L’Abbazia nascosta che produce vino da un millennio e ha una biblioteca da Harry Potter: Novacella in primavera è un idillio

Fondata nel 1142, l'Abbazia di Novacella ha una cantina tra le più antiche al mondo, una biblioteca barocca con 90.000 volumi e vigneti in cui passeggiare. Dal 28 marzo apre due mostre fotografiche dall'archivio storico. È in Valle Isarco, a dieci minuti da Bressanone

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Nel cortile esterno dell’Abbazia di Novacella c’è un pozzo ottagonale con un tettuccio decorato da affreschi. Il pittore Nikolaus Schiel lo dipinse nel 1669 con le sette meraviglie del mondo antico — e aggiunse un’ottava: l’abbazia stessa. Non era modestia fuori luogo. Novacella era già allora un centro di potere spirituale, culturale e agricolo che pochi altri posti in Europa potevano eguagliare. Quasi quattrocento anni dopo, quel giudizio regge ancora.

L’abbazia si trova a Varna, nel comune alle porte di Bressanone, in Valle Isarco. Raggiungibile in bici lungo la ciclabile che segue il fiume Isarco, o in autobus in 14 minuti dalla stazione di Bressanone. È aperta tutto l’anno tranne la domenica. Ha 65.000 visitatori l’anno e quasi nessuno la conosce al di fuori dell’Alto Adige.

Quasi novecento anni di storia in un complesso solo

Il vescovo Hartmann di Bressanone fondò l’abbazia nel 1142 come rifugio per i pellegrini e la affidò ai canonici agostiniani — che la abitano ancora oggi senza interruzione. Nel 1143 Papa Innocenzo II la prese sotto la propria protezione. Nel 1157 l’imperatore Federico Barbarossa — il cui confessore era proprio Hartmann — ne confermò i diritti. Nel 1190 un incendio distrusse quasi tutto. Si ricostruì, e quello che è sopravvissuto è quello che vedete ancora oggi.novacell_Basilica_Albert_Ceolan

Il complesso sovrappone romanico, gotico e barocco in modo così naturale da sembrare intenzionale. La chiesa abbaziale è il cuore liturgico — ancora oggi la messa domenicale delle 9:00 è aperta ai visitatori. Il chiostro gotico è affrescato. La sala barocca della biblioteca, costruita tra il 1770 e il 1775 dal prevosto Leopold von Zanna, ha stucchi dorati rococò ed è considerata una delle sale librarie più belle dell’area di lingua tedesca. Dentro: 90.000 volumi e manoscritti medievali che risalgono ai primi secoli dell’abbazia.

Nel cortile si entra attraverso il Pozzo delle Meraviglie. Nel 2021 è stata inaugurata una nuova ala museale nell’ex rimessa dei carri. La storia qui non è mai finita.

Il vino: la cantina più a nord d’Italia

Dal 1142 la produzione del vino è nel DNA dell’Abbazia di Novacella, che si trova al centro della zona vinicola più a nord al di sotto delle Alpi.
Secoli di esperienza su terreni calcarei e freschi della Valle Isarco hanno prodotto una specializzazione nei bianchi: Sylvaner, Kerner, Müller-Thurgau, Gewürztraminer, Pinot Grigio — vini minerali, freschi, con un’acidità che riflette il microclima alpino. Nel 2024 la cantina ha prodotto circa un milione di bottiglie, per l’80% bianchi.

 

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Le visite guidate ai vigneti con degustazione si svolgono dal lunedì al venerdì alle 16:00 e il sabato alle 14:30 — prenotazione obbligatoria. Durano circa 90 minuti e si concludono con la degustazione di quattro vini. L’enoteca è aperta dal lunedì al venerdì fino alle 17:00, il sabato fino alle 18:00. L’Osteria dell’abbazia serve cucina alpina abbinata ai vini della cantina.

I sentieri tra i vigneti e la Valle Isarco

La primavera è il momento migliore per esplorare il territorio intorno all’abbazia. La passeggiata lungo il fiume Isarco che collega Bressanone all’abbazia è percorribile sia a piedi che in bici, tra meleti e vigneti che circondano il complesso come una corona verde. Il Keschtnweg — sentiero delle castagne — collega Novacella a Bressanone con panorami sui vigneti terrazzati. Il Törggelesteig porta tra i masi storici e i boschi con vista sulle cime dolomitiche.novacella-vigneti

Per chi vuole salire in quota, i sentieri sul Monte Sonvigo e sul versante del Reinswald sopra Bressanone offrono escursioni di mezza giornata con viste sulla conca di Bressanone e sull’imbocco della Valle Isarco.

Le due mostre fotografiche dal 28 marzo 2026

Dal 28 marzo 2026 l’abbazia inaugura due mostre che aprono una finestra inedita sul proprio archivio storico. “Tracce di luce — Fotografie dall’archivio dell’Abbazia di Novacella” è visitabile al museo abbaziale fino al 2 maggio 2026, poi nelle parrocchie del territorio. “Testimoni del tempo perduto — L’archivio fotografico dell’Abbazia di Novacella” affianca alle fotografie anche stampe, album, cartoline e macchine fotografiche d’epoca.novacella_chiostro_Andreas_Tauber

Entrambe le mostre sono curate da Sandra Mutschlechner e documentano oltre 150 anni di vita abbaziale: dagli scatti di Ingenuin Heubacher — che intorno al 1910 usava la tecnica autochrome per fare fotografie a colori quando pochissimi ci riuscivano — alle cronache visive del professor Benedikt Purer, per decenni fotografo ufficiale della comunità. Non è un archivio celebrativo: è un racconto visivo della vita quotidiana in un posto che si è mantenuto vivo mentre il mondo intorno cambiava.

Come visitarla: orari, prezzi e prenotazioni

Museo abbaziale con audioguida: €13 adulti, €7 giovani 15-18 anni, gratuito fino a 14 anni.
Biglietto combinato museo e giardino: €16 adulti.
Visita guidata (prenotazione obbligatoria): €18 adulti.
Solo giardino: €5 adulti — accessibile da maggio a ottobre, lunedì-sabato ore 10:00-17:00.
Museo aperto lunedì-sabato ore 10:00-17:00, chiuso la domenica e nelle festività religiose.

Come arrivare — da Bressanone: autobus linea 401 dalla stazione, 14 minuti, circa €1. In bici lungo la ciclabile dell’Isarco, circa 3 km. In auto: parcheggio gratuito all’ingresso del complesso.
L’abbazia si trova in Via Abbazia 1, Varna (BZ), tel. +39 0472 836189.

Foto Abbazia Novacella

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