La Sardegna ha mille spiagge e una più bella dell’altra, ma Cala Goloritzé pare quasi un pianeta a parte. Incastonata nel Golfo di Orosei, sulla costa centro-orientale dell’isola, questo piccolo angolo di calcare bianco e acqua trasparentissima è considerata da molti una delle baie più spettacolari del Mediterraneo. E no, non è affatto un’esagerazione. Arrivare richiede un certo impegno, perché qui le strade si fermano lontano e il mare è solo il premio finale. Ma sì, vale assolutamente la pena se si sceglie questa magica isola come meta delle proprie vacanze.
La regina del Golfo di Orosei
Il Golfo di Orosei è una delle aree costiere più integre d’Italia, con falesie alte fino a 400 metri che precipitano direttamente sul mare senza lasciare spazio a strade litoranee. Cala Goloritzé si apre in questo contesto come una piccola radura di ghiaia bianca circondata da pareti verticali, con una spiaggia di dimensioni ridotte che in alta stagione può riempirsi in fretta.
Due elementi la rendono immediatamente riconoscibile. Il primo è il grande arco naturale di roccia calcarea che si protende sul mare, alto circa 16 metri. Il secondo è la guglia chiamata Aguglia, un pinnacolo isolato che sale a oltre 100 metri d’altezza e funge da richiamo per i climber di tutta Europa. Assieme, formano uno skyline magnetico, il tipo di paesaggio che fatica a sembrare reale.
Scendere nel Bacu: il sentiero che rivela la cala
L’accesso principale alla spiaggia parte dall’Altopiano di Golgo, sopra Baunei, un borgo dell’Ogliastra che custodisce questa costa come se fosse un bene di famiglia. Dall’abitato si sale verso l’altopiano seguendo i cartelli per Golgo, poi si imbocca uno sterrato fino al parcheggio custodito di Su Porteddu, a circa 1,5 chilometri dal bivio.
Da lì si sale brevemente fino a quota 470 metri sul livello del mare, poi il percorso entra nel Bacu Goloritzé, il canalone che dà il nome alla cala. Il sentiero scende tra lecci centenari, antichi ripari per gli animali in pietra a secco e macchia mediterranea densa di cisto e mirto. A poche centinaia di metri dalla spiaggia si passa accanto all’Aguglia, poi delle passerelle in legno accompagnano fino alla ghiaia bianca.
Chi arriva via mare (in gommone o a bordo di un’imbarcazione noleggiata lungo la costa) deve restare a distanza dalla zona di balneazione, delimitata da un cordino galleggiante. Il fondale vicino al bordo è molto profondo, quindi chi ha ancora l’imbarcazione deve usare tutta la cima disponibile, scendendo poi a nuoto fino alla riva.
L’arco, l’Aguglia e gli arrampicatori
L’Aguglia di Goloritzé ha una storia tecnica particolare: la prima ascensione fu completata nel gennaio del 1981 dalla cordata formata da Manolo e Gogna, due nomi di riferimento nell’alpinismo italiano. Da allora è diventata meta di pellegrinaggio per i climber, con più vie aperte attorno al pinnacolo e un grado di difficoltà che attrae esperti da tutto il continente.
L’arco naturale, invece, è accessibile a nuoto. Si può oltrepassare passandoci sotto, con il calcare che filtra la luce in modo strano. Chi ha esperienza e dimestichezza con le altezze può anche tuffarsi dalla sommità, ma è una sfida che richiede una valutazione attenta delle condizioni marine e della propria preparazione.
Per accedere al sentiero e alla spiaggia è obbligatoria la prenotazione, gestita tramite la piattaforma Heart of Sardinia, che regola i flussi con un sistema a numero chiuso. Gli ingressi sono contingentati ogni giorno, e in estate i posti si esauriscono con largo anticipo. Cala Goloritzé premia chi si organizza per tempo e accetta di guadagnarsi il posto a piedi.
Foto Canva
Leggi Anche
- Il candore eterno del Pan di Zucchero in Sardegna e i segreti della costa mineraria
- Alla scoperta delle Domus de Janas, le misteriose Case delle Fate scolpite nella roccia della Sardegna
- Il varco segreto della costa iglesiente: Porto Flavia, dove l’ingegno umano sfida la roccia e il mare
Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA






