Nelle Bahamas ci sono isole che tutti conoscono — Nassau, Paradise Island, i maiali nuotatori delle Exumas — e poi c’è Cat Island. Ottanta chilometri di costa caraibica quasi intatta, spiagge di sabbia rosa dove si è praticamente soli, villaggi dove il tempo si è fermato, un mare dai colori così irreali da sembrare ritoccato. Chi la conosce tende a non parlarne troppo — e questo, in un’epoca di overtourism globale, è già una raccomandazione.
L’isola si trova a metà arcipelago delle Bahamas, tra Eleuthera e Long Island, in prossimità del Tropico del Cancro. È lunga e stretta, con la costa occidentale più tranquilla e quella orientale più selvaggia e ventosa. Non è sviluppata turisticamente nel senso convenzionale del termine: nessun resort all-inclusive di massa, nessuna fila, nessuna folla. Piccoli alberghi a gestione familiare, locande sul mare, ristoranti dove il pesce arriva dal peschereccio di fronte.
Il punto più alto delle Bahamas, coronato da un monastero medievale
La cosa più sorprendente di Cat Island non è il mare, per quanto straordinario. È Monte Alvernia, il punto più elevato dell’intero arcipelago delle Bahamas. Quota: 63 metri sul livello del mare. In un paese piatto come le Bahamas, è sufficiente a dominare tutto il paesaggio circostante e a garantire una vista a 360 gradi sull’Oceano Atlantico.
In cima alla collina si trova The Hermitage, un monastero in pietra costruito nel 1939 da un prete cattolico di origini britanniche chiamato Padre Jerome — al secolo John Hawes — che lo edificò da solo, pietra dopo pietra, sul modello delle architetture medievali europee. Il nome non è casuale: Padre Jerome chiamò la collina Mount Alvernia in omaggio al Monte La Verna in Toscana, il luogo dove San Francesco d’Assisi ricevette le stimmate. Una connessione italiana, in mezzo all’Atlantico, che pochi si aspettano.
Padre Jerome visse nell’eremo fino alla morte, nel 1956. Il monastero è ancora in piedi, visitabile con una camminata di circa venti minuti dal basso, ed è uno di quei posti che lasciano qualcosa addosso, difficile da spiegare e facile da ricordare.
La connessione segreta con il Campari
C’è un legame tra Cat Island e l’Italia che va oltre il nome del monastero. Sull’isola cresce spontaneamente la cascarilla, una pianta arbustiva la cui corteccia viene esportata in Italia ed è uno degli ingredienti aromatici fondamentali del Campari. Ogni volta che si beve uno Spritz o un Negroni, c’è un po’ di Cat Island nel bicchiere, anche se quasi nessuno lo sa.
L’isola ha anche un’altra connessione con il mondo: Arthur’s Town, la sua capitale, è il luogo di nascita di Sidney Poitier, il primo attore afroamericano a vincere l’Oscar come migliore attore, nel 1964, per il film La parola ai giurati. Poitier tornò spesso sull’isola e ne parlò sempre con affetto profondo nelle sue memorie.
Le spiagge: rosa, bianche e quasi sempre deserte
Le spiagge di Cat Island sono tra le più belle delle Bahamas e tra le meno frequentate. La più famosa è la lunga distesa di sabbia rosa vicino a Port Howe, nel sud dell’isola, quasi 13 chilometri di costa ininterrotta dove il rosa della sabbia, dato dalla frantumazione dei coralli, contrasta con il turchese assoluto del mare. Old Bight Beach ha sabbia bianca finissima e acque poco profonde ideali per chi viaggia con bambini. Fine Beach è considerata la più bella dell’isola, con una trasparenza dell’acqua che rende visibile ogni dettaglio del fondale a diversi metri di profondità.
Per gli amanti delle immersioni, The Cave è il sito più emozionante: una formazione geologica sotterranea dove è possibile nuotare con i barracuda sotto la guida di istruttori locali. Pigeon Cay Beach, sulla costa nord-ovest, è il posto giusto per il kitesurf, con condizioni di vento favorevoli quasi tutto l’anno. Nelle insenature della costa si pratica la pesca al bonefish, uno sport molto diffuso tra gli appassionati internazionali.
Ma perché si chiama Cat Island? I gatti c’entrano, ma non come pensi
La domanda viene naturale, e la risposta è più ambigua di quanto sembri. La versione ufficiale è che l’isola prenda il nome dal pirata Arthur Catt, un corsaro del XVII secolo che la usava come base per nascondere il suo tesoro — e che sull’isola faceva frequenti soste. L’altra teoria, meno romantica ma ugualmente plausibile, è che il nome derivi dalle numerose colonie di gatti selvatici che un tempo popolavano l’isola in modo così vistoso da renderla riconoscibile dai marinai di passaggio.
Nessuna delle due versioni è stata confermata con certezza storica. Quel che è certo è che oggi sull’isola i gatti ci sono, ma non in numero tale da giustificare un nome. Non aspettarti Aoshima, l’isola giapponese dove i gatti superano gli abitanti dieci a uno, né la colonia di Su Pallosu in Sardegna. Cat Island alle Bahamas non è una “cat island” nel senso felino del termine — è semplicemente un posto bellissimo con un nome ambiguo e una storia da pirata. Il che, tutto sommato, è molto più interessante.
Cat Island è il luogo di nascita del Rake & Scrape, la musica tradizionale delle Bahamas. È un genere contagioso, suonato con strumenti poveri — legno, seghe da carpentiere, tamburi di pelle di capra — che accompagna le danze in quadriglia fin dal periodo coloniale.
Ogni giugno si tiene il Rake & Scrape Festival, con concerti, danze e una partecipazione della comunità locale che trasforma l’isola in qualcosa di completamente diverso dal solito. Durante tutto l’anno, i bar di Arthur’s Town e New Bight ospitano band locali che suonano dal vivo nelle serate più tranquille.
Come arrivare e quando andare
Come arrivare: volo internazionale per Nassau (Aeroporto Internazionale Lynden Pindling), poi volo interno con Bahamasair o Sky Bahamas per uno dei due aeroporti dell’isola, New Bight al centro-sud o Arthur’s Town al nord. Il volo interno dura circa 45 minuti.
Quando andare: il periodo migliore è da marzo a maggio, con temperature calde, mare calmo e pochissimi turisti. Novembre e febbraio sono ottimi per chi vuole temperature più miti. L’estate è calda e umida — bassa stagione, prezzi più bassi, mare più navigabile per chi ama la barca.
Dove dormire: principalmente piccoli resort e locande a gestione familiare. Fernandez Bay Village è la struttura più nota, con bungalow direttamente sulla spiaggia. Shannas Cove a nord è una delle sistemazioni con la vista più bella sull’oceano.
Foto Bahama Out Islands Promotion Board
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