Il Castello di Azay-le-Rideau e il segreto del “diamante” galleggiante tra i giardini della Touraine

Lungo le sponde dell'Indre splende una dimora unica al mondo che sfida le leggi della prospettiva grazie a un sistema di specchi d'acqua e ai rari arredi in giunco del primo Rinascimento

Azay-le-Rideau, Francia

Immaginate di trovarvi nel cuore pulsante della Francia, dove la regione della Touraine distende i suoi paesaggi verdi a breve distanza dalla città di Tours. In questo lembo di terra bagnato dal fiume Indre, la storia ha lasciato in eredità un’isola fluviale che ospita una struttura leggendaria per grazia e proporzioni. Il suo nome è Castello di Azay-le-Rideau e ancora oggi incarna la sintesi sublime del primo Rinascimento francese, periodo di transizione fecondo in cui le antiche strutture difensive medievali cedettero il passo alla ricerca estetica tipica della cultura italiana.

Edificata durante il regno di Francesco I, questa residenza testimonia la raffinatezza di un’epoca che trasformò la Valle della Loira in una costellazione di dimore di piacere destinate all’alta borghesia finanziaria legata alla corona, una struttura così talmente elegante che venne persino definita un “diamante tagliato a faccette“.

La direzione di Philippe Lesbahy e il primato dello scalone

Le fondamenta del palazzo poggiano sull’ambizione di una famiglia della ricca borghesia finanziaria ascesa ai vertici dello Stato. Gilles Berthelot, un influente tesoriere delle finanze del re e consigliere della corona, acquistò la signoria di Azay nel 1518 con l’obiettivo di trasformare una vecchia fortezza medievale in una vetrina del proprio successo. Poiché gli affari di corte lo trattenevano lontano dal cantiere, la gestione pratica dell’opera ricadde sulle spalle di sua moglie, Philippe Lesbahy, gentildonna di nobili origini che sorvegliò con cura certosina ogni fase della costruzione imprimendo all’edificio una grazia e un’eleganza che colpiscono ancora oggi i visitatori.

L'elegante Castello di Azay-le-Rideau

L’architettura fonde elementi del passato, quali le torrette angolari e i piombatoi tipici dei castelli fortificati, con innovazioni stilistiche sorprendenti. La facciata nord appare un vertice creativo assoluto grazie alla presenza dello scalone d’onore a rampe dritte. Mentre la tradizione architettonica francese dell’epoca prediligeva le scale a chiocciola chiuse, Azay-le-Rideau adottò la soluzione di chiara ispirazione transalpina posizionandola proprio al centro del corpo principale.

Una struttura che fungeva da palcoscenico sociale per permettere anche ai residenti di mostrarsi attraverso le grandi logge aperte verso l’esterno. La decorazione scolpita, in cui spicca la salamandra (l’emblema mitologico scelto dal re Francesco I), celebra il legame indissolubile tra la famiglia Berthelot e il potere regio, allora all’apice del suo splendore.

Gli interni del Castello di Azay-le-Rideau e l’intreccio del giunco

Dopo i fasti iniziali, la proprietà visse secoli di passaggi di mano fino all’arrivo dei marchesi di Biencourt, una dinastia di colti esteti che acquisì il castello alla fine del ‘700 Questi proprietari intrapresero profondi restauri nell’800 per riportare la dimora alla gloria passata, mescolando l’antico con il gusto per il collezionismo. Il salone Biencourt restituisce quel clima di intima nobiltà tipico del XIX secolo tramite decorazioni neo-rinascimentali e un soffitto a travetti dipinti. La stanza mette in risalto il piacere aristocratico di un’epoca che amava circondarsi di ritratti storici e arredi sontuosi, ricreando un’atmosfera che ricorda le grandi residenze nobiliari descritte nei romanzi di Honoré de Balzac.

Scala a chiocciola di Azay-le-Rideau

Un’attenzione particolare merita la camera di Philippe Lesbahy, dove gli esperti hanno ricostruito un ambiente domestico fedele alle origini del ‘500. Le pareti mostrano l’intreccio del giunco, tecnica artigianale rarissima e peculiare di Azay-le-Rideau utilizzata per isolare le stanze dall’umidità del fiume circostante.

Gli inventari storici raccontano che l’odore naturale della pianta venisse apprezzato per le presunte virtù purificatrici dell’aria e per la sua capacità di imbellire le pareti in modo sobrio. Il letto troneggia su una pedana rialzata ed è adornato con damaschi e ricami fatti a mano in filo d’oro, rappresentando il fulcro della vita sociale della padrona di casa.

Il parco paesaggistico e l’illusione dello specchio d’acqua

Honoré de Balzac definì questa costruzione un “diamante tagliato a faccette”, descrizione che trova conferma camminando lungo i bordi del bacino meridionale. Quel celebre specchio d’acqua (che regala oggi fotografie famose in tutto il mondo) fu però perfezionato solo nel secolo scorso. Vennero rimossi alcuni terrazzamenti artificiali per permettere all’Indre di lambire direttamente le fondamenta, rallentando il flusso e creando un effetto ottico cristallino. Prima di questo intervento, la corrente scorreva rapida e disordinata senza regalare l’immagine duplicata della pietra bianca.

Il parco circostante si estende per 8 ettari e segue i dettami del giardino all’inglese grazie all’intuizione di Charles de Biencourt, figlio del marchese e appassionato botanico. Egli scelse specie esotiche quali il cedro del Libano, la sequoia e l’albero dei tulipani per incorniciare il monumento in uno scrigno verde dall’aspetto apparentemente spontaneo.

Dettagli di Azay-le-Rideau, Francia

Ponticelli e passerelle collegano i sentieri sinuosi offrendo scorci sempre diversi sulle torri angolari che completano l’armonia visiva di questo sito protetto dall’UNESCO. Passeggiando tra i boschetti, si percepisce ancora oggi la volontà dei Biencourt di dar vita a un rifugio romantico lontano dal caos cittadino, in cui la natura selvatica dialoga con la precisione del Rinascimento.

Foto Canva

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