Si può andare a sciare sulle piste con la tessera Fisi? Cosa sta succedendo

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Si possono aggirare le norme sullo sci del Dcpm di Natale e andare a sciare sulle piste esibendo una tessera Fisi di uno sci club?
È la domanda che sta circolando dopo la pressoché certa chiusura degli impianti sciistici che verrà sancita dal Dcpm in arrivo il 3 dicembre che regolamenterà la situazione dal 4 dicembre in poi. Tutto nasce da un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano che spiega, con tanto di prova documentata da video, come si possono aggirare le norme e ottenere con facilità una tessera Fisi per poter accedere alle piste da sci in quanto “atleta di interesse nazionale”. Poi arriva la replica del presidente Fisi Flavio Roda. Cerchiamo di capire meglio. Rendendoci conto che no, non è una pratica da fare.

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Si può andare a sciare sulle piste con la tessera Fisi? Cosa sta succedendo

Succede che sul Fatto Quotidiano ieri 1 dicembre esce un articolo intitolato “Piste da sci chiuse, ma con la card Fisi anche il principiante diventa “atleta di interesse nazionale” aggirando i divieti del governo”. Il pezzo attacca così:

Tutti in pista. Da ieri adulti, bambini e anziani potranno farlo. È il merito della trovata, inpiena pandemia da Covid-19, è della Fisi (Federazione italiana sport invernali) che ha deiso di allargare a tutti i suoi iscritti la qualifica di atleta di interesse nazionale”. Cosa significa? Che anche loo sciatore della domenica o, paradossalmente, anche chi le montagne le ha viste solo in cartolina , può ambire a diventare “atleta di interesse nazionale”. E di andare a sciare appena i comoprensori apriranno per chi gareggia in Coppa del Mondo

In sostanza l’articolo, corredato da un video dal titolo “Ecco come diventare “atleti di interesse nazionale” e andare a sciare con la tessera Fisi, sostiene che chiunque potrebbe aggirare il nuovo Dpcm e andare a sciare, con la complicità degli Sci Club che dovrebbero elargire tessere Fisi.
Come? Contattando un qualsiasi sci club italiano e richiedendo una tessera, che verrebbe elargita sia a bambini di 8 anni che a sciatori di 90 anni. I giornalisti del Fatto Qutidiano ci hanno provato e il video documenta la telefonata a uno sci club che acconsentirebbe al rilascio della tessera.

Tessera Fisi e gli sci club

Davvero si può ottenere una tessera Fisi così facilmente e andare a sciare ovunque? In realtà no, lo spiega il presidente federale Flavio Roda in una replica al Fatto Quotidiano che richiede al direttore Marco Travaglio una immediata rettifica. Roda contesta le parole dell’intervistato accusandolo di faciloneria e spiega la situazione e le procedure, prendendo le distanze da un coinvolgimento della Fisi nell’aggirare le norme. Ecco cosa scrive Roda:

“Egr. Direttore, in relazione al video e articolo intitolato “Piste da sci chiuse, ma con la card Fisi anche il principiante diventa “atleta di interesse nazionale” aggirando i divieti del governo”, pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano, la Federazione che dirigo esige chiarezza e richiede immediata pubblicazione delle note seguenti a rettifica di quanto riportato.
La FISI coordina e regolamenta l’attività sportiva degli agonisti (si noti, agonisti) di 15 discipline invernali di tutte le età: dalle categorie dei bimbi ai Master, ne regolamenta gli allenamenti e le competizioni. In una stagione standard, non viziata dalla attuale pandemia, ciò significa oltre 7.000 gare in un inverno. Questa attività è svolta su tutto il territorio nazionale, ed è possibile svolgerla tramite una capillare organizzazione territoriale, composta da Comitati Regionali, Provinciali e da oltre 1.100 Sci Club.
Si sta parlando di attività sportiva, non di turismo sulla neve. È del tutto errato il significato dell’articolo (nonché del video) che intende far passare la FISI e la sua tessera come una via facile per bypassare le normative e poter sciare in libertà, in tempi in cui – peraltro – le stazioni sono chiuse. Chi ha risposto alle domande del giornalista non ha la benché minima cognizione di quelle che sono le direttive federali in materia di allenamenti e competizioni. Per poter andare ad allenarsi, un atleta di “interesse nazionale” di qualunque categoria, deve essere inserito dal Presidente del suo Sci Club o del suo Comitato Regionale in una squadra agonistica, sotto la guida di uno staff tecnico. E soprattutto deve essere convocato: deve cioè ricevere un documento che gli dice in quali giorni e con quali orari potrà andare ad allenarsi e in quale località, visto che sono pochissime le località che ospitano gli atleti e solo per fini agonistici, esattamente come è indicato nell’ultimo Dpcm.
Non esiste che un qualunque appassionato o addirittura un principiante, come si dice addirittura nel titolo dell’articolo, possa andare a sciare semplicemente facendo la tessera FISI. E chi lo ha detto nelle interviste ha sbagliato. E anzi la FISI è la prima a condannare questo genere di atteggiamenti, dettati probabilmente da troppa faciloneria, che non rientrano nelle direttive federali. Lo scopo di una Federazione sportiva è quello di far crescere giovani talenti perché possano un giorno far proseguire la grande tradizione agonistica che le Nazionali italiane portano in tutto il mondo. Così facendo diventano gli ideali testimonial per tutto il comparto montano che di sport, e del suo indotto, vive da almeno cinquant’anni.
E per un atleta, tutto ciò vuol dire: rispetto delle regole, tanto lavoro, molti sacrifici soprattutto in giovane età, senza la certezza di avere dallo sport tutte le soddisfazioni attese, perché solo pochi riescono a diventare campioni. Tutto ciò la FISI lo fa nel modo più serio da 100 anni. Buttare tutto in burletta, facendo passare la tessera FISI come un mezzo per truffare lo Stato, oltre che sbagliato, è offensivo per tutti coloro che di sport vivono e per i cui valori si battono da anni”

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