Pareti di muschio, acqua verde, 100 metri di vuoto e un canyon che quasi nessuno sa pronunciare: Fjaðrárgljúfur

Nel sud-est dell'Islanda c'è un canyon che sembra uscito da un'altra era geologica. Si chiama Fjaðrárgljúfur, ed è più facile visitarlo che dirlo ad alta voce

Fjaðrárgljúfur, Islanda

Avete presente quella vibrante sensazione di essere in viaggio e scoprire, con una deviazione casuale di appena 5 minuti dalla strada principale, un posto incredibile al punto da faticare a credere che sia vero? È quello che succede a Fjaðrárgljúfur, un canyon che, una volta visto, toglie un po’ di senso a tutti quelli che si vedranno dopo.

Nonostante gli “appena” 100 metri di profondità, le sue pareti a strapiombo tappezzate di un muschio verdissimo e il fiume che serpeggia sul fondo come se stesse cercando qualcosa, sono in grado di emozionare al primo sguardo. Se non ci credete, provate a fare questa deviazione nel sud-est dell’Islanda, vicino al villaggio di Kirkjubæjarklaustur, lungo quella Ring Road che percorre l’isola intera.

Quando la terra si spezza: la storia di un canyon nato dal ghiaccio

Fjaðrárgljúfur ha una storia geologica di circa 9.000 anni (formato alla fine dell’ultima era glaciale), anche se il bedrock di palagonite su cui poggia ha circa 2 milioni di anni. Le sue pareti sono formate in gran parte da palagonite, una lava basaltica vetrosa che si è solidificata a contatto con l’acqua e il ghiaccio durante l’ultima era glaciale.

È stato il disgelo, poi, ad aver fatto il resto: l’erosione lenta e inesorabile ha scavato questo solco profondo una centinaia di metri nella brughiera, lasciando pareti verticali che oggi ospitano cascate, licheni e quel muschio compatto che trasforma ogni fotografia in qualcosa di quasi irreale.

Il muschio di Fjaðrárgljúfur

Il fiume che scorre sul fondo (si chiama Fjaðrá) nasce sulle pendici del monte Geirlandshraun, da dove poi attraversa il canyon per confluire nel ben più grande Skaftá. In passato, quando il livello dell’acqua era basso, o era possibile per gli escursionisti più determinati camminare sul fondo del canyon (con guadi inevitabili), ma oggi l’accesso al fondo è vietato o fortemente limitato per tutelare l’ecosistema e i siti di nidificazione.

Verde e silenzio: cosa si vede davvero camminando sul bordo

Il sentiero ufficiale corre lungo il bordo superiore della gola per più o meno 2 chilometri. La difficoltà è medio-bassa, ma la densità visiva è altissima: ogni curva del percorso apre un’inquadratura diversa, con la gola che si allarga o si stringe, le cascate che scivolano silenziose lungo le pareti, e il fiume verde-grigio in fondo che sembra lontanissimo.

Canyon Fjaðrárgljúfur in Islanda

La luce cambia tutto: all’alba, con la nebbia bassa e il sole che entra radente, le pareti di muschio diventano quasi luminescenti. In estate, con le notti bianche islandesi, si può visitare a qualunque ora e trovare condizioni di luce che altrove non esistono. Sì, questo è un posto in cui vale davvero la pena andare piano.

Il problema di diventare virali: turismo e muschio sotto pressione

Fino a qualche anno fa, Fjaðrárgljúfur era uno di quei segreti aperti che i viaggiatori più attenti custodivano gelosamente. Poi è arrivato un videoclip musicale (quello di Justin Bieber) e il luogo ha guadagnato un pubblico globale nel giro di poche settimane (in molti gli hanno persino dato il soprannome di Biber Canyon). I numeri di visitatori sono esplosi, e con loro anche le problematiche legate al delicato ecosistema del posto. Il muschio che riveste le pareti, infatti, è estremamente fragile e impiega anni a ricrescere se calpestato o danneggiato.

La risposta delle autorità locali è stata di quelle “come si deve”: sentieri segnalati, zone temporaneamente chiuse per permettere alla vegetazione di riprendersi, e una comunicazione più chiara ai visitatori. Oggi il canyon è aperto, ma con regole ferree e da seguire alla lettera, perché restare sui percorsi indicati è l’unico modo per garantire che il posto rimanga così com’è anche per le generazioni future.

Come arrivare al canyon

Fjaðrárgljúfur è raggiungibile in auto dalla Ring Road (Strada Nazionale n. 1): si trova a circa 5 minuti di guida dalla carreggiata principale, seguendo una deviazione ben segnalata. Il punto di riferimento più vicino è il villaggio di Kirkjubæjarklaustur, a pochi chilometri di distanza.

Biber Canyon, Islanda

Non esiste un collegamento in autobus diretto: il canyon è una tappa quasi esclusivamente pensata per chi viaggia con un mezzo proprio, come la maggior parte delle destinazioni nel sud-est dell’Islanda. In alcune stagioni (specialmente in estate) il traffico può essere sostenuto. Per questo motivo, conviene arrivare nelle prime ore del mattino per trovare il parcheggio libero e il sentiero meno affollato.

Foto Canva

Leggi Anche

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...