Balze del Valdarno, il canyon dorato tra Firenze e Arezzo che incantò Leonardo da Vinci

La Toscana centrale nasconde canyon dorati nati da un antico lago preistorico, in cui scoprire pareti verticali che incantano lo sguardo e che raccontano segreti geologici millenari

Balze del Valdarno, Toscana

Milioni di anni fa la conca del Valdarno ospitava una distesa d’acqua dolce vastissima. Per molti può risultare anche difficile crederci, ma la verità è che i sedimenti accumulati sul fondale, composti da sabbia, ghiaia e argilla, sono quelli che possiamo osservare oggi. Rimasti esposti agli agenti atmosferici una volta prosciugato il lago, sono stati “vittime” di pioggia e vento che, proprio qui, hanno agito con la precisione di uno scultore.

La natura, con i suoi mezzi, ha quindi scavato solchi profondi lasciando poi svettare guglie sottili che oggi prendono il nome di Balze del Valdarno. Sono delle strutture fragili ma maestose, al punto da rendere il paesaggio rurale uno scenario quasi marziano. I colori variano dal giallo paglierino all’arancio intenso, creando contrasti cromatici netti con il verde dei boschi circostanti e l’argento degli uliveti.

Il genio di Leonardo e il Grand Canyon Toscano

Forse non ci siete mai stati, ma siamo pronti a scommettere che abbiate visto, almeno una vota, le Balze del Valdarno (non solo noi italiani, ma il mondo intero): le pareti frastagliate catturarono l’attenzione di Leonardo da Vinci, che scelse di raffigurarle alle spalle della Gioconda e in altri celebri dipinti. Lo scienziato rinascimentale, infatti, comprese prima di chiunque altro l’origine erosiva di tali picchi, restandone profondamente affascinato.

Paesaggio Monnalisa, Balze del Valdarno

È curioso anche il fatto che questa zona viene spesso identificata con il soprannome di Grand Canyon Toscano, sebbene le sue dimensioni risultino più contenute rispetto alla controparte americana. Altre particolarità sono il microclima locale e la varietà botanica, le quali rendono la vista d’insieme un equilibrio perfetto tra asprezza minerale e rigoglio vegetale.

Percorsi tra borghi e pinnacoli

I visitatori che scelgono di fare delle escursioni presso le Balze del Valdarno hanno a disposizione strade tortuose che collegano i centri di Reggello, Castelfranco Piandiscò, Loro Ciuffenna e Terranuova Bracciolini. Risalire questi versanti consente di incrociare la Setteponti, direttrice antichissima nata dai passi di Etruschi e Romani per unire Arezzo a Fiesole. Percorrere tale asse viario rivela l’anima più autentica della provincia toscana, alternando la geometria degli uliveti all’anarchia visiva dei calanchi.

Inoltre, facendo delle deviazioni verso le pievi romaniche (architetture in pietra che dominano dall’alto le cosiddette cattedrali di fango), si possono individuare i punti panoramici più spettacolari. Pieve a Pitiana e la Pieve di Gropina rappresentano dei balconi privilegiati, luoghi in cui il sacro della costruzione umana incontra la potenza dell’erosione naturale. Guardando verso il basso, i pinnacoli si mostrano in tutta la loro fragilità, simili a castelli di sabbia pronti a mutare forma dopo un forte temporale.

Il Grand Canyon Toscana

Lungo i tracciati appaiono le Piante di Reggello, veri giganti verdi che fungono da sentinelle vegetali in un territorio dominato dal giallo minerale. Borghi quali Piantravigne, frazione di Terranuova Bracciolini, regalano la sensazione di fluttuare sopra il vuoto, essendo costruiti proprio sulla sommità di pareti verticali che precipitano verso il fondo valle.

Consigli pratici per la visita

Visitare le Balze durante il tramonto fa sì che si possa osservare il fenomeno della rifrazione solare che accende le pareti di una luce quasi dorata. Risulta fondamentale indossare calzature adatte a terreni polverosi o fangosi, evitando di avvicinarsi troppo ai bordi dei calanchi più ripidi.

Gli amanti della fotografia troveranno il loro paradiso specialmente nelle località di Piantravigne e Castelfranco, in cui i pinnacoli si stagliano contro il cielo con forme antropomorfe. Portare con sé acqua e protezione solare resta una scelta saggia, dato che il riverbero del sole sulle pareti chiare alza sensibilmente la percezione del calore durante i mesi estivi.

Pinnacoli del Valdarno, Toscana

È inoltre importante sapere che zone di tutela ambientale limitano l’accesso ai settori più instabili, garantendo la sopravvivenza di specie botaniche rare che trovano rifugio tra i solchi dell’argilla. Visitare l’area richiede dunque prudenza, restando sui percorsi tracciati per evitare crolli improvvisi che ridisegnano quotidianamente il volto del Grand Canyon Toscano.

Foto Canva

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