La Gerusalemme del Piemonte, con il Sepolcro e il Sacro Monte: Varallo Sesia è un borgo fuori da ogni logica

Alla fine del Quattrocento, un frate francescano tornato da Gerusalemme ebbe un'idea semplice e visionaria: ricostruire i luoghi santi in Piemonte, per chi non poteva permettersi il viaggio. Nacque così il Sacro Monte di Varallo, il più antico d'Italia e d'Europa, oggi patrimonio UNESCO. Quarantacinque cappelle, ottocento statue a grandezza naturale, quattromila figure affrescate, distribuite tra i boschi e le piazzette di una Gerusalemme immaginaria costruita sulla roccia sopra Varallo Sesia.

Varallo

Nel 1491, un frate francescano di nome Bernardino Caimi tornò dalla Palestina con un’idea che, a sentirla descritta così, suona quasi assurda. Aveva passato anni a Gerusalemme come custode del Santo Sepolcro. Conosceva quei luoghi come pochi altri. E aveva capito una cosa: la stragrande maggioranza dei fedeli che avrebbe voluto compiere il pellegrinaggio non l’avrebbe mai fatto — troppo lontano, troppo pericoloso, troppo costoso. Allora decise di portare Gerusalemme da loro.Varallo-sesia

Trovò una roccia sopra Varallo Sesia, in Valsesia, provincia di Vercelli, e cominciò a costruire. Ci vollero due secoli per finire. Il risultato è il Sacro Monte di Varallo — il più antico tra i sacri monti d’Italia e d’Europa, riconosciuto dall’UNESCO nel 2003 come Patrimonio dell’Umanità.

L’idea: una realtà virtuale del Quattrocento

L’intuizione di Caimi era sofisticata prima ancora di avere un nome. L’idea era questa: creare un percorso in cui il pellegrino non leggesse la storia della vita di Cristo su un libro o la ascoltasse da un predicatore, ma la attraversasse. Cappella dopo cappella, scena dopo scena — dalla creazione del mondo alla resurrezione — il visitatore si trovava circondato da statue a grandezza naturale, in abiti veri, con espressioni dipinte, in interni affrescati che prolungavano la scena oltre le pareti fisiche.fontana-piazz-basil
Era teatro, era cinema prima del cinema, era una forma di realtà aumentata costruita con terracotta e pigmenti.
Il filosofo inglese Samuel Butler, che visitò il Sacro Monte nell’Ottocento, scrisse che era il luogo più strano e più bello che avesse mai visto. Non era il solo a restarne colpito.

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Il percorso: due Gerusalemme in una

Il Sacro Monte sorge sul Monte Tre Croci, a 608 metri di quota — 150 metri sopra il centro di Varallo. Il percorso tra le cappelle si divide in due parti molto diverse tra loro.Varallo-Chiesa-di-Loreto

La prima parte, dalla cappella n.1 (Adamo ed Eva) alla n.19 (Ingresso di Cristo a Gerusalemme), si sviluppa nella zona più boscosa e impervia del parco. I sentieri sono immersi nella vegetazione, le cappelle appaiono tra gli alberi come scoperte improvvise. È la parte “naturale” del percorso — quella che ricorda di più un pellegrinaggio vero, con i piedi sul terreno irregolare e le cappelle che si raggiungono una alla volta.varallo-centro

Attraverso la Porta Aurea si entra nella seconda parte — quella che simula la città di Gerusalemme. Il paesaggio cambia completamente: palazzi, portici, piazze lastricate, il Palazzo di Pilato, il Calvario, il Santo Sepolcro. È una città costruita sulla cima di una montagna piemontese, con una coerenza urbanistica che lascia senza parole anche chi non sa niente di arte sacra. Al centro di tutto si trova la Basilica dell’Assunta — il punto di arrivo ideale del pellegrinaggio.

