Il video dello stambecco spaventato e del turista con cane al guinzaglio

Il video dello stambecco spaventato e del turista con cane al guinzaglio

È diventato virale su Facebook il video dello stambecco spaventato e del turista con cane al guinzaglio che rappresenta esattamente ciò che non bisogna fare quando ci si trova nella natura, a stretto contatto con il mondo vegetale e, in questo caso, animale. A maggior ragione se si va in montagna con il cane. Il video è stato postato sulla pagina Facebook di una utente del social network e ripreso dal fotografo e naturalista Marco Colombo, professionista stimato e sensibile e consulente scientifico di Geo (RAI 3).

Il video dello stambecco spaventato e del turista con cane al guinzaglio

Non si hanno molte informazioni su dove sia stato girato il video (presumibilmente sulle Alpi, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, come ipotizzano alcuni commentatori) né su chi siano i protagonisti dell’episodio. DI fatto ci sono due escursionisti, di cui uno con un cane al guinzaglio, che incontrano fortuitamente uno stambecco maschio. Lo stambecco è un animale selvatico non particolarmente diffidente nei confronti dell’uomo, il cui incontro non è così raro e che in alcune località può essere particolarmente incuriosito dalla presenza dell’uomo tanto da avvicinarsi con fiducia.

Per rasserenarci un pochino

Pubblicato da Nives Milani su Sabato 29 agosto 2020

Ciò che invece è esecrabile è il comportamento dei due escursionisti, e i motivi li spiega nel dettaglio proprio Marco Colombo nel suo post intitolato “L’emblema dell’escursionismo moderno”:

Se io dicessi quello che ho pensato la prima volta che l’ho visto quando un amico me lo ha inviato, mi chiuderebbero la pagina, quindi vi racconterò le cose in maniera edulcorata, e vi invito come sempre a fermarvi e cogliere l’occasione per riflettere e migliorare i nostri comportamenti: TUTTI I COMMENTI CON INSULTI VERRANNO RIMOSSI.
Siamo nel nord-est italiano, direi in Friuli anche se non ho trovato informazioni in merito (EDIT nei commenti dicono Veneto, ma è indifferente), e questo video rappresenta l’emblema di cosa spesso è purtroppo diventato l’escursionismo odierno.
Ci sono i quattro elementi cardine: la persona, il cellulare, il cane ed il selvatico.
Quest’ultimo è uno stambecco maschio, animale salvato dell’estinzione in Valle d’Aosta e poi reintrodotto in varie zone alpine: si tratta di una specie non particolarmente timorosa nei confronti dell’uomo, anche se in alcuni luoghi come quello del video gli animali sono ancora più confidenti.
L’escursionista si avvicina (troppo) allo stambecco, che essendo confidente non scappa via; alcuni studi sui camosci con radiocollare hanno mostrato che anche se l’animale non dà segni di nervosismo, sotto una certa distanza si innesca uno stress di tipo fisiologico che può diventare cronico in aree molto frequentate, con tutte le conseguenze negative del caso a lungo termine.
Ma qui abbiamo un’ulteriore complicazione: il cane. Poveretto, lui non ha alcuna colpa, solo la sfiga di essere finito nelle mani sbagliate.
Miracolosamente al guinzaglio (già è un successo…), il cane si protende comunque verso lo stambecco che, ignorando la persona, gli va incontro minaccioso: tra i segnali palesi, la testa bassa e il protendersi in avanti come se fosse quasi sulle punte degli zoccoli, sono indicazione di un’imminente interazione aggressiva. Per lo stambecco il cane è l’equivalente del lupo, un predatore da scacciare il prima possibile.
A questo punto chiunque si allontanerebbe, pensando di aver commesso un errore: invece no, meglio estrarre il cellulare e fare una stupenda foto instagrammabile, #mydog #intothewild #mannaggiallostambecco, a meno di un metro dal selvatico sempre più scocciato.
Ed ecco l’inevitabile: l’ungulato carica il cane, sempre ignorando il padrone, rischiando di ammazzarlo, di fare male a sé stesso e pure alla persona.
A questo ulteriore punto, chiunque si allontanerebbe definitivamente, ma qui no, l’escursionista indugia, e lo stambecco carica ancora moltiplicando i rischi ulteriormente. Cosa sarebbe uscito sul giornale? “Stambecco uccide cane al guinzaglio”? “Stambecco selvaggio carica escursionisti”?
Stambecco cattivone, come hai osato, vai via dalla tua montagna, ora ti tiro un sasso.
E glielo tirano davvero. Ecco un altro cardine della storia dell’umanità, si fanno le cazzate ma la colpa è sempre degli altri.
Oltre che conoscitore degli animali selvatici sono un grande amico e amante dei cani, e ritengo inaccettabile il rischio a cui questa persona ha esposto il suo animale domestico.
Ironia della sorte, il commento con cui il video è stato postato su Facebook (sottolineo che non so se chi lo ha postato sia coinvolto o meno nella realizzazione): “Per rasserenarci un po’ “.
Giusto, per rasserenarci un po’, stiamo a un metro dagli stambecchi con il cane, rischiando di farlo diventare un kebab. Stressiamoli per fare un video tipo gioco di forza, chi si sposta per primo? “Ciao, sono stambecco93, ma 93 l’età non è, capisciammè” e ti trovi due sciabole infilate nel cane.
Il totale scollamento dalla realtà e la completa mancanza di comprensione e percezione dei comportamenti dei selvatici e della loro bolla di rispetto, uniti al desiderio di filmarli e fotografarli con il cellulare, porteranno a sempre più incidenti. Questa volta sono tutti illesi, fortunatamente (non è un video cruento, potete guardarlo). Ma non sarà sempre così, che sia uno stambecco, un cervo, un orso o una marmotta.
Ed io sarò lì, mio malgrado, in cerca di un fegato di ricambio, ad attendere i titoli dei giornali, in cui gli stambecchi mannari scendono a valle per uccidere i canetti innocenti al guinzaglio di padroni che non se lo spiegano.
PS: mi sembrava inutile specificarlo ma lo esplicito, come non dovete scrivere insulti qui, non dovete nemmeno aprire il link e andare a insultare di là. Siate civili e riflettiamo su come ci si debba comportare con un cane in presenza di selvatici
www.calosoma.it

L’EMBLEMA DELL’ESCURSIONISMO MODERNO

Circola un video tremendo di cui voglio parlarvi, potete vederlo integralmente…

Pubblicato da Marco Colombo, Naturalista e fotografo su Lunedì 31 agosto 2020

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