Il misterioso gigante di pietra nascosto tra i boschi che raffigura un volto: nessuno lo sa spiegare

Tra le alture dell'entroterra ligure, un'enorme figura affiora dalla roccia sopra la valle del Penna. La sua identità divide ancora gli studiosi, mentre un'antica abbazia alimenta racconti e leggende

Volto di Borzone, Liguria

Alle spalle della bellissima Riviera ligure di Levante (ma ben lontano dal paesaggio balneare), affiorano montagne che custodiscono una presenza piuttosto singolare. Tra boschi, piccoli nuclei rurali e pareti rocciose dell’Appennino, un gigantesco viso umano sembra osservare la vallata dall’alto. Ha occhi profondi, un naso pronunciato e lineamenti che il tempo ha reso ancora più enigmatici. Si tratta del Volto di Borzone, una delle sculture rupestri più sorprendenti e misteriose d’Italia, tanto che ancora oggi la sua origine rimane senza una spiegazione definitiva.

Per incontrare questo insolito personaggio di pietra bisogna raggiungere il territorio di Borzonasca, nell’entroterra di Chiavari, in provincia di Genova. La grande figura si trova sulle Rocche di Borzone, nei pressi del piccolo abitato di Zolezzi. Conosciuto anche con i nomi di Volto megalitico di Zolezzi, Volto di Cristo e Cristo megalitico, il rilievo misura circa 7 metri di altezza e 4 di larghezza.

Dimensioni straordinarie, che lo collocano tra le più grandi raffigurazioni rupestri di questo genere. Le domande, però, sono ancora aperte: chi ha dato una forma umana a quella parete e per quale motivo?

Un volto gigantesco che emerge dalle Rocche di Borzone

Boschi fitti, pendii scoscesi e affioramenti di pietra caratterizzano il paesaggio intorno a Borzone. Tra le irregolarità delle pareti rocciose, il grande viso appare quasi all’improvviso, soprattutto quando lo sguardo riesce a distinguere i suoi tratti dal resto della montagna.

Da una certa distanza, la raffigurazione acquista una sorprendente espressività: gli occhi sembrano rivolti verso la valle del torrente Penna, mentre la conformazione della pietra disegna un naso evidente e il profilo della bocca. La parte superiore presenta ulteriori particolari interpretati da alcuni studiosi quali una capigliatura e una sorta di copricapo.

La figura rappresenterebbe davvero un uomo? La verità è che non si sa per certo, tanto che alcune interpretazioni hanno preso in considerazione anche la possibilità di un soggetto femminile (forse legato a una divinità venerata dalle popolazioni antiche).

La scoperta del 1965 e il mistero delle sue origini

Per ricostruire la storia recente del Volto di Borzone bisogna tornare al gennaio del 1965: durante un sopralluogo legato alla realizzazione della strada carrozzabile, Armando Giuliani, allora assessore del Comune di Borzonasca, individuò la gigantesca raffigurazione tra le rocce.

La scoperta attirò rapidamente l’attenzione della stampa locale e degli studiosi, riportando alla luce una presenza che la vegetazione aveva contribuito a nascondere per lungo tempo. Da quel momento presero forma diverse teorie sulla sua realizzazione. Una delle più suggestive colloca l’opera nel Paleolitico superiore, tra 20.000 e 12.000 anni fa.

Secondo questa interpretazione, il volto potrebbe rappresentare una figura sacra legata ai culti delle comunità preistoriche. Alcuni sostenitori dell’ipotesi hanno individuato possibili analogie con le grandi rappresentazioni antropomorfe della Bretagna francese, in particolare con il mondo dei menhir. Si tratta, tuttavia, di confronti interpretativi.

Un’altra teoria sposta invece la realizzazione al Medioevo e attribuisce il gigantesco viso ai religiosi della vicina Abbazia di Sant’Andrea di Borzone. In questo caso, la raffigurazione avrebbe avuto un significato cristiano e sarebbe stata pensata quale immagine monumentale di Gesù.

La leggenda del Volto di Cristo e il legame con l’Abbazia di Borzone

Secondo la tradizione popolare, sarebbero stati proprioi monaci a scolpire l‘immagine di Cristo nella parete montuosa, trasformandola in un riferimento religioso per gli abitanti della zona.

Volto megalitico di Borzone, Liguria

Foto: Di Davide Papalini – Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia

Il racconto prosegue con un particolare affascinante: una volta all’anno, la popolazione avrebbe raggiunto la scultura per riunirsi in preghiera e ringraziare la divinità. Con l’allontanamento dei religiosi, questa consuetudine sarebbe progressivamente scomparsa, lasciando il grande volto alla vegetazione e al trascorrere dei secoli.

Raggiungere il Volto di Borzone

Il riferimento geografico principale per raggiungerlo è la Val Sturla, nell’Appennino ligure orientale, alle spalle di Chiavari. In automobile si può partire dalla costa del Tigullio, dirigersi verso Borzonasca e proseguire lungo la viabilità locale in direzione di Borzone e Zolezzi.

La grande figura è visibile a distanza da una panchina situata lungo la strada carrozzabile, una prospettiva che consente di riconoscere il volto nella parete e apprezzarne le proporzioni rispetto alla montagna.

Foto di copertina: By Parma1983 – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia

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