Me lo hanno detto la mattina stessa: “È un regalo a sorpresa”. Ho capito che si trattava di un volo solo quando ero già in macchina verso Orio al Serio. Destinazione: Bucarest. Andata e ritorno in giornata.
La prima reazione è stata quella di chiunque: “Ma si può fare?”. La risposta, ve lo dico subito, è sì — con qualche attenzione agli orari e la consapevolezza che non vedrete tutto. Ma l’essenziale, quello sì. Un’esperienza molto divertente. Che fra l’altro pare stia diventando un trend di viaggio, naturalmente definito in inglese: l’extreme daytrip (mah).
Il piano: come funziona una giornata a Bucarest
Il volo da Bergamo Orio al Serio parte verso le 8:30 e in un paio d’ore sei atterrato. Dall’aeroporto al centro con l’autobus o il taxi si fa in circa quaranta minuti — diciamo che per mezzogiorno sei in piazza, con la giornata davanti. Il volo di rientro era alle 21:00.
Tra partenza dall’hotel — o meglio, dall’ultimo bar dove ti sei fermato — e gate, servono almeno novanta minuti. Questo significa che avete circa sei-sette ore di città. Sono sufficienti, e in certi momenti ne avanza pure.
Il Viale della Vittoria: l’arteria imperiale
La prima cosa che faccio quando arrivo in una città nuova è camminare su quella che i locali considerano la strada principale. A Bucarest questa si chiama Calea Victoriei — il Viale della Vittoria, nome altisonante come piace ai boulevard est-europei — ed è davvero imperiale. Palazzi neoclassici, caffè storici, il Palazzo Cantacuzino con la sua facciata Liberty, il Museo Nazionale d’Arte.
Camminarci di mattina, quando non è ancora affollata, dà la misura di cosa era questa città agli inizi del Novecento, quando la chiamavano la Piccola Parigi e non era solo un complimento.
Lipscani: il centro medievale (quello che è rimasto)
Dal Calea Victoriei si scende verso il centro storico medievale, il quartiere di Lipscani — chiese ortodosse, stradine strette, negozietti di artigianato. È carino, è autentico nei dettagli, ma è anche piccolo. Il motivo è semplice e abbastanza tragico: a causa di un piano regolatore scellerato del dopoguerra, quasi tutto il tessuto urbano storico è stato demolito.
È rimasto poco — quattro stradine, qualche chiesa scampata, qualche palazzo sopravvissuto per inerzia.
Per Bucarest è un dolore, per il visitatore in giornata è paradossalmente una comodità: si vede in un’ora e non si sente la mancanza di altro tempo.
Il Palazzo del Parlamento: il colosso che fa paura
Non si può venire a Bucarest senza fermarsi davanti al Palatul Parlamentului. È una roba mostruosa — e lo dico con il rispetto che si deve a qualcosa di così enormemente fuori scala.
Sembera abbia un paio di secoli, ma il dittatore Ceaușescu lo fece costruire a partire dal 1984 in quello che potremmo chiamare stile “Soviet Supremo”: sembra neoclassico, ha colonne, marmi, decorazioni elaborate, ma è stato costruito in epoca recentissima con la logica del socialismo reale — più grande è, più potere si dimostra.
I numeri sono assurdi: mille stanze, 64 saloni, gallerie infinite, giardini. Che in primavera fioriscono, esibendo un notevole hanami dei ciliegi.
È il secondo edificio amministrativo più grande del mondo per volume, dopo il Pentagono. Oggi è ovviamente diventato un luogo sacro del turismo, con tanto di gadget a tema Ceaușescu in vendita all’ingresso.
Siamo nel 2026 e vendono pure i gadget di Pablo Escobar, per cui non stupisce più niente — però fa sempre un certo effetto tenere in mano una tazza con la faccia dello spietato dittatore.
