Ulassai è un nome che (e va detto, purtroppo) non circola molto spesso nelle più importanti riviste settore. Ma questo piccolo comune dell’Ogliastra, aggrappato alle pendici del Gennargentu a circa 770 metri di quota, custodisce qualcosa che, a seconda dei periodi dell’anno, lascia davvero a bocca aperta. Parliamo delle Cascate di Lequarci e Lecorci, che in autunno (con le piogge improvvise) si trasformano in spettacoli d’acqua irripetibili, in grado di sorprendere anche chi conosce bene la Sardegna più interna.
Lequarci e Lecorci appartengono al territorio comunale di Ulassai, un paese di poco più di 1.300 abitanti della provincia di Nuoro. Il paesaggio attorno è quello tipicamente calcareo dei Tacchi dell’Ogliastra, dove l’aria in ottobre ha già quella qualità asciutta e pungente che si trova solo sugli altipiani sardi, (diversa da qualunque autunno continentale).
Le cascate che non aspettano il turista
Lequarci e Lecorci (i nomi richiamano la toponomastica sarda antica legata ai corsi d’acqua stagionali) si attivano solo dopo piogge intense, quelle che in autunno arrivano veloci dal Tirreno e scaricano sull’entroterra con una violenza improvvisa. Nelle settimane secche, i salti d’acqua si riducono fino a scomparire quasi del tutto. Restano i letti di roccia, levigati dall’acqua di anni, e una sensazione di palcoscenico vuoto in attesa.
Quando piove abbastanza, però, il cambio di scena è totale: l’acqua precipita lungo le pareti di calcare con una forza che si sente prima di essere vista, al punto che il rumore arriva da lontano, ovattato dalla vegetazione, per poi crescere fino a coprire tutto il resto. L’autunno in Ogliastra porta le prime perturbazioni atlantiche già da settembre inoltrato, e ottobre è uno dei mesi con le precipitazioni più intense su questa parte dell’isola. Chi arriva nelle ore giuste, dopo una o 2 giorni di pioggia, trova i flussi al massimo della loro portata.
Una Sardegna che pochi conoscono
Ulassai è famoso tra gli appassionati di arrampicata sportiva. Le sue pareti calcaree, con settori sviluppati a partire dagli anni ’90, attirano climber da tutta Europa. Il paese ha una struttura urbana compatta, con case in pietra locale disposte lungo i vicoli stretti dell’altopiano, e protegge gelosamenbte tracce di una cultura agropastorale che in molte zone della Sardegna interna resiste ancora intatta.
A non troppa distanza, la Gola di Gorropu (una delle gole più profonde d’Europa, con pareti che superano i 400 metri) dà la misura di quanto questo territorio sia geomorfologicamente spettacolare e ancora poco metabolizzato dal turismo di massa. La combinazione di cascate stagionali, pareti calcaree, e una macchia mediterranea che in autunno profuma di lentisco e corbezzolo crea un contesto sensoriale difficile da replicare altrove.
Quando il cielo fa il lavoro
L’errore da evitare è pianificare la visita in modo rigido, poiché la Cascate di Lequarci e Lecorci richiedono una mentalità diversa da quella del turista che prenota il lunedì per il sabato. Qui si segue la pioggia: si controlla il meteo, si aspetta la perturbazione giusta, e poi si parte. Questo tipo di viaggio improvvisato (che i viaggiatori nordeuropei chiamerebbero storm chasing, letteralmente l’inseguimento dei temporali) ha una logica tutta sua e una soddisfazione proporzionale all’attesa.
La strada per Ulassai dalla Statale 125, la storica “Orientale Sarda” che attraversa la costa est dell’isola, sale rapidamente tra curve strette e panorami che si aprono all’improvviso sul golfo di Arbatax. Per l’ultima parte del percorso verso le cascate servono scarpe adatte al terreno bagnato: dopo la pioggia, i sentieri in terra rossa diventano scivolosi, e il granito umido non perdona.
Foto: Di Damiano Rossi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wkimedia
La prossima perturbazione autunnale sull’Ogliastra potrebbe già essere in arrivo: vale sicuramente la pena tenere d’occhio il meteo di Ulassai.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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