Nel Golden Circle islandese ci sono tre attrazioni principali che quasi nessun tour salta.
Il Parco Nazionale di Þingvellir, dove le placche nordamericana ed eurasiatica si separano e dove il primo parlamento vichingo si riunì nel 930 d.C.
La Cascata di Gullfoss, che scende in due salti in una gola di basalto.
Il Geysir, da cui deriva il nome di tutti i geyser del mondo, anche se oggi è quasi inattivo — è lo Strokkur vicino a lui a eruttare ogni cinque minuti.
Kerid viene quasi sempre citato per quarto, come fermata aggiuntiva del percorso. Non come protagonista.
È un errore di prospettiva.
Il Lago Kerid è uno dei pochi laghi craterici del pianeta in cui il contrasto tra rocce vulcaniche rosse, acqua verde smeraldo e muschio brillante si presenta con questa precisione geometrica e questi colori.
Non è una cascata, non è un geyser. È più difficile da spiegare — e più facile da capire dal vivo.
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Come si è formato: il collasso di una camera magmatica
La storia geologica del Kerid inizia circa 3.000 anni fa — più giovane della maggior parte dei crateri islandesi, che hanno circa 6.000-7.000 anni.
Non si è formato con un’esplosione violenta come i vulcani a scudo hawaiani.
La teoria più accreditata è quella del collasso da svuotamento: il magma all’interno della camera vulcanica si esaurì, lasciando una cavità vuota sotto la crosta. Il peso della roccia sovrastante non ebbe più supporto e la superficie collassò verso il basso.
Il risultato è un anfiteatro naturale di circa 270 metri di lunghezza, 170 metri di larghezza e 55 metri di profondità, con pareti inclinate di roccia vulcanica.
Il rosso delle pareti viene dall’ematite, l’ossido di ferro che colora la scoria vulcanica — lo stesso minerale che dà il colore rosso a Marte.
Il muschio verde che cresce sulle pareti è la risposta biologica dell’ecosistema islandese al substrato minerale: si attacca alla roccia, trattiene l’umidità, crea un manto verde che contrasta con il rosso della scoria.
L’acqua sul fondo, a una profondità che varia tra i 7 e i 14 metri a seconda delle precipitazioni stagionali, appare verde-azzurra per la rifrazione della luce sull’argilla e sui minerali del fondale.
Il risultato cromatico non è cercare di vederlo: si capisce quando si arriva al bordo.
Il percorso: tre livelli di visita
Il Kerid è uno dei pochi siti naturali islandesi con accesso regolamentato e biglietto d’ingresso: circa 600 ISK a persona (meno di 4 euro), pagabili con carta al chiosco all’ingresso.
Il parcheggio è gratuito ed è direttamente accanto al cratere.
Dal parcheggio all’ingresso si arriva al bordo in pochi passi.
Da lì si hanno tre opzioni:
Vista dal bordo superiore: il punto panoramico principale vicino all’ingresso offre già la vista completa. Si vede il cratere in sezione, l’acqua sul fondo, il contrasto rosso-verde-azzurro. Bastano cinque minuti per chi ha fretta.
Giro completo del bordo: un sentiero percorre tutto il perimetro del cratere, permettendo di vedere l’anfiteatro da ogni angolazione e da diversi punti di altezza. Richiede circa 15-30 minuti a passo tranquillo.
Discesa al lago: una scala scende dalle pareti del cratere fino alla riva del lago. Il sentiero stretto permette di fare il giro completo dell’acqua internamente. Dal fondo, con le pareti rosse che salgono tutt’intorno, la percezione delle dimensioni cambia completamente.
Non è consentito fare il bagno nel lago: sia per ragioni di sicurezza che di tutela dell’ecosistema.
Il tempo totale per una visita completa, con discesa al lago e giro del bordo, è di circa un’ora.
Perché l’autunno è il momento giusto
Il Kerid è visitabile tutto l’anno — in inverno il lago può ghiacciarsi, e i temerari scendono sulla lastra. Ma l’autunno ha caratteristiche specifiche che lo rendono il momento più interessante.
La luce bassa del sole islandese in autunno entra lateralmente nel cratere invece di piombarci sopra come in estate. I colori si saturano, le pareti rosse diventano più intense, i riflessi sull’acqua cambiano. L’ora prima del tramonto è quella in cui la maggior parte delle fotografie migliori di Kerid sono state scattate.
Meno turisti. Il Golden Circle in luglio e agosto è trafficato in modo significativo, con bus parcheggiati in fila davanti a ogni attrazione. Da settembre i flussi si riducono. Kerid si visita da soli, o quasi.
Il paesaggio circostante in autunno: le brughiere attorno a Kerid virano verso il marrone-dorato, il muschio si mantiene verde, la lava nera rimane nera. Il contrasto con il rosso del cratere si articola in modo diverso rispetto alla monocromia verde dell’estate islandese.
Come inserire Kerid in un giorno nel Golden Circle
Il Golden Circle è un anello di circa 300 km che parte da Reykjavik verso est e torna indietro, con le tre attrazioni principali come tappe fisse.
Kerid si trova a circa 35 km a est di Þingvellir e a circa 35 km a ovest di Selfoss, nella parte meridionale del percorso.
La maggior parte dei tour lo include come ultima fermata prima del rientro a Reykjavik.
In auto: il Golden Circle si percorre tranquillamente in una giornata di 8-10 ore, con soste alle quattro attrazioni principali.
Kerid è segnalato sulla Highway 35, nei pressi del bivio per Selfoss.
In tour organizzato: quasi tutti i tour del Golden Circle da Reykjavik includono Kerid come fermata opzionale o inserita nel programma. Verificare prima di prenotare.
Come arrivare in Islanda dall’Italia: voli diretti con Icelandair e altri operatori da Milano, Roma e Venezia per Reykjavik Keflavik. In autunno i prezzi sono inferiori all’estate e le aurore boreali cominciano ad essere visibili.
Info pratiche
Dove: Grímsnes og Grafningur, Regione del Sud, Islanda. Circa 70 km da Reykjavik, 15 km a nord di Selfoss, lungo la Highway 35 del Golden Circle
Coordonate GPS: 64.041721, -20.886840
Parcheggio: gratuito, direttamente accanto all’ingresso
Biglietto d’ingresso: circa 600 ISK a persona (4 euro), pagamento con carta
Orari: aperto tutto l’anno, nessun orario fisso
Percorso: anello bordo cratere + discesa al lago. Circa 1 ora totale. Facile, accessibile a tutti
Bagno: vietato
Periodo migliore: settembre-ottobre per la luce bassa, i colori del paesaggio circostante e meno turisti
Da abbinare: Þingvellir National Park (UNESCO), Gullfoss, Geysir-Strokkur, tutti lungo lo stesso percorso
Aurore boreali: visibili da fine agosto, con picco a settembre-ottobre nelle ore notturne
Foto Canva
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