Il borgo medievale che guarda il lago a forma di cuore: sotto il Garda c’è un gioiello nascosto

Castellaro Lagusello — nome che deriva da \"castellaro\" (recinto fortificato) e \"lagusello\" (laghetto) — è una frazione del comune di Monzambano, nelle Colline Moreniche del Garda, a pochi chilometri da Peschiera. Borgo più bello d\'Italia, patrimonio UNESCO, Bandiera Arancione del Touring Club. Tutto vero. Il lago a forma di cuore esiste, ma si vede nella sua forma intera solo dall\'alto. Preparati a questo, e il posto vale ogni minuto.

castellaro_lagusello

Castellaro Lagusello ha una reputazione costruita su tre elementi: le mura medievali, il castello e il laghetto a forma di cuore.
I primi due si vedono bene.
Il terzo richiede una premessa. Il lago è una riserva naturale privata — parte del parco di Villa Arrighi Tacoli, che incorpora l’antico castello feudale.
Si accede a pagamento, in certi orari e in certi giorni della settimana.Castellaro_Lagusello_castello
Dal borgo, attraverso il cancelletto sul fondo della via principale, se ne intravede uno spicchio.
La forma a cuore — quella che appare in tutte le fotografie — si vede solo dall’alto: dalla torre campanaria del borgo, o con i droni che ormai documentano il posto su ogni piattaforma social.
Non è un difetto del posto — è semplicemente quello che è.
E chi arriva sapendo già come funziona, invece di restare deluso, trova uno dei borghi più intatti e silenziosi della Lombardia meridionale.

Come si è formato il lago e cosa significa il nome

Le Colline Moreniche del Garda sono i depositi lasciati dal ghiacciaio che occupava il posto del lago di Garda durante le ultime due glaciazioni.
Quando il ghiaccio si ritirò, alcune conche si riempirono d’acqua — ed è così che nacquero i piccoli laghi intramorenici sparsi tra Mantova e il Garda.castellaro-lagusello-mantova
Il Lago di Castellaro Lagusello è uno di questi: di origine glaciale, piccolo, con fondali bassi, circondato da ninfee bianche, canneti, iris gialli e campanellini estivi.
Le acque ospitano martin pescatore, aironi, cannaiole e cuculo — una riserva ornitologica in miniatura.
Il nome del borgo racconta la sua essenza in modo letterale: “castellaro” indicava in età medievale un recinto fortificato senza case, e “lagusello” era semplicemente il laghetto.
La prima menzione documentata risale al 1145, in una bolla di Papa Eugenio III che citava la “plebem de Castellaro”.
Il nome non è cambiato in quasi novecento anni.

La storia: Scaligeri, Gonzaga e Napoleone

La posizione strategica di Castellaro Lagusello — su un’altura tra Mantova e Verona, al controllo del territorio morenico — ha reso il borgo conteso per secoli.
Il castello risale al XII-XIII secolo ed è attribuito agli Scaligeri, che lo tennero per controllar il confine con il territorio mantovano dei Gonzaga.Castellaro_Lagusello-storia
Nel 1391, Gian Galeazzo Visconti lo cedette a Francesco Gonzaga per 60.000 ducati — una cifra enorme per l’epoca, che dice quanto contasse strategicamente questo piccolo borgo di collina.
La Villa Arrighi Tacoli — trasformazione del preesistente castello feudale, con mura di cinta a merli guelfi e bifore — fu teatro, dopo la Battaglia di Solferino del 1859, dei soggiorni di Napoleone III e del Duca di Magenta.
È ancora proprietà privata, visitabile su prenotazione.

