Non si può dire di aver vissuto Reine senza aver guardato il villaggio dall’alto del Reinebringen. Anche in inverno, per gli escursionisti esperti e dotati dell’attrezzatura corretta (ramponi e piccozza sono spesso indispensabili), la salita lungo i gradini di pietra coperti di neve è una sfida che ripaga con il panorama più famoso della Norvegia.
Dalla vetta lo sguardo abbraccia il Reinefjorden, i picchi affilati di Hamnøy e le iconiche “Rorbu” rosse che punteggiano gli isolotti, mentre tutto è avvolto in un silenzio siderale. Ecco cosa fare in questo incredibile villaggio in inverno.
Kayak nel Reinefjorden: pagaiare tra gli specchi d’acqua
Per sentire la vera voce delle Lofoten (Reine, per la precisione, si trova sull’isola di Moskenesøya), occorre scendere a livello del mare. Il kayak invernale nel Reinefjorden è un’esperienza quasi ipnotica. Ma per farlo, tuttavia, è necessario affidarsi agli operatori locali come Reine Adventure, i quali fanno immergere nell’acqua che sfiora i 2°C protetti da mute stagne (dry suits) professionali in Gore-Tex.
Con le giuste precauzioni, scivolare sulla superficie scura (mentre il vapore del respiro si confonde con la nebbia del fiordo) consente di osservare le pareti di granito da una prospettiva monumentale, navigando nel silenzio assoluto che viene ogni tanto interrotto solo dal crepitio del ghiaccio sottile (o dal grido delle aquile di mare).
La caccia all’Aurora Boreale
Quando la luce blu del crepuscolo polare lascia spazio all’oscurità, Reine diventa una platea privilegiata per ammirare l’Aurora Boreale. Grazie al suo scarso inquinamento luminoso e alla cornice scenografica dei suoi picchi montuosi, il villaggio mette a disposizione uno dei set fotografici più spettacolari del nostro pianeta.
Scorgere le luci del Nord che danzano sopra il monte Olstind, riflettendosi nelle acque calme del porto, è un momento che toglie il fiato e che trasforma una semplice vacanza in una spedizione spirituale.
Surf a Unstad: sfidare le onde gelate
A breve distanza da Reine si trova la spiaggia di Unstad, che possiamo tranquillamente definire la Mecca del surf artico. Da queste parti, infatti, anche nel cuore dell’inverno arrivano surfisti da tutto il mondo per sfidare le onde dell’Atlantico del Nord.
Indossando mute spesse 6 o 7 millimetri, si immergono in acque che sfiorano lo zero termico sotto un cielo spesso striato di neve. È l’essenza della filosofia “wild” norvegese: il gelo non è un limite, ma un elemento da abitare con coraggio e rispetto.
Informazioni pratiche per il viaggiatore
Durante la stagione fredda le ore di luce sono pochissime (o assenti durante la notte polare). Per questo motivo è essenziale pianificare le attività outdoor tra le 10:00 e le 14:00, in modo da riuscire a godere della magica “ora d’oro” perenne.
Per completare l’esperienza, vi consigliamo di soggiornare nelle antiche case dei pescatori riconvertite: sentire il vento che scuote le palafitte mentre fuori nevica è parte integrante del viaggio.
Foto Canva
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