Una città costruita sulla scienza del Seicento
Acquasparta non è un borgo che si trova per caso sull’Umbria turistica standard. Sta in provincia di Terni, nel cuore dei Monti Martani, a mezza strada tra Todi e Spoleto — un’area che i circuiti più frequentati dell’Umbria tendono a saltare a favore di Assisi, Orvieto e Perugia.
Eppure quello che è successo qui tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento ha cambiato la storia della scienza europea. Il principe Federico Cesi — figlio di una delle famiglie nobili più influenti del Lazio — aveva fondato nel 1603 a Roma l’Accademia dei Lincei, la prima accademia scientifica d’Europa. Un consesso di studiosi che si riunivano per osservare il mondo naturale con metodo sistematico, scambiare osservazioni, mettere in discussione le certezze ricevute. Quando i rapporti con il padre diventarono difficili, Cesi si ritirò ad Acquasparta. Nel 1618 il palazzo di famiglia divenne sede ufficiale dell’Accademia.
Nel 1624 Galileo Galilei fu ospite del palazzo. I due erano legati da amicizia profonda: Cesi aveva preso le difese delle teorie eliocentriche di Galileo in un momento in cui farlo aveva conseguenze concrete. Le sale del Palazzo Cesi che si visitano oggi sono quelle stesse sale.
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Palazzo Cesi: sei euro per quattro secoli di storia
Il Palazzo Cesi domina il centro storico di Acquasparta con una presenza che non lascia dubbi sulla gerarchia del borgo. Costruito nella seconda metà del XVI secolo da architetti della scuola del Vignola — lo stesso architetto del palazzo Farnese di Caprarola — è un edificio che mescola solidità militare e raffinatezza rinascimentale con un risultato che pochi palazzi umbri eguagliano.
L’interno ha affreschi di Giovan Battista Lombardelli che ricoprono le sale del piano nobile con scene mitologiche tratte dalle Metamorfosi di Ovidio e dalle Vite di Plutarco. I soffitti a cassettoni con gli stemmi dei Cesi sono tra i migliori esempi di decorazione rinascimentale in Umbria. Nel cortile c’è un orto botanico che nel Seicento era il laboratorio all’aperto dove i membri dell’Accademia dei Lincei conducevano esperimenti. Il palazzo conserva anche iscrizioni romane recuperate dalle vicine rovine di Carsulae.
Ingresso: 6 euro. Non è una cifra che scoraggia — e il rapporto con quello che si vede è tra i più favorevoli dell’intera regione.
La Festa del Rinascimento: quindici giorni nel Seicento
Dal 6 al 21 giugno 2026 Acquasparta ospita la XXVII edizione della Festa del Rinascimento. Il tema di quest’anno è “Oltre l’occhio umano, il Rinascimento tra visibile e invisibile” — un percorso che usa come filo conduttore la nascita del microscopio e del cannocchiale, gli strumenti che tra Cinque e Seicento trasformarono il modo di guardare la natura. Le ricerche di Francesco Stelluti — uno dei fondatori dei Lincei, tra i primi a usare il microscopio nello studio degli insetti — e le osservazioni astronomiche di Galileo sono il punto di partenza.
Il tema risuona anche con l’attualità: due delle lectio magistralis in programma collegano esplicitamente il Rinascimento ai recenti sviluppi dell’intelligenza artificiale. Il teologo Vito Mancuso parla l’8 giugno con il titolo “Il senso della vita nell’epoca dell’intelligenza artificiale”. Il rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli interviene il 16 giugno su “Umanesimo e Intelligenza Artificiale”. Non è comune trovare un programma rinascimentale che dia il giusto peso a quello che sta succedendo ora — ma la continuità tra la rivoluzione scientifica del Seicento e quella digitale di oggi non è poi così forzata.
La sera del 6 giugno apre il Grande Corteo delle Contrade: le tre contrade del borgo — San Cristoforo, Porta Vecchia e Il Ghetto — sfilano in abito storico e poi si sfidano per quindici giorni in una serie di gare. La Gara Gastronomica prevede la preparazione dal vivo di ricette della cucina rinascimentale. La Gara dei Tamburini include intermezzi di armigeri in “singolar tenzone”. Il Grande Gioco dell’Oca vivente — riproposizione in costume del gioco da tavolo cinquecentesco — è probabilmente la cosa più insolita dell’intero programma. Le Gare di Teatro coinvolgono attori amatoriali di ogni contrada che mettono in scena testi scritti prima del 1630.
