Oggi vi portiamo a scoprire un magnifico specchio d’acqua che occupa una posizione geografica particolare, incastonato tra i dipartimenti del Var e delle Alpi dell’Alta Provenza. Si chiama Lago di Sainte-Croix ed è stato creato nel 1973 a seguito della costruzione di una imponente diga. Quando ciò avvenne, il bacino sommerse la vecchia valle, dando vita a un invaso vasto circa 2.200 ettari. Siamo nel cuore del Parco Naturale Regionale del Verdon, zona protetta che funge da cerniera tra la dolcezza delle colline mediterranee e la maestosità delle prime vette alpine.
L’azzurro intenso della superficie lacustre colpisce immediatamente lo sguardo, specialmente quando si scende dai vicini altopiani calcarei famosi per le fioriture viola. Si tratta del terzo lago più grande di Francia per estensione, un gigante liquido lungo 11 chilometri che lambisce villaggi storici e pareti rocciose. Le sponde alternano calette di sassi bianchi a spiagge più ampie, circondate da una vegetazione che profuma di pini e macchia mediterranea.
Il gigante calmo ai piedi delle Gole
La profondità del Lago di Sainte-Croix raggiunge i 93 metri, ma la superficie appare quasi sempre una tavola lucida. La navigazione a motore termico risulta vietata, scelta ecologica che preserva il silenzio e la purezza dell’ambiente. Questa restrizione trasforma il bacino in un tempio della mobilità lenta, al punto che il suo soprannome è “Perla del Verdon“, il quale descrive bene il contrasto cromatico tra le rocce chiare e il turchese dell’acqua.
Guardando verso nord, si nota l’imboccatura del Grand Canyon d’Europa (le Gole del Verdon), punto in cui il fiume rallenta la sua corsa impetuosa per unirsi al lago. L’atmosfera cambia a seconda dell’altitudine da cui si osserva lo scenario: dall’alto dei belvedere appare come un gioiello incastonato nel verde, mentre dalle rive trasmette la sensazione di un mare interno riparato dai venti.
Sport d’acqua e borghi di maiolica
L’esplorazione richiede spirito di osservazione e voglia di stare all’aria aperta. Il noleggio di pedalò o kayak presso la base nautica di Saint Clair permette di risalire per circa 2 chilometri l’estremità delle famose gole, passando sotto il suggestivo Ponte di Galetas. Remare tra pareti verticali alte centinaia di metri regala una prospettiva privilegiata sulle aquile che nidificano negli anfratti rocciosi. Chi preferisce la pesca troverà pane per i propri denti cercando lucci, grandi trote lacustri, persici e lucioperca che popolano questi fondali.
Sulla terraferma, il villaggio di Moustiers-Sainte-Marie attira i visitatori grazie alla sua posizione arroccata e alla celebre stella d’oro appesa tra due picchi rocciosi. Questo borgo vanta una tradizione secolare nella produzione della maiolica, ceramica decorata che ancora oggi riempie le botteghe del centro. Gli amanti dei trekking, invece, possono percorrere il circuito dei mulattieri, sentiero che attraversa campi coltivati e regala scorci panoramici sull’intero specchio d’acqua.
La leggenda dorata sopra il borgo minerale
Sopra l’abitato di Moustiers, sospesa a una catena d’acciaio tesa tra due speroni calcarei, brilla una stella che sembra sorvegliare l’accesso al lago. La leggenda narra di un cavaliere reduce dalle crociate che fece voto di appendere il simbolo d’oro se fosse tornato sano e salvo a casa. Si tratta di dettaglio rende l’area magica, unendo la storia cavalleresca alla forza bruta della natura provenzale.
Poco lontano, l’altopiano di Valensole completa il quadro con le sue geometrie lineari durante la stagione del raccolto. Passare una giornata su queste sponde garantisce una rigenerazione profonda, alternando i tuffi nelle acque rinfrescanti a passeggiate tra i vicoli di Sainte-Croix-du-Verdon, villaggio che domina il bacino regalando tramonti infuocati che tingono di arancione le pareti del canyon.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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