Garrett McNamara: come ho surfato un’onda alta 30 metri

Garrett McNamara

Garrett McNamara è l’uomo che ha surfato un’onda alta 30 metri, un muro d’acqua blu con un puntino nero davanti alla spiaggia di Praia do Norte, Nazaré (Portogallo). L’onda più alta mai surfata al mondo. Ma non è la sua unica impresa da record: nel 2007, con Kealii Mamala, ha cavalcato l’onda anomala provocata dal crollo di una parete di ghiaccio nell’Alaska centro meridionale, e in passato ha legato il proprio nome di big wave surfer ad alcune delle più incredibli imprese su una tavola da surf. L’abbiamo incontrato nella tappa milanese di una sua vacanza italiana, ospite degli amici di SportMaker, e con un magnetismo incredibile nello sguardo ci ha parlato di Bikram Yoga, dieta vegetariana, meditazione, reset, controllo del respiro e – fondamentalmente – il modo in cui affrontare sfide in cui, come nel surf, “se sbagli non puoi rimediare”.

Bikram Yoga
Un’onda di 30 metri è come un camion che ti spinge da dietro, o un muro di mattoni che ti cade addosso. Una potenza enorme che può essere anche mortale e che devi essere fisicamente in grado di gestire. Ma ti serve una forza diversa da quella che puoi sviluppare in palestra alle macchine da fitness, o semplicemente correndo o andando in bicicletta. Ti serve una forza che tenga insieme muscoli, legamenti e ossa e io, che ormai ho 45 anni (è nato a Pittsfield, Massachusetts, nel 1967, N.d.r.) ho scoperto che il miglior allenamento per me è il Bikram Yoga, un sistema derivato dal tradizionale Hatha Yoga. Sono 26 posizioni e 2 esercizi di respirazione da praticare in una sequenza dinamica e in un ambiente con temperatura a 40°C. Il tutto dura 90 minuti, la sequenza è standard e nell’eseguirla alleno tutto ciò di cui ho bisogno per cavalcare un’onda: forza, flessibilità muscolare, mobilità articolare, resistenza, riequilibrio metabolico, ossigenazione.

Preparati a ciò cui vai incontro
Per esempio, quando un’onda ci travolge, noi surfer possiamo rimanere sott’acqua anche per molto tempo. E bisogna essere allenati a farlo. Allora io mi alleno anche trattenendo il fiato, per esempio mi immergo a 15 metri di profondità, con delle zavorre fino a 45 chili, e poi corro sul fondo del mare trattenendo il fiato più che posso.

Divertiti a fare ciò che fai
L’unico consiglio davvero importante: le cose funzionano e riescono quando ci divertiamo a fare. Divertirsi a fare qualcosa scatena adrenalina ed endorfine, che fanno bene sia al fisico che all’umore, e questa è la mia regola numero 1, che vale per ogni cosa: se sorridi mentre fai qualcosa, allora è ok.

Impara a fare reset
Da giovane mi lasciavo guidare dalla foga, prendendo anche dei rischi. Ora ho capito che le cose le devo fare perché voglio farle, quando c’è una buona ragione per farle e quando è il cuore, e non la testa, a dirmi di farle. Ecco, quando devo prendere una decisione importante ho imparato a fare “reset”, il mio personale metodo per ascoltare il mio cuore: mi siedo all’aria aperta, mi concentro su un dettaglio della natura e faccio tre respiri profondi con la tecnica di respirazione yoga. Faccio un pieno di energia buona, vedo le cose dalla giusta prospettiva e finalmente mi sento pronto per affrontarle.

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