La Val di Susa, in certi punti, si stringe fino a diventare un corridoio.
Una di quelle strettoie si chiama Comba di Exilles, e chi la controllava controllava di fatto l’intera valle — sia chi scendeva dalle Alpi sia chi vi risaliva.
Per questo, da quasi mille anni, su quella roccia si trova un forte.
Dove si trova e perché è lì
Il Forte di Exilles si trova nell’omonimo comune della Città Metropolitana di Torino, in Alta Val di Susa, a 870 metri di quota, lungo il corso della Dora Riparia.
La sua posizione non è casuale: domina uno dei punti più stretti dell’intera valle, lungo l’antico percorso che collegava l’Italia alla Francia attraverso il Colle del Monginevro.
Chi possedeva Exilles, possedeva il passaggio.
Le prime fortificazioni sul sito risalgono all’VIII secolo, quando un cronista della Novalesa cita sulla roccia di Exilles una struttura ancora rudimentale, distrutta dai Franchi.
Il primo documento certo arriva nel 1155, quando i conti d’Albon — signori del Delfinato — confermano l’esistenza di un complesso fortificato vero e proprio.
Nel 1339 una descrizione completa parla già di un dongione a pianta quadrangolare con più ambiti di difesa.
Una storia di confine: Francesi, Savoia e Vauban
Per secoli il forte passò di mano più volte tra il Delfinato francese e i Savoia — nel 1541, nel 1559, nel 1593, nel 1595.
Ogni cambio di proprietà portava nuovi lavori di rafforzamento.
Nel Seicento, sotto controllo francese, fu ampliato dall’ingegnere militare Vauban, lo stesso che progettò alcune delle fortificazioni più celebri d’Europa.
Nel 1708, durante la Guerra di Successione Spagnola, le truppe sabaude di Vittorio Amedeo II aggirarono il fronte attraverso la Moriana e ripresero il forte attaccandolo dall’alta valle.
Il Trattato di Utrecht del 1713 sancì definitivamente l’appartenenza dell’intera Val di Susa — e quindi del forte — ai Savoia.
Nel 1720 l’architetto Ignazio Bertola fu incaricato di rafforzare ulteriormente la struttura: i lavori durarono sei anni e trasformarono Exilles in quello che le cronache descrivono come “un gioiello di arte militare”.
Nel 1745, durante la guerra di successione austriaca, le truppe francesi tentarono di forzare il passaggio ma furono respinte dalle cannonate della guarnigione.
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Il mistero della Maschera di Ferro
Tra il 1681 e il 1687, secondo una tradizione storica ben documentata, Exilles divenne prigione di Stato e ospitò tra le sue segrete il prigioniero più misterioso della storia francese: la Maschera di Ferro.
Nessuno ha mai scoperto la sua identità.
Il carteggio tra il ministro della guerra francese, marchese di Louvois, e il governatore Saint-Mars — che ne curò personalmente il trasferimento da Pinerolo — documenta le spese per il vitto e il vestiario del detenuto, ma non il suo nome.
Voltaire ne scrisse per primo, dopo aver appreso la storia durante una propria detenzione alla Bastiglia.
Alexandre Dumas la rese leggenda letteraria.
Nel 1687 il prigioniero fu trasferito all’isola di Sainte-Marguerite, al largo di Cannes, e infine alla Bastiglia di Parigi, dove morì nel 1703 senza che il suo volto fosse mai stato visto da chi non doveva vederlo.
Il museo di oggi
Con l’arrivo di Napoleone, il forte fu condannato alla demolizione, come previsto dal trattato seguito all’armistizio di Cherasco.
Il Congresso di Vienna del 1814-1815 restituì Piemonte e Savoia al Regno di Sardegna, e con essi iniziò la ricostruzione del forte — completata e nuovamente operativa entro gli anni Trenta dell’Ottocento.
La sua funzione militare continuò fino all’8 settembre 1943, quando fu abbandonato dall’esercito.
Nel 1996 la Regione Piemonte e il Museo Nazionale della Montagna di Torino stipularono una convenzione per la sua valorizzazione.
Il forte aprì al pubblico l’8 luglio 2000, e nel 2019 la proprietà passò definitivamente dal Demanio alla Regione Piemonte.
Oggi ospita un percorso museale dedicato alla storia del corpo degli Alpini, con quarantaquattro uniformi esposte su soldati di pietra ricavati dalla stessa roccia della fortezza.