Boulevard Unirii e il fiume: dove Bucarest si apre
Dal Palazzo del Parlamento si scende lungo il Boulevard Unirii verso il fiume. Questo boulevard è la risposta bucarestina agli Champs-Élysées — lo stesso schema mentale, la stessa ambizione urbanistica — solo che qui ai lati ci sono palazzoni brutalisti sovietici invece di haussmanniani.
E qui arriva la sorpresa: il brutalismo, con la giusta luce, ha un suo fascino. Non lo direi in pubblico facilmente, ma è così — quei volumi pesanti, quelle facciate seriali, quel grigio ostinato hanno un’estetica che l’architettura contemporanea ha riscoperto e che sui social funziona benissimo.
Il Boulevard scende fino alla Dâmbovița, il fiume di Bucarest, e lì c’è un’ansa con palazzi eleganti, terrazze, qualche bar con i tavoli fuori. Nelle giornate di sole — e in primavera Bucarest ha giornate di sole bellissime — è il posto giusto per un aperitivo prima di riprendere il bus verso l’aeroporto.
Ci siamo seduti, abbiamo bevuto qualcosa, e ho pensato che la giornata era stata densa, equilibrata, non affannosa. Esattamente come deve essere un regalo.
Perché il viaggio in giornata funziona (e sta diventando un trend)
Tornando a casa, ho capito che quello che avevo fatto aveva un nome e una logica precisa. Il turismo in giornata — o day trip tourism — è uno dei trend più solidi del viaggio europeo degli ultimi anni. I voli low cost con partenze mattutine e rientri serali lo hanno reso strutturalmente possibile.
Le destinazioni che funzionano meglio per questo formato sono compatte, servite dai low cost, con un centro storico denso e non troppo care una volta atterrati. Bucarest risponde perfettamente a tutti questi criteri. Ma c’è anche qualcosa di culturale, in questo trend.
Sempre più persone hanno poco tempo, molto lavoro e una voglia genuina di vedere posti nuovi senza dover costruire una settimana di ferie intorno a ogni uscita. Il viaggio in giornata risponde a questa esigenza: non promette la conoscenza profonda di un posto, ma promette un’esperienza vera, compressa, reale.
E spesso quella è sufficiente — a volte è anche preferibile. La Romania, tra l’altro, ha molto altro da offrire oltre Bucarest: la Transilvania con i suoi castelli e i villaggi sassoni, la Bucovina con i suoi monasteri dipinti — patrimonio UNESCO — e il Maramureș con le chiese in legno e il celebre cimitero allegro di Săpânța, dove le lapidi raccontano in rima e a colori la vita di chi è sepolto lì.
Per tutto questo, però, la giornata non basta. Serve tornare.
Info pratiche
Volo: da Bergamo Orio al Serio per Bucarest Otopeni (aeroporto Henri Coandă) con Ryanair o Wizz Air. Durata circa 2h–2h30. Prezzi da 25-30 euro a tratta con anticipo.
Partenza consigliata: volo tra le 7:30 e le 9:00 per avere la massima finestra in città.
Rientro: volo serale tra le 20:00 e le 22:00 — controlla che ci sia disponibilità prima di prenotare l’andata. Dall’aeroporto al centro: Express Bus 783 — diretto, circa 40-45 minuti, costo simbolico. Taxi e Bolt disponibili, economici.
Itinerario minimo consigliato: Calea Victoriei → Lipscani → Palazzo del Parlamento → Boulevard Unirii → Dâmbovița. Costo della vita: molto basso — pranzo tra 8 e 15 euro, aperitivo intorno ai 5 euro, caffè meno di 2 euro.
Valuta: leu romeno (RON) — carta accettata ovunque in centro, ma qualche banconota è utile.
Foto Canva. Martino De Mori
Leggi anche
Voli estate 2026: rotte cancellate, carburante a rischio e prezzi in salita
7 mete poco affollate in Europa raggiungibili con voli low cost
Quando prenotare un volo per risparmiare: i trucchi migliori in base alla destinazione
Weekend primaverile low cost in Europa: 7 destinazioni economiche
Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor – tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.
©RIPRODUZIONE RISERVATA