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Cosa vedere dentro le mura

La porta d’ingresso del borgo è già un’anticipazione del tono del posto: massiccia, in pietra, con gli stipiti che recano ancora i segni del ponte levatoio.
Superata la soglia, il borgo si percorre in pochi minuti — è un borgo piccolo, nel senso più letterale del termine.
La Torre Campanaria è il punto di osservazione più efficace per capire il lago.
Dall’alto si vede il profilo dell’acqua e si intuisce, nelle giornate giuste, la forma che ha reso famoso il posto.
La scala interna è ripida e stretta: le campane, se suonano mentre sei lassù, ti ricordano fisicamente dove sei.
La Chiesa Parrocchiale di San Nicola ha radici nel 1145 e una struttura ricostruita nel Settecento sulle fondamenta dell’antica pieve.Castellaro_Lagusello_Mozambano
All’interno custodisce una Madonna in legno di inizio Quattrocento, una Via Crucis e i Misteri del Rosario attribuiti all’Ugolini del Seicento.
Il Museo Etnografico del Ciliegio — piccolo ma curato — racconta le tradizioni agricole della zona, con focus sulla coltivazione del ciliegio che caratterizzava le Colline Moreniche.
La pavimentazione in pietre di fiume, i sassi a vista delle case e la facciata della canonica sono rimasti quasi intatti dal Duecento — il borgo è scampato alle grandi trasformazioni urbanistiche proprio perché è sempre rimasto piccolo e periferico.

Come visitare il lago

La zona fa parte del Parco del Mincio. L’accesso al lago avviene attraverso il parco di Villa Arrighi Tacoli, con biglietto a pagamento, nei giorni e negli orari in cui il parco è aperto.
È possibile anche prenotare la visita guidata al castello e ai camminamenti di ronda — dalla cima si ha la migliore vista sul lago e sulle colline.
Per vedere il lago nella sua forma caratteristica, i punti migliori sono la torre campanaria (gratuita, accesso dal borgo) e, naturalmente, qualsiasi posizione in quota — una delle colline circostanti o un drone, per chi lo porta.
Il lago ha barche di legno ormeggiate sulla riva e una vegetazione palustre rigogliosa — in autunno, quando le prime nebbie mattutine scendono sul bordo dell’acqua, il paesaggio ha una qualità quasi sospesa che non si trova d’estate.

Cosa mangiare e cosa abbinare alla visita

La cucina locale è quella mantovana — capunsèi (gnocchetti di pane secco, grana e brodo, cotti in brodo), salumi, formaggi locali.
I vini sono quelli delle Colline Moreniche: Garda DOC e Garda Colli Mantovani DOC, con Merlot e Tocai prodotti a qualche chilometro dal borgo.
Le aziende agricole della zona — Case Vecchie, Corte Bettini, Cantina Gozzi — organizzano degustazioni, alcune con aperitivi all’aperto in estate.
A Grazie di Curtatone, a meno di mezz’ora, tra luglio e agosto fioriscono i loti sul Mincio — uno spettacolo completamente diverso ma nello stesso territorio.

Info pratiche

Dove: Castellaro Lagusello, frazione di Monzambano, provincia di Mantova, Lombardia
Come arrivare in auto: A22 uscita Mantova Nord → SS236bis → SP27 per Valeggio sul Mincio → Monzambano → Castellaro; oppure A4 uscita Sirmione → Pozzolengo → Castellaro
In bici: deviazione dalla ciclabile del Mincio (Peschiera del Garda-Mantova, 45 km pianeggianti)
Parcheggio: area parcheggio all’ingresso del borgo
Torre Campanaria: accesso dal borgo, gratuito
Visita al lago e al castello: a pagamento, ingresso dal parco di Villa Arrighi Tacoli — orari e prenotazioni sul sito del Comune di Monzambano
Periodo consigliato: primavera per la mostra floreale “I Fiori di Castellaro”; autunno per le nebbie e il foliage morenico; estate per abbinare la visita alla fioritura dei loti sul Mincio
Nota pratica: il lago a forma di cuore si vede nella sua forma intera solo dall’alto (torre campanaria o quota). Dall’interno del borgo se ne vede uno spicchio dal cancelletto in fondo alla via principale.

Massimo Telò, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons, Cristian Lorini, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons, Cristian Lorini, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons, Dguendel, CC BY 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/3.0>, via Wikimedia Commons, lombardiabeniculturali.it., comune.monzambano.mn.it

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