La riapertura 2026: numeri, biglietti e novità
Dopo un 2025 segnato da una riduzione del 18% dei contributi pubblici e privati — con un conseguente calo delle presenze del 28% — il Forte di Exilles riparte nel 2026 con un budget rafforzato a 100mila euro.
Il nuovo partenariato “Exilles Extra Forte 2026” è guidato da IGIIC (Gruppo Italiano dell’International Institute for Conservation) insieme alla Fondazione Cirko Vertigo, con la direzione artistica affidata nuovamente ad Alberto Milesi.
Le giornate di apertura salgono a settanta nel corso della stagione.
Dal 20 giugno fino a fine mese, e poi nuovamente a settembre, il forte è visitabile nei weekend e nei giorni festivi.
A luglio e agosto l’apertura è continuativa, con il lunedì come unico giorno di chiusura.
Una giornata straordinaria, dedicata ai bambini con attività a tema Halloween, è fissata per il 31 ottobre.
Il biglietto d’ingresso passa da 2 a 5 euro, con accesso incluso alle mostre temporanee allestite negli spazi interni — gratuito per i possessori dell’Abbonamento Musei.
L’obiettivo minimo della stagione è di 12mila visitatori, con almeno 130 visite guidate diurne e quattro notturne.
Spettacoli e mostre: il cartellone 2026
Il Cortile del Cavaliere, con 600 posti a sedere, ospita un cartellone di almeno 14 spettacoli, in collaborazione con il festival Borgate dal Vivo.
Tra le date già confermate: i concerti di Bandakadabra (30 luglio) e I Patagarri (14 agosto), lo spettacolo teatrale Difensore d’ufficio con il Teatro Stabile di Torino (7 agosto), e Vertigine di Giulietta della compagnia blucinQue tra teatrodanza e circo contemporaneo (8 agosto).
Lella Costa porta il reading Patria oh Patria, tratto da Patrizia Cavalli.
La rassegna domenicale “Piccoli Mondi” propone quattro spettacoli di circo e teatro per famiglie.
Sul fronte delle mostre, “Soldati” ricostruisce la vita delle guarnigioni che difesero il forte dal Cinquecento al Settecento, mentre una collaborazione con CAMERA e il Museo Nazionale del Cinema porta in mostra le fotografie di scena della serie RAI Fuochi d’artificio, girata proprio a Exilles — con un percorso che si estende anche al borgo, trasformando l’intero paese in spazio espositivo diffuso.
“Monster Gallery”, realizzata con Torino Comics, esplora le mille declinazioni culturali del mostro di Loch Ness, dai fumetti ai film d’animazione.
I dintorni: cosa vedere in Alta Val di Susa
Chi visita Exilles ha a disposizione una valle densa di possibilità outdoor.
Il Sentiero Balcone, uno dei trekking più completi del Piemonte con dieci tappe e 250 km totali, ha proprio Exilles come punto di passaggio tra la prima e la seconda tappa, sulla rotta che collega Susa a Bardonecchia. 
Scendendo verso l’imbocco della valle, la Sacra di San Michele — il monastero che inspirò Umberto Eco per Il nome della rosa — domina il monte Pirchiriano con una delle viste più scenografiche del Piemonte.
Bardonecchia, a pochi minuti di auto, e Susa, con il suo arco romano e il centro storico, completano un itinerario che unisce storia militare, spiritualità e montagna in uno spazio relativamente contenuto.
Info pratiche
Dove: Forte di Exilles, Via Forte 1, Exilles (TO), Alta Val di Susa
Come arrivare in auto: autostrada A32 Torino-Bardonecchia, uscita Susa Est, poi SS24 in direzione Bardonecchia — circa 1h15 da Torino
Come arrivare in treno: stazione di Exilles-Salbertrand sulla linea Torino-Bardonecchia
Apertura 2026: dal 20 giugno, weekend e festivi fino a fine giugno; luglio-agosto apertura continuativa (chiuso il lunedì); settembre weekend e festivi; apertura straordinaria 31 ottobre
Biglietto: 5 euro, incluse le mostre temporanee — gratuito con Abbonamento Musei
Visite guidate: diurne e notturne, a cura dell’Associazione Amici del Forte — info su forteexilles.it
Spettacoli: Cortile del Cavaliere, prenotazione consigliata per gli eventi a pagamento
Sito: Fote Exilles
Foto Forte di Exilles, visitvaldisusa.it
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