Cascate, vicoli e tramonti romantici: Chefchaouen è la città blu del Marocco che ti fa capire come funziona il turismo oggi

Chefchaouen è nel Rif marocchino a 120 km da Tangeri, e il suo centro storico è dipinto di bianco e blu in ogni superficie disponibile. La storia ufficiale dice che il blu veniva usato per tenere lontane le zanzare. La storia ufficiosa dice che il blu si è intensificato quando i turisti hanno cominciato ad arrivare con le macchine fotografiche. Entrambe le cose sono probabilmente vere — e questo non la rende meno bella.

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Sapevo già cosa avrei trovato a Chefchaouen.
Lo sapevo dalla prima ricerca su Instagram — migliaia di fotografie quasi identiche, tutte blu, tutte con le stesse prospettive, tutte con filtri che rendevano i colori ancora più saturi di quello che sono nella realtà.
Sono andato lo stesso. E la prima cosa che ho pensato, camminando nella medina, è che il posto era più bello di quanto le fotografie facessero immaginare. Anche se quasi interamente studiato a tavolino.
La seconda è che quella bellezza era stata costruita con grande consapevolezza.chefchaouen-blu-martino-de-mori-sportoutdoor24

Chefchaouen non è un borgo che è rimasto intatto per caso.
Si trova nel nord del Marocco,tre ore a sud di Tangeri ed è un borgo che ha capito cosa volevano i turisti — un paesaggio da fotografia — e lo ha trasformato in un’offerta precisa.
Il blu sulle pareti, gli ornamenti floreali, le piastrelle decorative, i venditori di prodotti in posizioni strategiche.
Non è un inganno. È un prodotto.
E come tutti i prodotti ben fatti, funziona.

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Il blu: da dove viene davvero

La storia più diffusa è che il blu fosse usato dalle comunità ebraiche rifugiatesi a Chefchaouen nel XV secolo — in fuga dalla Spagna dopo la Reconquista — come simbolo religioso per ricordare il cielo e la divinità.
Un’altra versione attribuisce al blu la proprietà di tenere lontane le zanzare.chefchaouen-vivoli-martino-de-mori-sportoutdoor24

La versione più onesta è probabilmente questa: le pareti erano bianche e ocra per secoli (si vede camminando in alcune zone della città), e il blu intenso che vediamo oggi è stato amplificato — se non inventato in gran parte — negli ultimi anni, in parallelo con l’aumento del turismo fotografico.
Nessuno lo conferma, ma è difficile non notare la coincidenza tra l’esplosione del fenomeno Instagram e l’intensità sempre maggiore del blu sui muri della medina. E i vicoli decorarti con tariffa per scattare una foto. 

Le foto a pagamento

È il dettaglio che mi ha colpito di più, e che nessuna guida turistica segnala chiaramente.
In alcune zone della medina — non tutte, ma alcune — ci sono angoli particolarmente fotogenici con persone in costume tradizionale, gattini in posa sui gradini blu, pannelli di frutta colorata, cappelli berberi, etc.
Se ti avvicini con la fotocamera, qualcuno si avvicina a te — non in modo aggressivo, ma con la chiarezza di chi conosce le regole del gioco. Dieci dirham, venti dirham. Una piccola cifra in assoluto (un dirham vale circa un decimo di euro), ma che materializza qualcosa di preciso: in questi angoli della medina, la foto non è una cattura spontanea di realtà — è un servizio a pagamento.
Detto questo, per nessuna delle foto che vediamo qui ho dovuto sborsare un dirham.chefchaouen-marocco-blu-martino-de-mori-sportoutdoor24

Un meccanismo.che fa pensare a cosa sia “autentico” in un posto costruito per essere fotografato, e se quella domanda abbia ancora senso in un’epoca in cui qualsiasi destinazione è già stata mediata da migliaia di schermi prima che ci arriviamo.
Chefchaouen non finge di non essere uno spettacolo creato ad hoc. E alla fine è sincera, a modo suo.

Ras el Maa e il fresco dell’acqua

La parte che mi ha sorpreso di più è stata quella a pochi passi dalla medina — a circa 400 metri dalla porta nord-orientale.
Ras el Maa significa letteralmente “sorgente dell’acqua”: il fiume che scende dal Rif arriva qui con una serie di piccole cascatelle e pozze dove l’acqua è fredda anche in agosto.
Le terrazze intorno sono piene di gente — locali soprattutto, non turisti — che si siede con i piedi nell’acqua, mangia qualcosa, aspetta che la temperatura scenda.chefchaouen-ras-el-maa-martino-de-mori-sportoutdoor24
Il contesto — il verde dei bordi, il rumore dell’acqua, l’ombra degli alberi, il fresco rispetto alla medina sotto — lo rende un luogo completamente diverso da quello che aspetti di trovare in Marocco d’estate.
Da Ras el Maa parte il sentiero per la Moschea Spagnola — e quello per le Cascate di Akchour.

