Sulla costa occidentale dell’Isola di Vis, nell’incanto del Mar Adriatico che accarezza la Croazia, sorge un insediamento che guarda dritto verso l’Italia, ma separato dal resto del Paese da una dorsale montuosa imponente. Comisa (Komiža in lingua locale) si presenta agli occhi del viaggiatore a mo’ di labirinto di pietra grigia e persiane color lavanda, stretto tra il massiccio del Hum e l’acqua cristallina.
Una collocazione geografica peculiare, che a sua volta ha plasmato un carattere fiero, distante dalle rotte del turismo di massa che affollano Spalato o Hvar. Il borgo attira quei visitatori che desiderano un contatto fisico e immediato con una natura cruda, anche perché il territorio circostante è un Geopark mondiale dell’UNESCO impreziosito da rocce vulcaniche rarissime nel resto dell’Adriatico.
Esplorazione attiva tra terra e abissi
Gli appassionati di trekking trovano pane per i loro denti risalendo il sentiero che conduce alla cima del Monte Hum. Da questa vetta si gode di una visuale che, nelle giornate terse, permette di scorgere le coste italiane. Lungo il percorso si incontrano piccole cappelle votive e i resti di antichi vigneti terrazzati, testimonianza di una viticoltura eroica praticata su pendenze vertiginose. Per chi predilige l’acqua, il kayak da mare è il mezzo migliore per scoprire la magnifica costa frastagliata.
Pagaiando verso sud si raggiungono insenature accessibili solo via mare, come la celebre baia di Stiniva, racchiusa tra due alte pareti di roccia che si toccano quasi a formare un portale naturale. Sotto la superficie, i subacquei possono esplorare relitti storici rari, tra cui si evidenzia il bombardiere americano B-17 Flying Fortress che è adagiato sul fondale a 70 metri di profondità dall’ormai lontano 1944 (sì, è per i subacquei esperti).
Il mistero sotterraneo dei tunnel di Tito
Il patrimonio di archeologia militare non si ferma di certo qui: Vis è stata una fortezza inaccessibile per decenni, e proprio Comisa funge da punto di partenza per tour guidati all’interno di una rete di gallerie sotterranee lunga per chilometri e chilometri.
Esplorare l’ex base missilistica di Stupišče consente di attraversare bunker, depositi di munizioni e postazioni di avvistamento scavate direttamente nella roccia viva. Questi complessi, ormai abbandonati, regalano un’atmosfera da film di spionaggio e offrono una prospettiva storica tangibile sulla Guerra Fredda.
Escursione verso l’isola di Biševo
Invece delle classiche gite turistiche, conviene noleggiare una barca per dirigersi verso l’Isola di Biševo. Oltre alla nota Grotta Blu, così chiamata perché i raggi solari colpiscono il fondale sabbioso attraverso un’apertura sottomarina per poi riflettere una luce azzurra elettrica, l’isola ospita la Grotta dell’Orsa (Medvidina špilja), un tempo rifugio della foca monaca.
L’ingresso di tale cavità è stretto e buio, ma poi si apre una sala interna assolutamente maestosa. Nel tardo pomeriggio, il rientro a Komiža coincide con l’arrivo dei pescherecci. Osservare i marinai intenti a rammendare le reti sul molo è una lezione silenziosa di pazienza e dedizione. Ah, non dimenticatevi di ammirare le falkuše, barche storiche in legno dotate di caratteristiche tecniche straordinarie.
Come arrivare e perché andare
Scegliere questa destinazione equivale ad abbracciare un isolamento rigenerante che scardina i ritmi della vita frenetica. Il silenzio delle baie si alterna al suono del vento tra le rocce vulcaniche, dando l’opportunità di scoprire una dimensione di pace introvabile altrove.
Il punto di partenza principale è il porto di Spalato, da cui salpano traghetti di linea e catamarani veloci diretti a Vis. La traversata dura circa 2 ore e mezza e, una volta sbarcati, un autobus locale o un mezzo a noleggio permette di attraversare la dorsale montuosa lungo una strada panoramica di 10 chilometri. Questa discesa finale verso la baia di Comisa svela improvvisamente il borgo ai piedi del Monte Hum, suggellando l’arrivo in un mondo a parte.
Foto Canva
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