Le statue e gli artisti: da Gaudenzio Ferrari a Tanzio

Le 800 statue che popolano le cappelle sono in legno o terracotta policroma, a grandezza naturale, con abiti e accessori reali. Alcune sono state restaurate, altre mostrano il lavoro del tempo — e proprio per questo conservano una verità espressiva difficile da trovare altrove.Dettaglio-Cappelle-Sacro-Monte-1

Il nome più importante tra chi ha lavorato al Sacro Monte è Gaudenzio Ferrari (1475-1546), pittore e scultore vercellese considerato uno dei massimi artisti del Rinascimento lombardo-piemontese. Ferrari lavorò qui per circa quindici anni, realizzando tra l’altro la grandiosa Cappella della Crocifissione e la statua della Madonna Dormiente — risalente al 1498, il pezzo più antico del complesso. La sua capacità di fondere pittura e scultura in un unico spazio narrativo è ancora oggi una delle cose più sorprendenti da vedere.Varallo-pitture

Secoli dopo, Tanzio da Varallo — Antonio d’Enrico, nato ad Alagna intorno al 1578 — portò al Sacro Monte l’influenza del Caravaggio, con cui aveva lavorato a Roma. Le sue figure hanno quella durezza fisica e quella luce violenta che si riconosce immediatamente.

San Carlo Borromeo e il nome “Nuova Gerusalemme”

Il Sacro Monte di Varallo ha avuto molti visitatori illustri nel corso dei secoli. Ma il più importante, per la diffusione della sua fama, fu San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, che lo visitò più volte nella seconda metà del Cinquecento. Fu Borromeo a chiamarlo ufficialmente “Nuova Gerusalemme” — e il nome rimase.varallo-gerusalemme

La sua visita aumentò notevolmente il flusso di pellegrini e contribuì a moltiplicare i finanziamenti per la costruzione delle cappelle successive. Senza di lui, il progetto di Caimi sarebbe probabilmente rimasto incompiuto.

Il borgo di Varallo e le sue rughe

Varallo Sesia non è solo la porta d’accesso al Sacro Monte. Il centro storico merita una visita a sé — le strade strette chiamate localmente “rughe”, le ville ottocentesche, la Piazza Gaudenzio Ferrari con la statua del pittore al centro.portico-sepolcro

Ai piedi della salita al Sacro Monte si trova la Chiesa di Santa Maria delle Grazie — un monumento nazionale con un ciclo di affreschi di Gaudenzio Ferrari lungo tutta la parete di fondo, considerato uno dei capolavori della pittura rinascimentale in Piemonte. Vale da sola il viaggio. Il fiume Sesia, che scorre sotto il paese, è uno dei fiumi più selvaggi e frequentati per il rafting e il kayak in tutto il nord Italia.

Come arrivare al Sacro Monte

Dal centro di Varallo si raggiunge il Sacro Monte in tre modi. A piedi c’è un percorso di circa venti minuti in salita che parte da Piazza Gaudenzio Ferrari — simbolicamente, il percorso ripercorre la via del Calvario. In auto si arriva dalla frazione Crosa di Varallo, con parcheggi sul posto. La funivia — una delle più ripide d’Italia — parte dal centro del paese e porta in quota in pochi minuti.

Ingresso al Sacro Monte è gratuito e le cappelle sono sempre aperte, senza orari fissi. Per una visita completa a tutte le cappelle e alla basilica si calcola una mezza giornata. Le visite guidate sono organizzate dall’Associazione Accompagnatori Naturalistici della Valsesia.

Info pratiche

Dove: Varallo Sesia, provincia di Vercelli, Piemonte — Valsesia
Come arrivare in auto: A26 direzione Gravellona, uscita Romagnano-Ghemme, poi seguire indicazioni per Varallo — circa 90 km da Milano
Con i mezzi: treno da Novara fino a Borgosesia, poi bus per VaralloVarallo-come-arrivare
Sacro Monte: ingresso gratuito, sempre aperto
Funivia: partenza dal centro di Varallo, orari stagionali — verificare su sacromontedivarallo.it
A piedi: 20 minuti di salita dal centro, via Piazza Gaudenzio Ferrari
Visita completa: mezza giornata; 2-3 ore per il percorso completo delle cappelle
Da non perdere: Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Gaudenzio Ferrari), centro storico, Piazza Gaudenzio Ferrari
Da abbinare: Alagna Valsesia e Monte Rosa, Lago d’Orta (45 min in auto), Borgosesia

Foto Sacro Monte di Varallo, ValsesiaeVercelli

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