Ascesa al Grignone – e la prova delle giacche Marmot e Arc’teryx [blog]

La salita in vetta al Grignone partendo da Balisio (frazione di Ballabio, in provincia di Lecco) è un grande classico che ogni anno non può mancare, soprattutto dopo un’importante nevicata. 15-20 cm di neve non uniforme ricoprono il sentiero che con ripidi tornanti conduce al Pialeral. Dopo circa un’ora di cammino ci fermiamo per la prima pausa poco sopra il rifugio: due sorsi di tè caldo e siamo pronti a ripartire per il secondo tratto della salita, forse il più noioso, che termina al Bivacco Riva-Girani.

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Qui le condizioni meteo cambiano drasticamente: vento forte che porta anche qualche fiocco di neve. Calziamo i ramponi prima di affrontare il famoso “Muro del pianto”, ovvero un estenuante pendio con pendenze sostenute che permette di raggiungere la cresta.

Prima però dobbiamo coprirci: decido di provare la Isotherm Jacket della Marmot. Una scelta che risulta perfetta per questo tipo di situazione: freddo, vento forte e salita fisicamente impegnativa. La giacca ripara ottimamente dall’aria pur mantenendo una discreta traspirabilità.

Arriviamo in cresta mentre il vento intensifica ulteriormente e in poco tempo siamo al Rifugio Brioschi, dove non ci facciamo mancare un bel piatto di pasta. Prima del rifugio ci accoglie, come al solito in queste occasioni, la splendida croce di vetta incrostata di neve.

Iniziamo la discesa al riparo dei nostri piumini Arc’teryx Cerium-LT, l’estremo baluardo contro il freddo. La versione con il cappuccio in particolare mi isola completamente dalla bufera di vento. Scendiamo nella neve fresca a lato del solco principale, talvolta sprofondando fino alla vita. Una breve pausa al bivacco e poi giù verso la macchina.

Ecco nel dettaglio la prova e le caratteristiche dei midlayer Marmot e Arc’teryx.


Matteo Leoni (aka signalkuppe), 33 anni. Webdesigner, appassionato e fotografo di montagna.
www.signalkuppe.com
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