini e pesce.
Il sito passò sotto la protezione dell’Arcangelo Michele, patrono dei luoghi alti, proprio per la sua conformazione che ricorda una cattedrale naturale fusa con la pietra dell’isola.
Santuario ornitologico e rifugio leggendario
E poi l’unicità biologica di Skellig Michael, che cammina di pari passo con quella storica. Mentre gli uomini abbandonarono l’isola nel XIII secolo a causa di un raffreddamento climatico estremo, migliaia di volatili ne hanno fatto la propria roccaforte. Le pulcinella di mare, soprannominate amichevolmente “clown del mare”, scavano i propri nidi nel soffice terreno erboso dei pendii superiori, prive di predatori terrestri. A breve distanza, Little Skellig brilla di un bianco accecante, tonalità conferita dalla presenza di 27.000 coppie di sule, la seconda colonia più numerosa al mondo per questa specie.
Questa combinazione di storia monastica e natura selvaggia ha attirato l’attenzione dell’industria cinematografica, trasformando l’isola nel rifugio galattico di Luke Skywalker per la saga di Star Wars negli episodi VII e VIII. La silhouette piramidale della roccia, con la sua caratteristica fenditura chiamata Christ’s Saddle situata a 130 metri di altezza, rimane un’icona inconfondibile che unisce leggende gaeliche e cultura moderna.
Foto Canva
Leggi Anche
- Questa costa sembra un set, ma è tutta reale: l’Irlanda dei film e serie tv, da Belfast a Donegal
- Questi sono i 10 percorsi più emozionanti nella natura in Irlanda
- Laghi, spa nella foresta, pub divertenti: il Fermanagh è il cuore nascosto dell’Irlanda da girare questa estate senza folla
Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA







