Scoprire la Val Grande, la wilderness a 1 ora da Milano

La Val Grande, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte, è la più grande area selvaggia d'Italia, un luogo mitico per entrare in contatto con la wilderness

Scoprire la Val Grande, la wilderness a 1 ora da Milano

Non c’è bisogno di andare nei grandi parchi americani per trovare la wilderness, le grandi aree di natura selvaggia non stravolte dall’antropizzazione. Basta scoprire la Val Grande, la più grande area selvaggia d’Italia, a 1 ora di strada da Milano e poco più da Torino, proprio laddove meno te l’aspetteresti.

Una grande area naturale coronata da montagne aspre e protetta da una illuminante decisione, quella di istituirla come Riserva naturale integrale già nel 1967, la prima delle Alpi italiane, per poi dare vita a un Parco Nazionale nel 1992 e ingrandirlo nel 1998, fino alle attuali dimensioni.

15.000 ettari che rappresentano un vero santuario dell’outdoor più puro, perfetto per trekking di più giorni in aree remote, affatto civilizzate tanto che spesso se non quasi sempre il cellulare neanche prende, tra foreste secolari, fauna selvatica, corsi d’acqua e tradizioni montanare delle genti che hanno abitato quest’area tra Ossola, Verbano, Val Vigezzo, Valle Intrasca e Cannobina.

Parco della Val Grande, dove regna incontrastata la natura

Sono due i motivi per cui nel Parco della Val Grande regna incontrastata la natura. Il primo è la peculiare conformazione del luogo, protetto dalle montagne e sotto l’influsso del vicino Lago Maggiore, che consente un clima tale da favorire una ricca varietà di vegetazione: dai boschi misti di latifoglie alle faggete secolari fino alle praterie alpine gli animali hanno trovato l’habitat ideale per vivere.
Camosci, caprioli e cervi sono i re incontrastati del bosco, insieme a martore e lupi, mentre in cielo si librano gli uccelli tipici degli ambienti montani e nei corsi d’acqua purissima si trova una grande varietà di pesci.Scoprire la Val Grande, la wilderness a 1 ora da MilanoL’altro motivo è storico: dopo una millenaria storia di presenza dell’uomo, testimoniata dalle incisioni rupestri dell’Alpe Prà e di Sassoledo e dalle tradizioni di civiltà alpina, nel secondo Dopoguerra la Val Grande si è sostanzialmente spopolata, lasciando appunto spazio al ritorno della wilderness favorito anche dall’istituzione dell’ente parco.

 

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Trekking in Val Grande

Sono numerosi i trekking in Val Grande che si possono fare a partire dai pochi centri abitati all’interno dell’area naturale. Ma prima di avventurarsi per sentieri è bene sapere che non ci sono alberghi o rifugi nel senso ormai classico del termine bensì strutture come bivacchi e ricoveri in cui sostare e riposarsi in totale autonomia.
Per molti l’accesso privilegiato ai percorsi della Val Grande è il paese di Cicogna, o in alternativa i centri di Intragna, Premosello Chiovenda e Trontano, da cui iniziano i sentieri più belli per un’escursione in una giornata, tutti mappati e segnalati. Poi ci sono tantissimi altri itinerari di trekking, anche di più giorni, non segnalati, e nei quali avventurarsi solo con le guide del Parco che conoscono il territorio e le sue insidie.valgrande-foto-bernard-herold-telesklaf

Per chi cerca l’escursione di un giorno da Cappella Porta, nel comune di Caprezzo, parte il sentiero chiamato All’Ombra degli Abeti, un itinerario di media difficoltà per escursionisti che raggiunge Pian Cavallone, a oltre 1500 metri di altitudine tra la Val Pogallo e la Valle Intrasca da dove è possibile ammirare la parete est del Monte Rosa.

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Da Cigogna a Pogallo c’è invece la mulattiera chiamata Strada Sutermeister o “dei boscaioli”. Il percorso è turistico, visto che si tratta di una strada fatta aprire per trasportare il legname, e in un paio d’ore si completa camminando in alto lungo il corso del rio Val Grande.

La traversata Cigogna-Finero è invece un vero e proprio trekking di almeno un paio di giorni (ma solitamente le guide lo propongono in almeno 3) che richiede capacità da escursionisti esperti e regala bellissime sensazioni all’interno delle faggete compresa la possibilità di avvistamento di fauna selvatica.
Un’altra traversata davvero epica è quella chiamata classica da Scaredi alla Colma di Premosello, lungo le creste dell’Alta Val Grande, passando prima dai punti panoramici sulla Val Vigezzo e poi da quelli sulla Bassa Ossola. Un vero itinerario panoramico e di grande respiro che arriva anche a 2300 metri di altitudine.

Le escursioni guidate per scoprire la Val Grande

Per chi vuole cominciare a entrare in contatto con la wilderness della Val Grande, fra aprile e novembre ogni sabato è in programma una escursione con le Guide del Parco Nazionale proprio per scoprire la Val Grande. Sono tanti gli appuntamenti, si chiamano “Il sabato con le Guide” e sono pensate proprio per accompagnare le persone alla scoperta di quest’area wilderness percorrendone i sentieri e le mulattiere con escursioni diverse per difficoltà tecnica, lunghezza e dislivello, nonché argomenti tratti e aspetti naturalistici peculiari.valgrande-foto-cristina-movalli

Parco Val Grande: le info utili

La sede dell’ente Parco Nazionale della Val Grande si trova a Vogogna (VB) mentre i centri visita si trovano a Premosello Chiovenda, Santa Maria Maggiore in frazione Buttogno, a Cossogno in località Cicogna e a Intragna.
Tutte le informazioni pratiche nonché elenco e posizionamento dei bivacchi si trova sul sito internet ufficiale www.parcovalgrande.it.
Per le escursioni guidate ci si può indirizzare alla alla Cooperativa Val Grande, che si trova a Verbania-Possaccio.
Foto credits: Ente Parco Nazionale Val Grande, Carlo Galli, CC BY-SA 4.0 / Esponenziale, CC BY-SA 4.0

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