Tramonto alla Moschea Spagnola

Dal ponte sul torrente parte un sentiero lastricato che sale per circa 20-30 minuti fino alla Moschea Spagnola.
La moschea fu costruita dagli spagnoli attorno al 1920, durante il protettorato.
Non fu mai molto frequentata dai fedeli locali — troppo lontana, troppo legata agli occupanti — e cadde progressivamente in rovina, per poi essere ristrutturata.
Essendo una moschea non attiva, è visitabile anche dai non-musulmani.chefchaouen-tramonto-mschea-blu-martino-de-mori-sportoutdoor24

Ma la moschea in sé è un pretesto.
Il motivo per cui centinaia di persone salgono ogni sera qui è il panorama: dall’alto del colle, tutta la medina si stende sotto, bianca e blu, con le montagne del Rif in secondo piano.
Al tramonto, quando la luce dorata entra orizzontale tra le valli, il contrasto tra i tetti azzurri e il cielo diventa qualcosa che ricordo ancora.
Il consiglio pratico: arrivare almeno 45 minuti prima del tramonto — l’orario preciso varia ogni giorno.
Il posto si riempie velocemente, e le posizioni migliori vengono occupate dai più previdenti.

Le Cascate di Akchour: l’escursione fuori dalla città

Se il tramonto dalla Moschea Spagnola è la cosa da fare la sera, l’escursione alle Cascate di Akchour è quella da fare il giorno.
Akchour si trova a circa 25 km da Chefchaouen — 45 minuti in grand taxi dalla stazione dei taxi collettivi.
Da lì si cammina — un sentiero di media difficoltà, circa 1h30-2h — lungo una gola con pareti di roccia rossa, con il fiume che scorre a lato.
Il percorso porta prima al Pont Dieu — un arco naturale di roccia a 25 metri d’altezza sul fiume — e poi alle cascate vere e proprie.chefchaouen-cascatei-martino-de-mori-sportoutdoor24

Le pozze naturali sotto le cascate sono freddissime anche in agosto.
È qui che si capisce perché questa escursione sia la prima cosa che i locali consigliano ai visitatori in estate: l’acqua del Rif scende dalle vette senza passare per nessuna città, e la temperatura è quella di un frigorifero. Ci si tuffa per rinfrescarsi e si esce felici.
Il sentiero è frequentato ma non intasato — tante persone e famiglie che portano cibo per un picnic. Ristorantni con. tavoli nell’acqua dove godersi un tajine e una spremuta fresca.chefchaouen-akchour-martino-de-mori-sportoutdoor24
Portare acqua abbondante, scarpe chiuse e un pezzo di pane per il viaggio: i servizi lungo il percorso sono essenziali.

Come arrivare e dove dormire

Chefchaouen si raggiunge da Tangeri — circa 3 ore in CTM (la compagnia di autobus marocchina), partenze mattutine dallo station des bus centrale.
Il taxi collettivo (grand taxi) è più veloce — circa 2h15 per 5 passeggeri condivisi.
Da Fes: circa 3h30 in autobus o 2h30 in taxi collettivo.chefchaouen-escursioni-martino-de-mori-sportoutdoor24

I riad nel centro della medina sono la scelta più logica — prezzi ragionevoli anche per strutture ben rifinite, e la posizione permette di muoversi a piedi.
Il consiglio: prenotare con almeno 2-3 settimane di anticipo in estate, soprattutto per i fine settimana.
La medina si percorre comodamente in una giornata.
Due giorni permettono di aggiungere Akchour con calma.

Info pratiche

Dove: Chefchaouen, provincia di Chefchaouen, regione di Tanger-Tétouan-Al Hoceima, Marocco settentrionale
Come arrivare: bus CTM da Tangeri (3h) o Fes (3h30); grand taxi collettivo più veloce
Ras el Maa: 400 metri dalla porta nord-orientale della medina, a piedi
Moschea Spagnola: 20-30 minuti a piedi da Ras el Maa lungo sentiero lastricato; arrivare 45 min prima del tramonto
Cascate di Akchour: 45 min in grand taxi collettivo da Chefchaouen, sentiero 1h30-2h; cascate e pozze naturali fredde; portare acqua e pranzo al saccochefchaouen-rif-martino-de-mori-sportoutdoor24PXL_20260802_122805243
Foto a pagamento: presenti in alcuni angoli specifici della medina — il prezzo si concorda prima
Periodo: ottobre-aprile ideale (meno caldo, meno folla); estate possibile ma caldo intenso — le cascate e Ras el Maa diventano essenziali
Valuta: dirham marocchino (MAD) — i pagamenti in euro sono accettati ma con cambio sfavorevole

Foto Martino De Mori

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