Il nordic walking nasce in Finlandia negli anni Settanta come allenamento estivo per gli sciatori di fondo — un modo per mantenere la forma atletica quando la neve non c’era. I bastoncini da sci, adattati per la camminata su terreno asciutto, permettevano di coinvolgere la parte superiore del corpo anche durante un’attività che normalmente impegna quasi solo le gambe.
Da strumento da atleti è diventato negli ultimi vent’anni uno degli sport di cammino più diffusi in Europa del nord, e sta crescendo anche in Italia — specialmente tra chi cerca un’attività completa, accessibile e adatta a tutte le età. I motivi per provarlo sono più solidi di quanto sembri.
Perché i bastoncini cambiano tutto: la fisiologia
Camminare normalmente impegna principalmente la muscolatura degli arti inferiori — gambe, glutei, polpacci — con un contributo limitato del tronco e quasi nullo delle braccia. Il nordic walking cambia radicalmente questa distribuzione.
Usando i bastoncini con la tecnica corretta — spingendoli attivamente contro il terreno con ogni passo invece di appoggiarsi passivamente — si coinvolgono tricipiti, dorsali, pettorali, spalle e core in modo dinamico e continuo. Il risultato è che il consumo calorico aumenta del 30-40% rispetto alla camminata normale alla stessa velocità. Stessi minuti, stessa distanza, molte più calorie bruciate — e senza percepire uno sforzo proporzionalmente maggiore, perché il carico è distribuito su più gruppi muscolari.
Questo è uno degli aspetti più controintuitivi del nordic walking: chi lo pratica regolarmente riferisce che sembra meno faticoso della camminata normale, pur avendo un dispendio energetico nettamente superiore. Il motivo è esattamente quello — il lavoro è condiviso tra più muscoli, nessuno si affatica eccessivamente.
Il beneficio per ginocchia e schiena
C’è un secondo vantaggio del nordic walking che per molte persone vale più delle calorie bruciate: la riduzione del carico sulle articolazioni degli arti inferiori.
I bastoncini, se usati correttamente, scaricano una parte del peso corporeo sulle braccia e sullo scheletro assiale, riducendo la pressione su ginocchia, anche e caviglie durante ogni appoggio. Alcuni studi stimano una riduzione del carico articolare del 25-30% rispetto alla camminata normale, con effetti particolarmente rilevanti nelle discese.

Per chi ha già qualche problema articolare — gonalgia, artrosi iniziale, protesi di anca — il nordic walking può essere uno strumento che permette di continuare a fare attività fisica intensa senza aggravare i sintomi. Non sostituisce la valutazione ortopedica, ma è spesso indicato come attività da fisioterapisti e medici dello sport proprio per questa caratteristica.
Anche per la schiena il discorso è simile: la postura corretta del nordic walking — busto eretto, spalle aperte, core leggermente attivato — è terapeutica in sé. Chi ha tendenza alla postura incurvata trova nei bastoncini un feedback continuo che aiuta a correggere l’allineamento durante tutta la camminata.
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Come scegliere i bastoncini giusti
Non tutti i bastoncini sono uguali, e usare quelli sbagliati rende l’attività meno efficace e meno piacevole. I bastoncini da nordic walking si distinguono da quelli da trekking per alcuni elementi specifici.
La lunghezza corretta è il primo parametro: dovrebbero arrivare a un’altezza che forma un angolo di circa 90 gradi al gomito quando il bastoncino è verticale sul terreno. La formula approssimativa è: altezza in cm × 0,68, arrotondata ai 5 cm più vicini. Una persona di 170 cm avrà bisogno di bastoncini da circa 115 cm.
Il secondo elemento è il laccio — o meglio, il guanto anatomico che caratterizza i bastoncini da nordic walking professionali. Non è un accessorio opzionale: è parte integrante della tecnica, perché permette di aprire la mano durante la fase di spinta posteriore senza lasciare il bastoncino. Senza questo movimento la tecnica è incompleta e i benefici sulla muscolatura superiore sono ridotti.
Per chi vuole provare senza investire subito, bastoncini da trekking regolabili con il polso adeguato possono andare bene nelle prime settimane. Per chi decide di continuare, un paio di bastoncini da nordic walking entry-level di marca affidabile — Leki, Exel, Masters — si trovano tra i 40 e gli 80 euro e fanno già la differenza.
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La tecnica base: cosa fare con le braccia
La differenza tra camminare con i bastoncini in mano e fare davvero nordic walking sta tutta nella tecnica delle braccia. L’errore più comune dei principianti è usare i bastoncini come appoggio passivo — piantarli davanti a sé e appoggiarsi. Questo non attiva la muscolatura superiore e non produce i benefici caratteristici della disciplina.

La tecnica corretta segue il movimento naturale del camminare, amplificato: il braccio sinistro va avanti quando il piede destro avanza, e viceversa. Il bastoncino viene piantato leggermente dietro il piede che avanza, non davanti. Nella fase di spinta — quando il braccio va indietro — la mano si apre e il bastoncino viene “abbandonato” dal laccio, per poi essere riafferrato naturalmente nella fase di recupero.
Imparare questa tecnica da autodidatta è possibile ma richiede qualche sessione di pratica consapevole. Il modo più rapido per acquisirla correttamente è partecipare a una lezione introduttiva — molte palestre, centri sportivi e associazioni di Nordic Walking offrono sessioni gratuite o a costo minimo. Vale la pena investire due ore per impostare il movimento correttamente dall’inizio.
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Come iniziare: le prime quattro uscite
La prima uscita deve essere breve — 20-25 minuti — e dedicata esclusivamente a prendere confidenza con i bastoncini. Cammina normalmente, abituati al peso, prova a sincronizzare il movimento delle braccia con quello delle gambe. Non preoccuparti di essere perfetto.
Dalla seconda e terza uscita inizia a lavorare sulla tecnica: braccia in opposizione, spinta attiva verso il basso e indietro, mano che si apre nella fase di rilascio. Puoi aumentare la durata a 30-35 minuti.
Dalla quarta uscita in poi il movimento inizia a diventare naturale, e puoi concentrarti sul ritmo e sul percorso. A questo punto i benefici sulla muscolatura superiore si fanno già sentire — non è raro avere qualche indolenzimento a tricipiti e dorsali nelle prime due settimane, esattamente come succede quando si inizia un nuovo esercizio in palestra.
Il nordic walking si abbina perfettamente ai percorsi collinari — la spinta dei bastoncini in salita è particolarmente efficace — ma funziona benissimo anche in pianura, su sterrato e su asfalto. In maggio, con i sentieri asciutti e le temperature ideali, è il momento perfetto per iniziare.
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