Se cerchi una fuga dalla routine da qui a marzo, Aruba ha un vantaggio: circa 28 gradi tutto l’anno e una posizione fuori dalla rotta degli uragani. Da dicembre ad aprile è alta stagione, quindi prenota voli e alloggi con anticipo.
Il consiglio è uno: non fermarti alle spiagge di Palm Beach e Eagle Beach, quelle affollate di albergoni e di turisti americani. Vai oltre: Aruba è piccola e si gira facilmente, è molto sicura e ha un sistema di acqua potabile invidiabile. Siamo ai Caraibi, ma l’isola è uno stato autonomo del regno olandese.
In tre o quattro giorni riesci a vedere tutte le facce di Aruba con una serie di belle escursioni. Ecco i nostri consigli.
Kayak sulla barriera corallina
La tappa più bella è sulla costa centro-sud, tra la Spanish Lagoon (Laguna Spagnola) e Mangel Halto. La laguna è una riserva di mangrovie, che proteggono i la fauna ittica, soprattutto i neonati. Sei in mezzo a uno dei santuari della natura del Sudamerica.
Il mare di Mangel Halto ha fondali che scendono dolcemente: con maschera e pinne nuoti fra coralli, spugne giganti, pesci pappagallo, pesci angelo e banchi di barracuda. E la esplorti in lungo e in largo in kayak.
Due regole: non toccare i coralli (con le pinne meno che mai) e, se incontri un delfino nelle acque basse, dagli spazio, non inseguirlo. Spesso è lì perché sta male o sta partorendo o allattando.
Il Parco Arikok
Occupa quasi un quinto dell’isola, sulla costa atlantica. Vai all’alba: la luce è migliore e c’è meno gente. Fra cactus e agavi trovi sentieri, scogliere battute dal vento e paesaggi rossi che sembrano marziani.
Non perderti le grotte: Quadirikiri, dove la luce disegna un cuore, e Fontein, con antichi pittogrammi.
Le piscine naturali, vasche di roccia a bordo coeano, sono raggiungibili solo su piste sterrate: serve un fuoristrada o un tour con guida.
San Nicolas, la street art del sud
Per decenni è stata la città della raffineria Lago, con il suo bagaglio di degrado e cattiva fama. Oggi è il posto più sorprendente di Aruba: muri, negozi e case sono coperti da murales, e le gallerie espongono il meglio dell’arte caraibica.
Il motore è un’idea di rinascita partita da artisti e associazioni locali, come la galleria ArtisA di Tito Bolivar, che organizza festival e porta artisti da tutto il mondo.
Passeggia lungo la Bernard van de Veen Zeppenfeldstraat, ammira i murales a cielo aperto e fermati in un locale per una colazione per una cena caraibica.
Meglio girare di giorno, a piedi o con un tour dedicato ai murales. Più a sud, davanti alle ciminiere della vecchia raffineria, c’è Rodgers Beach.
Altri luoghi da vedere
- Oranjestad: il centro storico coloniale, con Fort Zoutman e Plaza Daniel Leo. Un tour a piedi con guida locale vale la pena.
- Nord: le spiagge meno affollate, adatte al kitesurf, e il faro. Qui vedi i watapana, gli alberi piegati dal vento, simbolo dell’isola.
- Sud: piste di sabbia, Boca Grandi per il panorama e Baby Beach per un tuffo.
Info pratiche
- Come arrivare: dall’Italia con scalo ad Amsterdam (KLM) e proseguimento per Oranjestad. Serve il passaporto e l’ED Card online, gratuita, da compilare nei 7 giorni prima. C’è una tassa di sostenibilità di 20 dollari.
- Come muoversi: auto o scooter a noleggio. Per Arikok scegli un fuoristrada.
- Soldi: moneta locale è il fiorino arubano, ma il dollaro è accettato quasi ovunque.
- In valigia: crema solare, cappello, una giacca leggera per l’aria condizionata.
Foto Aruba, Martino De Mori
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Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor – tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.
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