Forest bathing: non è solo moda (la scienza dietro il benessere dei boschi)

Lo chiamano forest bathing, o shinrin-yoku in giapponese. In italiano lo chiamereste "andare a fare una camminata nel bosco". Ma quello che succede nel tuo corpo durante e dopo quell'uscita ha poco di romantico e molto di biochimico: cellule immunitarie che aumentano del 50%, cortisolo che scende, pressione che si abbassa. La ricerca su questo è tra le più solide che esistano sull'effetto della natura sulla salute umana.

Forest bathing

C’è qualcosa di istintivo nel sentirsi bene dopo una camminata in un bosco. Quella sensazione di testa più leggera, muscoli meno tesi, ritmo più lento — come se il tempo si fosse un po’ dilatato. La maggior parte delle persone attribuisce questo a “staccare dallo schermo” o a “fare un po’ di movimento”. Non è sbagliato, ma è incompleto.
Quello che succede in un bosco include meccanismi biologici precisi che gli scienziati hanno impiegato vent’anni a documentare, e che continuano a sorprendere per la loro portata.

Cos’è il forest bathing — e cosa non

Il forest bathing — o shinrin-yoku, il termine giapponese con cui è nato come pratica codificata nel 1982 — non è fare jogging nel bosco, non è meditazione in natura, e non è escursionismo. Shinrin-yoku significa letteralmente “fare il bagno nell’atmosfera della foresta” — non è esercizio fisico, né hiking, né jogging.
È, essenzialmente, stare in un ambiente boschivo impegnando tutti i sensi: ascoltare i suoni, osservare la luce tra le foglie, respirare l’aria, toccare la corteccia degli alberi. Camminare lentamente, senza meta specifica, senza ritmo da mantenere.

Forest bathing

Il fatto che sia diventato una pratica formale in Giappone — con medici che la prescrivono come intervento preventivo — ha spinto i ricercatori a studiarla con rigore scientifico. Quello che hanno trovato ha reso il forest bathing uno degli argomenti più pubblicati in medicina preventiva e ambientale degli ultimi anni.

Il dato che ha sorpreso tutti: le cellule NK

Partendo dal 2005, adulti giapponesi sia maschi che femmine hanno partecipato a una serie di studi per investigare l’effetto delle uscite di forest bathing sulla funzione immunitaria umana. I soggetti hanno effettuato un viaggio di 3 giorni/2 notti in aree boschive, con campioni di sangue e urine raccolti durante e dopo il viaggio.

I risultati hanno sorpreso gli stessi ricercatori. Una gita di un giorno in un parco boschivo ha aumentato significativamente l’attività delle cellule NK umane, il numero di NK, perforina, granulisina e cellule esprimenti granzima A/B, riducendo allo stesso tempo le concentrazioni di cortisolo nel sangue e adrenalina nelle urine nei soggetti maschi. L’aumento dell’attività NK è durato sette giorni dopo il viaggio.

Le cellule NK — Natural Killer — sono i linfociti del sistema immunitario specializzati nell’identificare e distruggere cellule infettate da virus e cellule tumorali. Un aumento del 50% della loro attività dopo una giornata in un bosco, con effetti che durano una settimana, è un dato che non ha equivalenti in nessun altro intervento non farmacologico di pari semplicità.
I ricercatori hanno poi chiesto: se le persone visitano una foresta una volta al mese, possono mantenere un’elevata attività NK? La risposta era sì.

Il meccanismo: i fitonicidi

Come è possibile che camminare in un bosco abbia questo effetto sul sistema immunitario? La risposta sta in una classe di composti chiamati fitonicidi — sostanze volatili antimicrobiche rilasciate dagli alberi nell’aria.
I fitonicidi — in particolare α-pinene, 1,8-cineole e d-limonene — aumentano le proteine anticancro delle cellule NK come perforina, granulisina e granzimi, e aumentano l’attività NK attraverso la via ERK/AKT. Sono le stesse molecole che rendono l’aria dei boschi così caratteristica al naso — quell’odore di resina, di foglie umide, di legno.

