La Liguria è coperta di boschi per oltre il 70 per cento, e a fine ottobre faggi e castagni si accendono a pochi chilometri dal mare. Ma la finestra è stretta: basta una mareggiata di libeccio o la prima tramontana per spogliare gli alberi in una notte. Sei gite, ognuna pensata per un tipo di viaggiatore diverso.
Per chi vive al Nord, la Liguria è una cartolina d’estate: spiaggia, focaccia, coda in autostrada. Pochi sanno che è una delle regioni più verdi d’Italia, con boschi su più di due terzi del territorio, e che il suo autunno ha un vantaggio unico. Puoi camminare in una faggeta color rame la mattina e guardare il mare al tramonto.
Il mare tiene lontano il freddo e allunga la stagione dei colori, che qui arriva spesso a metà novembre. Ma non lasciarti ingannare: a fare la differenza è il meteo. Una settimana di pioggia e vento e lo spettacolo finisce. Ecco dove andare adesso, e per chi è ogni gita.
1. Il Parco delle Mura di Genova
PER CHI NON HA LA MACCHINA
Il foliage più comodo della Liguria parte dal centro di Genova. Si sale con la funicolare Zecca-Righi fino al belvedere del Righi e da lì si entra nel Parco urbano delle Mura, l’area più verde del comune, una lunga cresta di boschi e sentieri che corre sopra la città lungo la cinta delle antiche fortificazioni.
Il percorso tocca una fila di forti uno dopo l’altro: il Castellaccio con la torre in mattoni rossi, lo Sperone sul Monte Peralto con il bastione a prua di nave, il Puin, il Fratello Minore e infine il Diamante, a 667 metri, il punto più alto. Sotto, il porto; intorno, il bosco che cambia colore. In alternativa si arriva con il trenino Genova-Casella, scendendo alla stazione di Campi.
Da Genova: 15 minuti di funicolare
Difficoltà: facile, mezza giornata o giornata intera
Il consiglio: sali al mattino e scendi a Genova per un aperitivo: zero auto, zero parcheggi
2. Varese Ligure e i boschi della Val di Vara
PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI
Un borgo a forma di cerchio, un castello, un mulino che funziona ancora: per un bambino Varese Ligure sembra uscito da un libro di fiabe. Il centro storico, il “borgo rotondo”, è un anello medievale di case color pastello costruite intorno alla piazza centrale, dominato dal Castello dei Fieschi.

Intorno c’è la Val di Vara, l’entroterra spezzino che quasi nessuno conosce, con boschi di faggi e castagni e torrenti limpidi. Una passeggiata adatta a tutti porta al Ponte di Grecino, un vecchio ponte in pietra mezzo nascosto dalla vegetazione. Varese Ligure è stato uno dei primi “borghi bio” d’Italia: a pranzo testaroli al pesto, polenta con i funghi, castagne bollite nel latte e formaggi di capra delle aziende della valle.
Da Genova: circa 1 ora e 30
Difficoltà: facile, passeggiate brevi
Il consiglio: compra miele e formaggi direttamente nelle aziende agricole della valle
3. Aveto: il Lago delle Lame e i cavalli selvaggi
PER CHI AMA GLI ANIMALI
Nel Parco dell’Aveto, nell’entroterra del Tigullio, vivono cavalli tornati allo stato selvatico da oltre vent’anni. In autunno e inverno cercano riparo nelle faggete, che a fine ottobre sono tra le più belle della regione. Per vederli si va all’alba o al tramonto vicino al Lago di Giacopiane, dove scendono a bere, oppure si prenota un’uscita di horsewatching con le guide che li studiano da anni. Regola d’oro: non avvicinarsi troppo, non dare cibo, non urlare.

