Esiste un posto nel Brabante Fiammingo dove il traffico di Bruxelles scompare nel giro di venti minuti di treno e qualche chilometro su due ruote.
Lo trovi in mezzo a campi piatti, filari di pioppi e fattorie color mattone antico: il castello di Gaasbeek, una fortezza medievale che dalla collina guarda la pianura come se avesse tutto il tempo del mondo — e in fondo ce l’ha, visto che ci è rimasta per quasi mille anni.
Le prime notizie documentate della fortezza risalgono all’XI secolo, quando fungeva da presidio militare per controllare la strada tra Bruxelles e Halle.
Nei secoli successivi passò di mano in mano — tra nobili fiamminghi, duchi e conti — accumulando strati di storia come una cipolla architettonica.
Il momento più drammatico arrivò nel 1388, quando gli abitanti di Bruxelles, furiosi per l’assassinio del loro borgomastro Everard t’Serclaes, assediarono la rocca e la rasero quasi al suolo.
L’edificio che si vede oggi è in larga parte il frutto di una ricostruzione cinquecentesca e di un restauro romantico ottocentesco, voluto dalla marchesa Arconati Visconti, che lo acquisì nel 1887 e ne fece la sua residenza estiva, arredandolo con pezzi pregiati provenienti da tutta Europa.
Alla sua morte, nel 1923, donò il castello e i suoi contenuti allo Stato belga.
Oggi è gestito come museo e fa parte del patrimonio culturale delle Fiandre, con una raccolta che mescola medioevo, rinascimento e gusto borghese ottocentesco in modo sorprendentemente coerente.
Dentro le mura: stanze, arredi e una collezione che vale il viaggio
Varcato il ponte sul fossato — ancora intatto, pieno d’acqua e perfettamente medievale nell’aspetto — si entra in un cortile dove convivono la severità della pietra grigia e il dettaglio ornamentale dei secoli successivi.
Le sale interne conservano dipinti fiamminghi, arazzi, maioliche italiane, argenteria, armi e una biblioteca che rivela il gusto della marchesa. Un collezionismo tutt’altro che da catalogo: una visione molto personale del passato.
Una delle stanze più citate è quella che conserva documenti e cimeli legati a Lamoral, Conte di Egmont, il nobile fiammingo giustiziato nel 1568 per ordine del Duca d’Alba — una delle figure più tragiche della rivolta dei Paesi Bassi contro il dominio spagnolo.
Il castello, che era tra le sue proprietà, porta ancora quella memoria con discrezione, senza trasformarla in attrazione da parco tematico.
Il percorso di visita si snoda su più piani e richiede circa un’ora e mezza per essere fatto con calma.
Più che un museo nel senso tradizionale, sembra una casa abitata da qualcuno che ha smesso di vivere lì un secolo fa, con il tempo congelato tra una stanza e l’altra.
Il giardino che non ti aspetti
Fuori dalle mura, il parco è uno dei motivi principali per cui vale la pena venire fin qui anche nelle stagioni in cui le sale sono meno frequentate.
Il giardino del museo di Gaasbeek si struttura in più parti: un giardino formale all’italiana con siepi geometriche e fontane, un frutteto storico e aree più naturali che si aprono verso i campi circostanti.
In primavera, quando i ciliegi fioriscono e l’erba è ancora di quel verde quasi irreale tipico del Belgio, il contrasto con le torri grigie sullo sfondo è una di quelle cose che si fotografano convulsamente e poi si guardano a lungo.
In autunno il parco prende colori caldi e malinconici, con le foglie che si accumulano sui vialetti ghiaiosi e la luce che filtra bassa tra i rami.
Chi ama i castelli italiani — come il Castello Sarriod de la Tour in Valle d’Aosta, che sorprende per la sua posizione insolita in pianura — troverà a Gaasbeek un’atmosfera familiare ma con un’identità tutta fiamminga.
In sella da Bruxelles: la via verde verso Gaasbeek
Una delle cose più riuscite di questa destinazione è la possibilità di arrivarci pedalando, e l’arrivo in bicicletta aggiunge qualcosa che il parcheggio auto difficilmente restituisce.
Il Brabante Fiammingo è attraversato da una rete di percorsi ciclabili a nodi numerati — il sistema belga dei knooppunten — che permette di costruire il proprio itinerario combinando i numeri di snodo su una mappa.
Da Bruxelles esistono due percorsi principali verso Gaasbeek: uno più breve di 34 km e uno più lungo di 42 km, quest’ultimo con una deviazione che porta anche al castello di Coloma e al suo celebre roseto.
Lungo la strada si attraversa la Valle di Vogelzangbeek, il parco di Groenenberg e il canale Halle-Bruxelles — un paesaggio che non vanta nulla di spettacolare in senso alpino, ma ha quella qualità rara del territorio ben tenuto, dove ogni curva del sentiero ha una logica e un respiro.
Chi parte senza una bicicletta propria può noleggiarla a Bruxelles prima di partire. Il percorso è accessibile anche a chi non è un ciclista allenato: il Brabante Fiammingo è piatto per definizione.
Gaasbeek funziona meglio se lo si tratta per quello che è: una gita lenta in un luogo che ha avuto la pazienza di aspettarti per qualche secolo, ben lontana dalla logica dei selfie e dei souvenir.
Potresti tornare a Bruxelles la sera con la sensazione strana di aver cambiato epoca — e di essere molto poco convinto di quale preferisci.
Info pratiche
Dove: Castello di Gaasbeek, comune di Lennik, Brabante Fiammingo (Belgio), a circa 15 km a sud-ovest di Bruxelles.
Come arrivare: In bicicletta da Bruxelles seguendo la rete di percorsi a nodi (34 km il percorso breve, 42 km quello lungo). In auto dall’autostrada A8 uscita Halle, poi seguire le indicazioni per Gaasbeek. Mezzi pubblici: bus dalla stazione di Halle o da Bruxelles (verificare orari stagionali).
Quando: Primavera e inizio autunno per il parco e il giardino; estate per le aperture estese del museo.
Orari: Il castello-museo apre in genere da aprile a novembre; verificare sul sito ufficiale per aggiornamenti stagionali.
Biglietto: Ingresso a pagamento per il museo; il parco esterno è accessibile gratuitamente in alcune fasce orarie.
Da abbinare: Castello di Coloma con il roseto (sul percorso ciclabile lungo); birrificio Lindemans a Vlezenbeek, lambic a pochi chilometri.
Consiglio: Porta un pranzo al sacco — i prati del parco intorno alle mura sono il posto giusto per una sosta, e i servizi di ristorazione nelle vicinanze sono limitati.
Foto https://www.visitflanders.com/it
Leggi anche Castello Sarriod de la Tour in Valle d’Aosta: la fortezza medievale che sorprende in pianura
-
Castello di Vigoleno in Emilia Romagna: un borgo medievale intatto tra le vigne piacentine
-
Castello di Agliè in Piemonte: la residenza sabauda che ha cambiato faccia sette volte
-
Castello dei Maginulfo in Molise: la rovina potente sopra Roccamandolfi
©RIPRODUZIONE RISERVATA




