Il sentiero di San Vili, a piedi da Trento a Madonna di Campiglio

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La montagna, in quanto dimensione alternativa di vita, di esperienze e di libertà, non inizia ai 1.500 metri, ma, almeno in Trentino, appena usciti dalla dimensione urbana di fondovalle. Per questo è nato il Sentiero di San Vili, un itinerario a piedi che unisce Trento a Madonna di Campiglio, la Valle dell’Adige alle Dolomiti di Brenta, lungo percorsi alternativi (sentieri antichi e nuove ciclopedonali) che portano, appunto, dalla città alla montagna. Sono circa 100 chilometri, in gran parte sull’antica via che la tradizione vuole sia stata percorsa, probabilmente nel 405 d.C., da Vigilio, Vescovo di Trento e successivamente dalle sue spoglie dopo il martirio subito in Val Rendena. Ideato nel 1988 dalla SAT (Società degli Alpinisti Tridentini), il sentiero risale verso le valli Giudicarie e Rendena alternando carrarecce tra i campi a strade forestali, sentieri su cenge panoramiche a passaggi attraverso antichi borghi, spesso poco conosciuti e defilati rispetto ai grandi flussi turistici, ma che offrono agli escursionisti uno spaccato culturale importante oltre che occasioni per interagire con le persone del luogo.

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Punto di partenza ideale del cammino è Piazza Duomo a Trento, dove si affaccia la Cattedrale romanica che conserva le spoglie del Vescovo martire, patrono della città. A nord della città si supera il bastione del Sorasàss accedendo alla Valle dei Laghi e da qui verso le pendici meridionali delle Dolomiti di Brenta; si attraversa il Vezzanese, il Banale, si sale al villaggio abbandonato di Iròn e a Passo Daone. Da qui si riguadagna il fondovalle della media e alta Val Rendena, fino a Carisolo e infine Madonna di Campiglio, seguendo il tracciato della vecchia strada realizzata nel 1875.

La popolarità del percorso è cresciuta oltre le previsioni dei promotori, tra pellegrini ed escursionisti. Per questo nel 2013 l’itinerario è stato rivisto dalla Commissione Sentieri SAT e riproposto con due itinerari: uno “alto”, in pratica il tracciato originale con dislivelli più impegnativi, adatto a camminatori ben allenati e l’altro “basso”, più facile e meglio collegato ai punti di appoggio disponibili. Tracciati in parte distinti, in parte coincidenti, il primo suddiviso in cinque tappe ed il secondo da cinque a sette.

Grazie al Parco Fluviale del Sarca, il San Vili è oggi al centro di un progetto per valorizzarne le potenzialità e le ricadute a favore di uno sviluppo locale sostenibile. Per garantire i principali servizi a supporto del camminatore, sono state create delle collaborazioni con hotel, B&B, camping, agriturismi, Accompagnatori di media montagna, amministrazioni locali e Apt/Consorzi Turistici e servizi di trasporto. Ad oggi aderiscono al progetto 28 strutture ricettive. Come i più famosi cammini di lunga percorrenza che attraversano l’Europa, anche per il Cammino di San Vili è stato predisposto un logo e la Credenziale per apporre i relativi timbri. www.camminosanvili.it

A passo lento lungo i “cammini” trentini

Le valli del Trentino sono percorse da diversi cammini, laici e spirituali, oltre ad alcuni di respiro “europeo”.

Il Cammino Jacopeo d’Anaunia è uno dei più affascinanti e noto a tutti i pellegrini d’Italia. Si tratta di un percorso ad anello in Val di Non che tocca i maggiori luoghi sacri della zona, sulle orme degli antichi sentieri di pellegrinaggio di fede in Trentino. Il Cammino Jacopeo d’Anaunia si sviluppa in sette tappe per una lunghezza complessiva di circa 170 km, con punto di arrivo e di partenza nel cuore religioso della Val di Non: il paese di Sanzeno. Qui nel 397 d.C., furono martirizzati Sisinio, Martirio e Alessandro, i missionari della Cappadocia inviati dal Vescovo di Trento, Vigilio, ad evangelizzare le popolazioni delle valli del Noce. Il percorso è interamente tracciato con una segnaletica che riporta la conchiglia stilizzata e la freccia gialla.

In ogni regione d’Italia, si può percorrere un Sentiero Frassati, dedicato dal CAI a Pier Giorgio, il beato piemontese amante della montagna, scomparso nel 1925 a soli 24 anni. Il Sentiero Frassati del Trentino, inaugurato nel luglio 2011, è il più lungo di tutti e si sviluppa fra il Santuario della Madonna delle Grazie di Arco e il Santuario di S. Romedio in Val di Non. Ideato e realizzato dalla SAT si percorre in sette tappe. Privo di difficoltà tecniche, è praticabile per gran parte dell’anno.

Anche la Via Vigilius è un percorso a tappe ispirato alla figura del Vescovo martire trentino e si snoda fra il Monte di San Vigilio sopra Lana (Bz) e Trento. È un percorso che lega la cultura sudtirolese e quella trentina, che è messa in particolare evidenza fra S. Felice e Tret e, nella diversità, fa emergere una grande ricchezza.

La via Romea Germanica, recentemente riconosciuta come “Rotta culturale europea” dal Consiglio d’Europa, è nata dalla volontà in diversi Paesi di far rivivere il percorso che nel 1200 l’Abate di Stade descrisse in un suo diario di viaggio pellegrino. Ha quindi una solida base storica e ripercorre le località da lui citate. Oggi è un cammino perfettamente segnalato, percorribile in tutta la sua interezza (2200 chilometri) in più tappe. La Via Romea Germanica entra in Italia dal Passo del Brennero, attraversa l’Alto Adige-Südtirol e raggiunge Trento. Si dirige verso la Valsugana, proseguendo fino a Bassano del Grappa e Padova.

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