Per una gita adatta a tutti la base è il Lago delle Lame, a Rezzoaglio: un lago di origine glaciale con accesso libero, un piccolo Museo del Bosco e un sentiero breve fino alla Cascata della Ravezza. Chi ha più gambe può salire sul Monte Penna, 1.735 metri, partendo dal Passo del Chiodo attraverso una foresta di faggi monumentali.
Da Genova: circa 1 ora e 30
Difficoltà: facile al Lago delle Lame, media al Monte Penna
Da sapere: in quota fa freddo presto e la prima neve può arrivare a novembre
4. Lago di Osiglia e la Cascata delle Ferriere
PER CHI VUOLE CAMMINARE VERSO L’ACQUA
Nell’Appennino savonese, il Lago di Osiglia è un bacino artificiale circondato da valli ripide e boschi di castagni, querce, faggi e conifere. In autunno l’acqua ferma raddoppia i colori. Ha anche una storia curiosa: quando il lago viene svuotato riaffiorano i resti delle borgate sommerse.
La meta più amata è la Cascata delle Ferriere, raggiungibile con diversi anelli: il più breve è una passeggiata di un paio di chilometri nel bosco, i più lunghi sfiorano i 18 chilometri e gli 800 metri di dislivello, passando per vecchie miniere e borgate.
Da Genova: circa 1 ora e 15
Difficoltà: da facile a impegnativa, a seconda dell’anello
Il consiglio: dopo giornate di pioggia la cascata è al massimo, ma i sentieri sono scivolosi
5. Calizzano e la Val Bormida: castagne affumicate e faggete
PER I GOLOSI
Tra Calizzano e Murialdo, nell’alta Val Bormida, l’autunno ha un profumo preciso: quello del fumo dei tecci, piccoli seccatoi in pietra con il tetto in scandole, nascosti tra castagni secolari. Dentro, su un graticcio di legno a due o tre metri da terra, le castagne restano per circa due mesi sopra un fuoco basso e costante. Ne escono le castagne essiccate Presidio Slow Food, soprattutto della varietà Gabbina.

La gita unisce i castagneti intorno al paese con una deviazione verso il Colle del Melogno, dove inizia la faggeta della Barbottina, una delle più spettacolari della Liguria. Poi, a tavola, funghi e castagne: in questa valle è la stagione d’oro.
Da Genova: circa 1 ora e 15
Difficoltà: facile
Il consiglio: cerca i produttori del Presidio per comprare castagne secche e farina
6. Triora, il borgo delle streghe
PER CHI AMA IL MISTERO
A fine ottobre, quando si avvicina Halloween, non c’è posto più adatto. Triora, nell’alta Valle Argentina, a circa 30 chilometri dal mare, fu teatro tra il 1587 e il 1589 di uno dei più noti processi per stregoneria d’Italia: in un periodo di carestia furono accusate soprattutto levatrici e donne che conoscevano le erbe.
Oggi la storia si racconta nel Museo Etnografico e della Stregoneria a Palazzo Stella. Poi si esce verso la Cabotina, il “rifugio delle streghe”, un luogo di ruderi e roccia nuda dall’atmosfera inquietante. Intorno, il Parco delle Alpi Liguri: boschi che cambiano colore, mulattiere tra le frazioni di Realdo e Verdeggia e, poco lontano, la grande faggeta di Rezzo.
Da Genova: circa 2 ore (da Arma di Taggia sulla SP 548)
Difficoltà: facile in paese, media sui sentieri del parco
Il consiglio: ci sono autobus da Sanremo e dalla stazione di Taggia-Arma
Quando andare: la finestra del foliage ligure
- Faggete in quota (Aveto, Melogno, Rezzo): di solito il picco è tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre.
- Castagneti e boschi misti a bassa quota: possono reggere fino a metà novembre, grazie al clima mite.
- Il vero nemico è il vento: dopo una giornata di libeccio o di tramontana forte gli alberi possono spogliarsi in poche ore. Se vedi una finestra di bel tempo, parti.
Cosa portare
- Strati: in Liguria si passa dai 18 gradi della costa ai 5 delle faggete in un’ora d’auto.
- Scarpe con suola scolpita: le foglie bagnate sulle mulattiere sono scivolosissime.
- Frontale: a fine ottobre fa buio presto, e chi aspetta il tramonto sul mare rientra con il buio.
Cerchi altre idee? Ecco le nostre migliori mete per il foliage in Italia.
William Domenichini, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons
mirko farfazi, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Enrico Mazzucco, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
©RIPRODUZIONE RISERVATA