Il 7 giugno in Piazza Cesi va in scena “Vexilla ad caelum” — seconda rassegna degli sbandieratori d’Italia. Il 19 giugno la Compagnia Lux Arcana porta in piazza “La Notte delle Streghe“, con giochi di fuoco e acrobazie. È lo spettacolo serale più atteso dell’edizione.
L’anteprima del 3 giugno alla Biblioteca Comunale presenta la mostra “Il Rinascimento allo specchio. La moda, i costumi e i gioielli alla corte del Linceo” — realizzata con il coinvolgimento delle scuole locali.
Carsulae: una città romana senza fila
A pochi chilometri da Acquasparta, lungo la Via Flaminia che i Romani aprirono nel 220 a.C. per collegare Roma all’Adriatico, esisteva la città di Carsulae — un insediamento romano che raggiunse la sua massima prosperità nel I e II secolo d.C. e che poi fu progressivamente abbandonato dopo un terremoto nel tardo impero.
Quello che rimane è uno dei siti romani più integri dell’Umbria: il tracciato della Via Flaminia originale, i resti di una basilica civile, un teatro, un anfiteatro, templi gemelli, archi commemorativi. Il tutto in un paesaggio di campagna umbra che in certi punti sembra uscito da un quadro — con gli archi romani che emergono dall’erba alta e il profilo dei Monti Martani sullo sfondo.
Non è Pompei — non ha quel livello di conservazione e non ha quella fama. Ma ha qualcosa che Pompei non ha più: silenzio, pochi visitatori e la possibilità di camminare tra le rovine con i propri ritmi. Vale la visita anche per chi non è appassionato di archeologia.
Sul percorso tra Acquasparta e Carsulae si incontra il Ponte Fonnaia — un ponte romano di epoca augustea a due archi su cui nel XIII secolo fu costruita una chiesa romanica dedicata a San Giovanni de Butris, un tempo dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Due strati di storia sovrapposti su un arco di pietra.
Il borgo di Portaria e i Monti Martani
A pochi minuti da Acquasparta si trova Portaria — una frazione medievale del XII secolo arroccata su un costone di roccia lungo l’antica Via Flaminia. Piccola, quasi sospesa nel paesaggio, con case in pietra e una vista che nelle giornate limpide raggiunge i profili di Todi e Spoleto.
I Monti Martani che circondano Acquasparta hanno una rete di sentieri percorribili a piedi, in bicicletta e a cavallo tra boschi di querce, lecci e faggi. Il carsismo ha modellato il territorio con doline e grotte — caratteristiche morfologiche simili a quelle dell’altopiano di Cariadeghe in Lombardia, ma in un contesto paesaggistico tipicamente umbro. Per chi vuole abbinare la visita alla Festa con una giornata in natura, i Monti Martani offrono percorsi adatti a ogni livello.
A breve distanza si trovano anche le Terme Amerino — alimentate dalle Fonti di San Francesco con acque bicarbonato-alcalino-terrose — e la Foresta Fossile di Dunarobba ad Avigliano Umbro, dove i resti di alberi fossilizzati di due milioni di anni fa emergono dal terreno argilloso in una delle presenze geologiche più insolite dell’Umbria centrale.
Info pratiche
Festa del Rinascimento Dal 6 al 21 giugno 2026 — Acquasparta (TR) Anteprima: 3 giugno, Biblioteca Comunale Informazioni: www.ilrinascimentoadacquasparta.it/
Calendario principali eventi 3 giugno: mostra “Il Rinascimento allo specchio” 6 giugno sera: Grande Corteo delle Contrade (apertura) 7 giugno: “Vexilla ad caelum”, sbandieratori, Piazza Cesi 8 giugno: Vito Mancuso lectio magistralis 16 giugno: lectio rettore Università di Perugia 19 giugno: “La Notte delle Streghe”, Compagnia Lux Arcana
Palazzo Cesi Centro storico di Acquasparta — ingresso circa 6 euro Orari: verificare sul sito del Comune
Carsulae Parco Archeologico — ingresso a pagamento A circa 6 km da Acquasparta
Come arrivare ad Acquasparta Da Terni: circa 20 km, circa 25 minuti Da Todi: circa 30 km, circa 35 minuti Da Perugia: circa 70 km, circa 1h Da Roma: circa 110 km, circa 1h30
Foto Acquasparta
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