In Friuli in bicicletta: due itinerari nella zona del Collio, tra Gorizia e la Slovenia, lungo la strada della Ribolla di Oslavia

In Friuli in bicicletta - Collio

La zona del Collio è una delle migliori per ammirare il Friuli in bicicletta: salite e discese dolci, terreno collinare senza strappi, un panorama mozzafiato rispettato dalle attività umane e tanta storia ne fanno la meta ideale per i cicloturisti che vogliono abbinare le pedalate alla scoperta del territorio. Questa settimana ho scelto proprio il Collio come meta per il mio viaggio in Friuli in bicicletta, per gustarmi appieno i colori autunnali delle vigne che terrazzano queste colline e delle foglie degli alberi che si incendiano di rosso. Sono partita da Gorizia per attraversare poi Oslavia, un territorio collinare che sorge a qualche chilometro dalla città, costeggiando il confine con la Slovenia. Una collina terrazzata da vigne e ulivi, da cui svetta in alto il comune di San Floriano con il suo campanile, che ha visto da vicino l’orrore delle guerre mondiali e ne riporta ancora le ferite, come l’Ossario, struttura architettonica diventata ormai simbolo di questo territorio. Da qui inoltre è facile raggiungere Cormons, pittoresca cittadina sovrastata da una rocca, oppure svoltare verso la Slovenia e percorrere il suggestivo monte Sabotino, scoprendo le sue trincee.

Gli itinerari nel Collio tra Gorizia e la Slovenia per scoprire il Friuli in bicicletta

Nel primo caso, da Gorizia a Cormons passando per San Floriano, il percorso è molto semplice: 27 km fino a Cormons, tornando poi per Capriva del Friuli diventano una quarantina di km con dislivello massimo di 500 metri, che alternano saliscendi divertenti e non troppo faticosi su terre asfaltate. È quindi adatto a tutti i mediamente allenati e anche a chi usa una bici da strada.

Il secondo itinerario, che sale sul monte Sabotino (attualmente si può ancora andare in Slovenia senza restrizioni per il Covid, ma andateci di giorno perché di sera vige il coprifuoco dalle 21) è un po’ più faticoso, ma comunque semplice: una lunga salita vi porterà in cima la montagna attraversando i vigneti sloveni, per circa 13 km. Poi proseguite il costone della montagna ammirando il panorama e riscendendo alla fine verso Gorizia per un totale di 35 km. I più allenati possono scegliere anche di fare entrambi.

1. Gorizia
Punto di partenza per entrambi gli itinerari in Friuli in bicicletta è la città di Gorizia. Si tratta della classica città di confine, bilingue nei cartelli e nel dialetto dei suoi abitanti, piena di storia a volte anche dolorosa. Fortemente colpita dalla prima guerra mondiale, ha dedicato a questo avvenimento anche il Museo della Grande Guerra. Non perdetevi il centro storico, il suo castello medievale e i meravigliosi giardini Viatori, coniugando natura e storia.

2. Oslavia, la collina della Ribolla
Pedalando in questa collina si entra a far parte di una famiglia, quella dell’associazione produttori Ribolla di Oslavia: sette cantine che hanno unito le forze per promuovere questo storico vino nel mondo, portando avanti la tradizione della macerazione attraverso un disciplinare comune creando così i famosi “orange wine” che caratterizzano questo territorio. Proprio qui infatti si può percorrere un itinerario molto particolare: la strada della Ribolla di Oslavia, valorizzata da sette panchine panoramiche e arancioni posizionate in punti strategici del percorso dalle stesse cantine. Un modo per dare il benvenuto a ogni cicloamatore che vuole alternare le pedalate alla contemplazione del panorama, valorizzando il territorio e le sue genti.
Non a caso parlo di famiglia: qui è tutto genuino, le cantine sono gestite in famiglia, la vite si coltiva in modo naturale e biodinamico senza chimica con grande rispetto per la natura, si portano avanti le tradizioni di un tempo, tra cui quella della macerazione arrivando anche all’utilizzo dell’anfora. Una passione che fa parte del territorio stesso, indissolubilmente, anche perché la caratteristica che accomuna tutti è il particolare terreno, la ponca, che si trova in questa zona. Ma se tutti partono da un denominatore comune, la ribolla di ognuno prende poi una propria personalità: il gioco è assaggiarle tutte, anche grazie alla grande disponibilità dei produttori che ogni giorno accolgono decine di turisti a degustare, ed esprimere un proprio giudizio.

