Di primo impatto, Lacock potrebbe sembrare un semplice borgo della campagna inglese. La verità, tuttavia, è molto più complessa e affasciante di quanto appaia: è un vero e proprio esperimento di resistenza temporale. Dal 1944, infatti, il National Trust gestisce questo villaggio del Wiltshire come una capsula del tempo sotto embargo.
In sostanza, è come se il presente fosse stato letteralmente vietato per permettere al passato di sopravvivere intatto. Attraverso regole di conservazione radicali e il rifiuto totale dei segni estetici della modernità, infatti, Lacock è diventato un paradosso vivente: un luogo che ha scelto di rinunciare al progresso visivo per garantirsi un’identità immortale.
Ma in che modo? Per esempio, gli abitanti non possono montare antenne paraboliche, non esistono cavi elettrici aerei (tutti interrati a costi altissimi), le insegne dei negozi sono dipinte a mano, la segnaletica stradale moderna evidente è assente e persino l’asfalto è stato camuffato con ghiaia per apparire più coerente con l’epoca.
Quella di Lacock, quindi, è una sfida alla globalizzazione in quanto il nucleo antico punta a dimostrare che una comunità può ancora abitare e far funzionare un organismo architettonico del XIII secolo senza i “disturbi” visivi del XXI secolo.
Cosa vedere nel borgo
Visitare Lacock, nel Regno Unito, consente di perdersi in un reticolo di tre o quattro strade principali in cui la storia si fa tangibile. Tra le soste da fare assolutamente vi consigliamo:
- Abbazia di Lacock: fondata nel 1232, è un mix bizzarro tra un convento medievale e una residenza di campagna. Non perdete la Brewery, l’antico birrificio dove le monache producevano birra e i chiostri millenari.
- Tithe Barn (Il Granaio delle Decime): edificio mastodontico del XIV secolo con il tetto in tegole di pietra. Serviva a stoccare le tasse pagate in natura dai contadini. È un posto crudo, con pavimenti in terra battuta che profumano di fieno e polvere antica.
- St Cyriac’s Church: chiesa del XIV secolo dall’atmosfera solenne, situata alla fine di Church Street, che custodisce le memorie della gerarchia sociale del villaggio.
- The Lock-up: minuscola e claustrofobica cella in pietra del XVIII secolo che veniva usata per rinchiudere temporaneamente gli ubriachi o i piccoli criminali prima del giudizio.
- High Street e le facciate medievali: osservate le case con le intelaiature in legno deformate dal tempo. I vetri piombati originali distorcono la luce, rendendo ogni riflesso una fotografia d’altri tempi.
Turismo attivo a Lacock
Per capire davvero Lacock bisogna uscirne, perché il villaggio è una bolla protetta. L’esperienza outdoor qui è un corpo a corpo con la campagna inglese vera, che è decisamente umida e fangosa.
Un’esperienza molto interessante per gli amanti del turismo attivo, per esempio, è l’escursione presso la Valle dell’Avon (Floodplain Walk) grazie a cui seguire i prati alluvionali del fiume. Attenzione all’inverno, però, perché in questo periodo il fiume esonda spesso ed è quindi facile sprofondare nel fango tra le mucche che vi guardano con indifferenza.
Particolare è anche il sentiero verso Bowden Hill (piccolo borgo collinare che funge da punto più alto della zona a circa 172 metri). La salita è ripida e il più delle volte scivolosa, ma da lassù si ha la possibilità di osservare chiaramente come Lacock sia un’isola di pietra in un mare di verde.
Info utili per l’esploratore consapevole
Come accennato, da queste parti il fango non è un imprevisto ma una costante: le strade e i sentieri che circondano l’abbazia non perdonano, ed è per questo che le sneakers bianche vanno lasciate in valigia. Molto meglio indossare scarponi pesanti o i classici stivali di gomma Wellington.
Camminando tra i cottage noterete che, davanti alle finestre in pietra o sui muretti a secco, i residenti sono soliti esporre piccoli banchi con uova fresche, barattoli di miele o fiori recisi. Non troverete nessuno a venderveli, ma solo solo una piccola scatola per il denaro, la Honesty Box. È un patto di fiducia silenzioso, quasi medievale: si prende ciò che serve e si lascia il giusto compenso. Nessuno controlla, perché qui la comunità si regge ancora su una parola data che vale più di una telecamera di sorveglianza.
E quando il freddo della campagna inizia a farsi sentire, la tappa obbligata è il Sign of the Angel, pub del XV secolo con soffitti (in alcuni punti) così bassi che costringono a chinare la testa e angoli che sono perennemente avvolti nelle ombre e nel fumo di legna dei grandi camini sempre accesi. Sì, come aver viaggiato nel tempo ed essere tornati nel Medioevo.
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Lacock sul grande schermo: dove la finzione è più reale della realtà
Proprio grazie al suo “isolamento temporale”, Lacock è diventato uno dei set più ricercati del Regno Unito:
- Harry Potter: i chiostri dell’Abbazia sono stati trasformati nei corridoi di Hogwarts, mentre la Sacrestia ha ospitato l’aula di Pozioni di Piton e la Warming Room la scena dello Specchio delle Brame.
- Downton Abbey: High Street è stata convertita in un mercato di paese, coprendo i pochi segni di modernità con tonnellate di terra e ghiaia.
- Orgoglio e Pregiudizio (BBC): il villaggio ha interpretato Meryton, il luogo dove le sorelle Bennet cercavano le divise ufficiali.
- Animali Fantastici: le strade scure e i vicoli sono stati il teatro ideale per le atmosfere magiche dei crimini di Grindelwald.
Foto di Copertina di Franzfoto – Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia; Canva
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