Trad: cos’è l’arrampicata tradizionale

Trad: cos'è l'arrampicata tradizionale

Dopo essersi avvicinati al climbing in palestra per molti il passaggio naturale è scoprire l’ambiente naturale. Ed è qui che sentono parlare per la prima volta di trad, o arrampicata tradizionale. Un termine entrato in uso in anni recenti per indicare qualcosa che tanto recente non è, e che soprattutto può mandare in confusione chi pensa di fare qualcosa di tradizionale solo per il fatto di passare dall’indoor all’outdoor. Ma allora cos’è esattamente il trad?

Trad: cos’è l’arrampicata tradizionale

Il Trad, o arrampicata tradizionale, è il climbing by fair means, ovvero quello che ha praticato qualunque climber oggi cinquantenne o più che si sia avvicinato al mondo dell’arrampicare prima degli anni Novanta. È infatti nell’ultimo decennio del secolo scorso che l’arrampicata è diventata sinonimo di arrampicata sportiva, cioè del salire vie protette da chiodi o spit precedentemente piazzati. E che quello che era visto come allenamento e preparazione all’arrampicare è diventata l’arrampicata essa stessa.

Cosa significa arrampicare Trad

Arrampicare significa salire su vie protette senza appigli artificiali ma utilizzando solo e soltanto quelli naturali offerti dalla roccia o in generale da qualunque ancoraggio amovibile. Per chi ha cominciato ad arrampicare negli anni Ottanta significa ancora oggi arrivare sotto la falesia o la parete con le informazioni che è stato possibile recuperare leggendo guide o ascoltando descrizioni, e poi sostanzialmente arrampicare “a vista”, affrontando gli ostacoli man mano che si incontrano, decidendo lungo la via quali protezioni usare, mettendo chiudi, friend, dadi o tricam nelle strutture offerte naturalmente dalla roccia stessa, senza scavare o trapanare buchi, usando fettucce e cordini intorno a spuntoni o sassi, e facendo eventualmente i conti con il fatto che non si hanno le protezioni giuste per quel tipo di passaggio. Insomma l’arrampicata tradizionale è l’arrampicata comme il faut, che impone al climber di misurarsi con le difficoltà che incontra dal momento in cui abbandona il terreno alla base a quello in cui arriva in cima (o eventualmente torna alla base)

Dai puristi al plaisir

Con l’avvento dell’arrampicata sportiva e delle vie chiodate fisse il Trad era diventato qualcosa da puristi duri e irriducibili. Roba “alpinistica” di chi difendeva l’ortodossia e non si piegava alla modernità. Oggi la sensibilità è cambiata, anche nelle nuove generazioni, e la Trad è tornata a essere uno stile di arrampicata di plaisir, da giornata o weekend in falesia o parete, in ambienti non necessariamente severi, e con l’unico scopo di godere del piacere di risolvere con le proprie capacità dei percorsi non protetti e non precedentemente attrezzati.

Arrampicata tradizionale e sensibilità ambientale

A favorire il ritorno dell’arrampicata tradizionale c’è anche una nuova sensibilità ambientale, che non considera by fair means lo sporcare la roccia piazzando chiodi o spit fissi. Il trad infatti non deve lasciare nulla in parete, usa solo protezioni veloci – oggi sempre più disponibili, sicure, leggere grazie allo sviluppo tecnologico – che poi vengono rimosse, ed è quindi consona all’idea di leave no traces, cioè del non lasciare tracce del proprio passaggio in natura.

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