La Cornovaglia è tornata al centro dell’attenzione per una ragione che ha poco a che fare con il turismo. Sotto il suolo di questa regione all’estremo sud-ovest dell’Inghilterra c’è litio, uno dei materiali più richiesti al mondo per batterie e tecnologie legate alla transizione energetica. Ex cave, paesaggi minerari abbandonati e territori dimenticati stanno diventando improvvisamente strategici.
Ed è proprio questo il momento in cui vale la pena andarci.
Perché la Cornovaglia non è solo scogliere e villaggi da cartolina. È una terra che cambia, che torna a scavare nel proprio passato industriale e che oggi offre uno dei paesaggi più interessanti d’Europa per chi ama il viaggio outdoor, il mare ruvido e i territori autentici.
La Cornovaglia che sta cambiando
Per secoli qui si è scavato stagno e rame. Poi, nell’Ottocento, il caolino per la porcellana. Oggi il litio. Le vecchie aree minerarie, come quelle attorno a St Austell e Trelavour, raccontano una storia fatta di lavoro, abbandono e rinascita.
Non sono luoghi “belli” nel senso tradizionale: sono crateri, distese di fango, rocce di granito e vegetazione spontanea. Ma proprio questa estetica industriale li rende affascinanti. Camminare in queste zone significa attraversare un paesaggio che unisce natura e memoria, oceano e industria, passato e futuro.
Perché andarci ora (prima che lo facciano tutti)
La Cornovaglia è già una meta nota ai britannici, ma per il turismo internazionale resta sorprendentemente poco frequentata rispetto ad altre coste europee.
L’estate è il momento migliore: clima mite, luce lunga, vento costante e prezzi ancora accessibili fuori dai villaggi più famosi.
In più, la regione vive una fase di transizione. Progetti legati all’energia e alle nuove estrazioni stanno riportando attenzione, investimenti e narrazione su questi territori. Visitarli ora significa vederli prima che cambino davvero.
I luoghi da vedere tra costa e miniere
Il cuore dell’esperienza non è una singola attrazione, ma un insieme di paesaggi.
Le ex cave attorno a St Austell mostrano la Cornovaglia più industriale e sorprendente.
Il South West Coast Path, uno dei sentieri costieri più spettacolari d’Europa, segue l’oceano tra scogliere, spiagge e villaggi di pescatori. 630 miglia di periplo della costa di Devon e Cornovaglia, il sentiero segnalato più lungo d’Inghilterra, che si incrocia con la Jurassic Coast, meraviglioso luogo ancestrale.
I piccoli centri minerari dell’entroterra conservano una dimensione lenta, fatta di pub, mercati e comunità locali.
Le spiagge della costa sud, meno esposte al turismo internazionale, restano selvagge e ventose, perfette per camminare e osservare il paesaggio.
Trekking, surf e outdoor
La Cornovaglia è una destinazione naturale per chi cerca attività all’aria aperta. Il trekking costiero è l’esperienza principale: sentieri che salgono e scendono tra prati, scogliere e resti minerari, con il mare sempre presente.
Il surf è diffuso su tutta la costa nord, mentre la sud è più adatta a escursioni, kayak e passeggiate. Il vento e l’oceano definiscono il ritmo delle giornate, e il viaggio diventa un’alternanza continua tra movimento e contemplazione.
La Cornovaglia non turistica
La parte più interessante del viaggio è spesso lontana dai luoghi iconici. Borghi come quelli dell’entroterra o lungo la costa meridionale mostrano una regione che vive tutto l’anno, non solo in estate.
Qui il turismo non ha cancellato l’identità locale: la vita quotidiana resta visibile, concreta, fatta di lavoro e relazioni.
È un’Inghilterra diversa da quella delle città: più ruvida, più lenta, più vicina alla terra.
Quando andare
Il periodo migliore va da giugno a settembre. Luglio e agosto sono i mesi più affollati nelle località costiere più note, ma basta spostarsi di pochi chilometri per ritrovare spazio e silenzio.
Giugno e settembre, in particolare, offrono un equilibrio ideale tra clima, prezzi e vivibilità.
Perché diventerà una meta sempre più centrale
Energia, litio, geotermia: la Cornovaglia è entrata nel dibattito europeo sulla transizione energetica. Questo significa attenzione mediatica, nuovi investimenti e un interesse crescente verso il territorio.
Ma prima che diventi una destinazione mainstream, resta un luogo da attraversare con curiosità. Una costa dove l’oceano incontra le miniere, dove il paesaggio racconta il lavoro umano e dove il viaggio non è mai solo vacanza, ma scoperta di un territorio in trasformazione.
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