Arrampicare in falesia: la scala di difficoltà

La scala di difficoltà in arrampicata sportiva adottata in Italia per la misurazione dei gradi è la cosiddetta scala francese. Si compone di numeri (es. 4, 5, 6…) che indicano via via percorsi più difficili; a questi si aggiungono tre lettere (a,b,c) ed eventualmente un +. Ne segue che una via gradata 6c+ sarà più impegnativa di un 6a ma meno ad esempio di un 7b.

Sembrerebbe tutto semplice ed invece non è proprio così perché non esistono metri di misurazione standard per “gradare” un tiro, non si tratta di misurare l’altezza di un canestro o la lunghezza di un campo da calcio ad esempio: la gradazione di un tiro si basa sulle impressioni dei primi salitori della via. Poichè si tratta di una “impressione” è quindi una questione soggettiva e difatti, nel tempo, è capitato che ad alcune lunghezze fosse dato nel tempo un grado superiore o inferiore rispetto a quello proposto inizialmente.

Non si tratta di errori, quanto più che altro di rivalutazioni nella misurazione di una difficoltà, e per questo l’argomento “grado” è sempre un tema caldo tra gli scalatori. Ma al di là di tutto resta sempre la gioia di fare uno sport di grande soddisfazione ed emotività.

Attualmente, il grado di maggiore difficoltà raggiunto è il 9b+, scalato finora solo dall’americano Chris Sharma e dal ceco Adam Ondra, ma già nuovi talenti si affacciano all’orizzonte: chi sarà il primo a scalare il 9c?

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