Ogni anno il Trentino d’autunno finisce sui social con le stesse foto: larici dorati sotto le Dolomiti, laghi che riflettono boschi infuocati. Chi parte adesso, però, deve sapere una cosa: in alta quota la festa è quasi finita. I larici sopra i 1.500-1.800 metri cominciano a perdere gli aghi e la prima neve può arrivare da un giorno all’altro.
Foliage in Trentino: 5 gite per viverne la magia prima dell’inverno
La buona notizia è che il foliage scende di quota. Nelle valli, sulle rive del Garda e nei boschi di media montagna lo spettacolo è ancora in corso, e durerà ancora per poco. Il ponte di Ognissanti è l’ultima occasione buona. Ecco dove andare, e per chi è ogni gita.
1. Trento e la funivia di Sardagna
PER CHI NON HA LA MACCHINA
Trento è una delle città più comode d’Italia per vivere il foliage senza auto: si arriva in treno sulla linea del Brennero e i boschi cominciano dove finiscono le case. Il modo più spettacolare per uscire dalla città è la funivia Trento-Sardagna, che parte vicino al centro e sale al paese di Sardagna in pochi minuti. Ha compiuto cento anni nel 2025: la prima corsa è del 4 agosto 1925.

Da lassù la città, l’Adige e i versanti della valle si vedono tutti insieme, con i boschi che in autunno cambiano colore sulle pendici del Bondone. Si passeggia tra Sardagna e i boschi intorno, poi si torna giù per un pomeriggio tra Piazza Duomo e il Castello del Buonconsiglio.
Da Milano: circa 2 ore e 45 in treno (cambio a Verona)
Da Verona: circa 1 ora in treno
Il consiglio: sali verso il tramonto: la luce bassa accende i boschi della valle
2. Arte Sella, dove il bosco diventa museo
PER CHI AMA L’ARTE
In Val di Sella, sopra Borgo Valsugana, il bosco è un museo a cielo aperto. Arte Sella nasce nel 1986 e nel 2026 compie quarant’anni: in questo tempo sono passati di qui più di 300 tra artisti, architetti e designer, che hanno costruito opere con legno, pietre, rami e foglie. Opere che il bosco poco alla volta si riprende.
La più famosa è la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, del 2001: navate fatte di alberi vivi. Nel 2026 ha riaperto anche il Percorso ArteNatura, il sentiero tra Villa Strobele e Malga Costa, chiuso per otto anni dopo i danni della tempesta Vaia. In autunno, con i faggi che cambiano colore, è il periodo in cui arte e natura si confondono di più.
Da Milano: circa 3 ore
Da Verona: circa 1 ora e 45
Da sapere: verifica sul sito ufficiale aperture e biglietti per i giorni del ponte
3. Paneveggio, la Foresta dei Violini
PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI
Sulla strada tra Predazzo e il Passo Rolle c’è una foresta che ha fatto la storia della musica. Gli abeti rossi di Paneveggio sono abeti di risonanza: il loro legno era cercato da Stradivari, Guarneri e Amati per costruire i violini. Per questo la chiamano la Foresta dei Violini. In autunno, tra il verde scuro degli abeti, larici, betulle e ciliegi selvatici si accendono di giallo e rosso.

Per i bambini la tappa è il Centro visitatori Terra Foresta, ricavato in una segheria veneziana del 1919, poco lontano dal Lago di Forte Buso. Racconta la storia della foresta e dei suoi animali, e accanto c’è un’area recintata dove si osservano i cervi. Da qui parte un sentiero natura con tappe illustrate, facile e adatto a tutti.
Da Milano: circa 3 ore e 30
Da Verona: circa 2 ore e 15
Da sapere: siamo intorno ai 1.500 metri: il foliage qui è agli sgoccioli, e bisogna controllare meteo e aperture
4. Canale di Tenno e il suo lago
PER LE COPPIE
Sopra Riva del Garda, a un passo dal lago ma già in montagna, Canale di Tenno è un borgo medievale tra i Borghi più belli d’Italia: case di pietra, volte a botte, vicoli silenziosi. Dal dopoguerra ha attirato pittori da tutta Europa, e la Casa degli Artisti, intitolata al pittore torinese Giacomo Vittone, ospita ancora mostre e residenze.
Da qui si cammina per circa mezz’ora fino al Lago di Tenno, riserva naturale con l’acqua turchese e un isolotto al centro. In autunno i boschi intorno diventano gialli e rossi e il colore dell’acqua sembra ancora più intenso. Grazie al clima mite del Garda, qui il foliage dura più che in quota: è la gita più sicura del ponte.
Da Milano: circa 2 ore e 30
Da Verona: circa 1 ora e 15
Il consiglio: chiudi la giornata sul lungolago di Riva del Garda
5. San Romedio, il santuario sulla roccia
PER CHI CERCA LUOGHI FUORI DAL TEMPO
In fondo a una valletta laterale della Val di Non, vicino a Sanzeno, cinque chiese sono costruite una sopra l’altra su uno sperone di roccia alto circa 70 metri, collegate da una scalinata coperta di 131 gradini. È il santuario di San Romedio, l’eremita che secondo la leggenda arrivò a Trento accompagnato da un orso.
Il modo più bello per arrivarci è il sentiero nella roccia che parte dal Museo Retico di Sanzeno: segue un vecchio canale d’irrigazione scavato nella parete della gola, quasi in piano, con parapetti di legno e alcuni tratti con la roccia bassa sopra la testa. Intorno, in autunno, i boschi della gola e i meleti della Val di Non cambiano colore. Ai piedi del santuario, dal 1958, c’è un’area dedicata agli orsi.
Da Milano: circa 3 ore
Da Verona: circa 1 ora e 45
Da sapere: il sentiero nella roccia può chiudere con il ghiaccio: a novembre controlla prima di partire
Perché il foliage in Trentino dura meno di quanto pensi
- Sopra i 1.500 metri: i larici danno il meglio tra metà e fine ottobre. A novembre perdono gli aghi e arriva la neve.
- Nelle valli e sul Garda: faggi, castagni e vigneti tengono i colori ancora per qualche giorno, spesso fino ai primi di novembre.
- La regola: più è tardi, più bisogna scendere di quota. Nel ponte di Ognissanti punta su valli e laghi, non sulle cime.
Cerchi altre idee? La Val di Cembra tra muretti a secco e vigne rosso-oro.
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