In Friuli in bicicletta - Da Gorizia alla Slovenia

La prima cantina che si incontra arrivando da Gorizia è Dario Princic: la loro panchina è posizionata poco dopo il celebre Ossario eretto nel 1938 per ospitare i resti di 57.021 soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale. Cantina dal carattere estremo come la loro Ribolla, hanno optato per una macerazione di circa 35 giorni. Segue la cantina La Castellada, gestita da Stefano Bensa e la sua famiglia: in questo caso i sapori della Ribolla diventano più morbidi, grazie alla vendemmia tardiva, la fermentazione malolattica e 65 giorni di macerazione. Segue la storica cantina Primosic, dove la Ribolla si fa macerare per 4 settimane e si aggiungono due anni in botte, raggiungendo quindi sapori decisi ma ugualmente eleganti e adatti a ogni palato. Se si sale ancora si arriva davanti alla cantina Fiegl, che ha deciso di posizionare la propria panchina di fronte a un obelisco dedicato ai caduti in Guerra. Martin e la sua famiglia gestiscono la cantina e la stessa associazione di produttori, per promuovere questo territorio di cui sono innamorati. La sua produzione è molto ampia: delicatezza e mineralità si amalgamano rendendo perfetta la sua ribolla macerata per la cucina friulana. Si passa poi alla blasonata cantina Gravner, famosa per l’utilizzo delle anfore georgiane, che ha votato tutta la sua produzione alla Ribolla gialla. Un sapore deciso, estremo ma elegante che conquista tutti nel mondo, per una cantina che ha fatto dell’estetica e del rispetto del paesaggio e della sua biodiversità una vera missione. Proseguendo verso San Floriano si troverà poi la panchina arancione di Radikon, storica cantina gestita da Sasa che ha seguito le orme del padre e ancora prima del nonno: sapori estremi e decisi, territoriali e autentici, l’hanno fatta diventare un esempio nel mondo. Così come le sue bottiglie in formato da un litro al posto di 0,75. In questo caso all’interno della cantina si può anche dormire, dato che dall’anno scorso sono state inaugurate quattro splendide camere panoramiche. Infine, il percorso si chiude con Il Carpino, cantina gestita da Ana e Franco insieme al figlio Manuel, che offre sia vini macerati sia vini freschi, ma anche una meravigliosa bollicina metodo classico. La loro filosofia è di usare la macerazione, storica in questo territorio, ma senza rendere il vino estremo o pesante.

3. Cormons
Una volta raggiunto il paese di San Floriano del Collio e aver ammirato da vicino il suo campanile, imboccate la discesa e seguite verso Cormons. Sarà uno spasso perché è quasi tutta discesa. E’ una cittadina molto piccola, ma molto pittoresca, che ha passato varie epoche storiche e ne porta le tracce. Non perdetevi una visita alla rocca, dalla quale si gusta un fantastico panorama. Anche in questo caso, il vino e la gastronomia la fanno da padrone: mentre passate di lì non dimenticatevi di visitare il famoso Prosciuttificio d’Osvaldo.
Una volta visitato il centro, tornate verso Gorizia passando per Capriva del Friuli e gustatevi la vista del suo castello, con tanto di campo da golf interno.

4. Monte Sabotino
Il secondo di questi itinerari nel Friuli in bicicletta passa invece per la Slovenia (il confine è molto vicino e facile da oltrepassare per le vie secondarie). Si sale il monte Sabotino dopo aver oltrepassato la collina di Oslavia, poco prima di San Floriano. Lungo il percorso non dovete perdere la visita al Parco della Pace, un museo all’aperto transfrontaliero tra Italia e Slovenia. L’itinerario conduce alla scoperta della seconda linea difensiva austro-ungarica conquistata dalla Seconda Armata italiana, visitando trincee e gallerie, piramidi e caverne. Si scoprirà la storia di un popolo che ha sofferto molto. Il panorama da qui è un vero spettacolo: domina Gorizia e tutta la valle dell’Isonzo. Una lunga discesa vi riporterà al confine e poi in città.

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