Il borgo di Tuscania accoglie il viaggiatore con una gigantesca parete di tufo scuro, le mura medievali che salgono sul colle e, in fondo, il profilo basso della campagna del Lazio che si perde verso il Tirreno. Siamo nella Tuscia, quella frangia di territorio tra Viterbo e il Lago di Bolsena che gli Etruschi scelsero come cuore pulsante di una civiltà intera.
Tuscania ne è uno dei frammenti meglio conservati e il suo nome è già una dichiarazione d’identità: deriva quasi certamente da tuscum, il termine con cui i Romani indicavano il territorio dei Tusci, ossia gli Etruschi. Una leggenda vuole che il borgo sia stato fondato da Ascanio, figlio di Enea; la storia, più prosaica (ma altrettanto affascinante) racconta di una città-stato etrusca che sfruttava la posizione strategica tra il mare e il lago, con il fiume Marta quale via naturale di commercio e comunicazione.
Passata sotto Roma senza battaglie distruttive (e questo le salvò l’ossatura), prosperò nell’artigianato funerario. Le botteghe locali producevano sarcofagi decorati in terracotta e in nenfro, una varietà di tufo scuro e compatto che regge bene la scultura. Poi vennero i Longobardi di Alboino nel 569, poi i Franchi, poi il lento ma inarrestabile dominio della Chiesa. Ogni stagione ha lasciato qualcosa di visibile ancora oggi, stratificato come le rocce sotto i vicoli.
Un promontorio tra due civiltà
Il centro storico di Tuscania sorge su uno sperone tufaceo che domina la valle del Marta. Guardando verso sud dalle mura, la campagna appare per lo più intatta: gran parte del territorio circostante è tutelato come riserva naturale, il che significa che l’orizzonte fuori dalla porta del paese è fatto di querce, pascoli e fossi d’acqua, non di capannoni industriali.
Foto di Simone Antonazzo / ENIT SpA
Piazza Basile, la centrale, ospita il Palazzo comunale e qualcosa di abbastanza unico al mondo (almeno nell’uso urbanistico): a fine ‘800, quando i sarcofagi etruschi si trovavano ovunque nei campi, qualcuno ebbe l’idea di sistemarli come arredi urbani. Così ancora oggi, passeggiando tra gli edifici storici, si incontrano sarcofagi in tufo appoggiati alle mura come fossero panchine di pietra millenaria.
Poi c’è Piazza Bastianini che aggiunge un’altra voce al catalogo, con la seicentesca Fontana Grande che occupa il centro con discreta eleganza. Il tessuto urbano è compatto, fatto di vicoli che cambiano luce a seconda dell’ora del giorno, con il tufo che vira dal grigio al miele al tramonto.
Pietre millenarie e chiese che raccontano
Tuscania ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, riconoscimento che il club assegna ai borghi d’entroterra con qualità ambientale e ricchezza culturale certificate. Meritata, visto quello che il territorio offre a chi si prende il tempo di guardare. Le due chiese romaniche fuori dal centro abitato, Santa Maria Maggiore e San Pietro, sono tra le più alte espressioni del romanico laziale.
Foto di ENIT SpA
San Pietro in particolare sorge su un pianoro isolato, quasi sospesa tra il cielo e la campagna sottostante, con una facciata bianca e rosa decorata da sculture che mescolano simboli cristiani e pagani. L’interno è la casa di affreschi duecenteschi in uno stato che fa capire quanto fosse vivace la pittura di quell’epoca nelle chiese rurali.
Il Museo Archeologico Nazionale di Tuscania raccoglie i materiali emersi dalle necropoli del territorio, tra cui sarcofagi con figure distese e corredi funerari delle grandi famiglie etrusche databili tra il IV e il II secolo a.C., che contestualizza in modo da rendere comprensibile una civiltà che in questa zona è presenza ancora tangibile nel paesaggio.
Perché è una Piccola Roma?
Il soprannome “Piccola Roma” (o più storicamente la “Roma della Tuscia”) è legato alla straordinaria densità e importanza dei suoi monumenti religiosi e archeologici, che ricalcano in scala minore la maestosità della Capitale. Il cuore di questa definizione risiede sul colle di San Pietro, l’antica acropoli dove la monumentale Basilica di San Pietro (con il suo immenso rossetto in marmo bianco, i pavimenti cosmateschi e i marmi di spoglio di epoca romana) evoca immediatamente la solennità delle grandi basiliche romane.
Foto Canva
A questo si aggiunge il fatto che Tuscania divenne un potentissimo centro medievale e una sede vescovile di primissimo piano protetta dai Papi, arricchendosi di mura merlate, torri edificate dalle grandi famiglie nobiliari e complessi sotterranei che ricordano, per stratificazione storica e fascino millenario, i contrasti archeologici della Città Eterna.
Foto di copertina: Maurizio Spaziani
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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