Respirarle per alcune ore produce effetti immunitari misurabili. Non per suggestione o per il “relax” — per un meccanismo biochimico diretto.

Gli altri effetti documentati

Il potenziamento delle cellule NK è il dato più spettacolare, ma è solo uno degli effetti del forest bathing documentati dalla ricerca.

Una narrative review di studi pubblicati su major database scientifici ha documentato che il forest bathing è associato a: aumento dell’attività delle cellule NK, modulazione dei profili di citochine infiammatorie, riduzione dei livelli di cortisolo, e spostamento verso la dominanza del sistema nervoso parasimpatico. Evidenze emergenti indicano anche benefici per il ripristino cognitivo, la regolazione emotiva e la segnalazione neurotrofica.
In termini pratici, tradotto in quello che si sente durante e dopo un’uscita in bosco:

Cortisolo più basso. I livelli di cortisolo salivare — il principale marcatore dello stress — si riducono significativamente dopo 20-30 minuti in ambiente boschivo. Questo non è un effetto del solo movimento fisico: studi che hanno confrontato camminata in bosco e camminata in città a pari intensità mostrano riduzioni del cortisolo significativamente maggiori per l’ambiente boschivo.

Pressione sanguigna e frequenza cardiaca. Il forest bathing abbassa la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, mostrando effetti preventivi sull’ipertensione e sulle malattie cardiovascolari.

Umore e mente. Nel test del Profilo degli Stati d’Umore (POMS), il forest bathing riduce i punteggi di ansia, depressione, rabbia, stanchezza e confusione, e aumenta il punteggio del vigore.

Sonno. L’attivazione del sistema nervoso parasimpatico — quello del “riposo e digestione”, l’opposto della risposta da stress — prodotta dall’ambiente boschivo migliora la qualità del sonno nelle notti successive all’uscita.

Non serve la foresta amazzonica

Una delle domande più frequenti su questo tema è: quanto deve essere “vero” il bosco per produrre questi effetti? Serve una foresta remota, o basta il parco cittadino?

Il forest bathing nei parchi cittadini ha benefici sulla salute umana documentati. Non pari a quelli di una foresta densa e incontaminata, ma significativi. La soglia minima sembra essere un’area con alberi ad alto fusto, relativa quiete sonora, e assenza di traffico intenso nelle immediate vicinanze.

Forest bathing

Un parco boschivo alla periferia della città, una pineta sul lungolago, un bosco collinare raggiungibile in un’ora di auto — tutti questi ambienti producono effetti misurabili. Non serve prenotare un rifugio in alta montagna per fare forest bathing.

Come farlo: la pratica concreta

Se vuoi incorporare il forest bathing nella tua routine primaverile, queste sono le indicazioni che emergono dalla ricerca:

Durata minima: 20-30 minuti per gli effetti sul cortisolo; 2-4 ore per gli effetti più completi sul sistema immunitario e sull’umore.

Frequenza: una volta a settimana sembra essere sufficiente per mantenere elevata l’attività delle cellule NK nel tempo.

Come camminare: lentamente, senza obiettivi di passo o distanza. L’obiettivo è l’esposizione all’ambiente, non la performance fisica. Fermarsi, ascoltare, respirare profondamente.

Lascia il telefono in tasca. Non per un diktat digitale, ma perché la distrazione dello schermo riduce significativamente la qualità dell’attenzione all’ambiente — e probabilmente parte degli effetti benefici dipende dall’attenzione multisensoriale all’ambiente naturale.

Combina con l’uscita che già fai. Il forest bathing non richiede un’uscita separata dalla tua camminata o dal tuo trail running. Basta scegliere percorsi boschivi invece di strade asfaltate, rallentare il ritmo in certi tratti, e prestare attenzione all’ambiente che ti circonda invece di pensare ai problemi del lavoro.

La primavera è il momento in cui i boschi italiani sono più vitali, più ricchi di fitonicidi, più belli. È anche il momento in cui lo stress da rientro dopo l’inverno è ancora presente. Difficile immaginare combinazione migliore.

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