Nel finale del film “Il Bene Comune” di Rocco Papaleo, il gruppo dei protagonisti arriva al mare. Quel mare è il Tirreno, quella costa è la Riviera dei Cedri, e il borgo che appare sullo sfondo è Diamante — comune in provincia di Cosenza, circa 90 km a nord di Reggio Calabria, sul tratto di costa calabrese che prende il nome dal cedro coltivato sulle sue colline.
Non è una scelta casuale: Papaleo è lucano, conosce bene questo tratto di costa, e Diamante ha quella qualità sospesa tra autenticità e bellezza che il suo cinema cerca sempre.
Per chi viene da fuori, Diamante funziona come punto di arrivo e come base. Il mare è bello, il borgo ha una sua personalità forte, e intorno ci sono abbastanza cose da occupare una settimana senza che la giornata si assomigli mai.
I murales: il museo a cielo aperto più grande d’Italia
Nell’estate del 1981 il pittore Nani Ranzetti — calabrese trapiantato a Milano — convinse l’amministrazione comunale e ottantré artisti da tutto il mondo a dipingere le facciate del centro storico. Era un’operazione di recupero urbano mascherata da festival artistico. Il risultato fu qualcosa di diverso da entrambe le cose: un borgo che si trasformò in un museo a cielo aperto, con opere che raccontavano la storia del luogo, le migrazioni del Sud, il lavoro, la natura, le donne.
Da allora i murales sono diventati oltre 150, con nuove opere aggiunte ogni anno e dal 2017 una componente di street art contemporanea che si affianca ai dipinti tradizionali. Non è una collezione omogenea — gli stili, i soggetti e le qualità sono molto diverse tra loro.
Ma è proprio questa varietà che rende il giro del centro storico un’esperienza genuina: non un parco tematico curato, ma un posto dove l’arte si è sedimentata nel tempo, sui muri di case vere, tra negozi e bar e gente che ci abita. Il lungomare alto, conosciuto come il “salotto di Diamante”, è la terrazza da cui tutto il centro storico si vede in prospettiva.
Le spiagge: 8 km per tutti i gusti
“Il bene comune” racconta sol un pezzettino di Diamante, ma c’è molto di più. Del resro la avevamo già inserita nelle 10 cose da vedere durante una vacanza in Calabria. Diamante ha 8 km di costa con la Bandiera Blu e una varietà che non è comune in un tratto così breve.
A sud, Sabbia d’Oro è la spiaggia più estesa, con sabbia dorata dalle sfumature calde, acque basse e cristalline e una vista sul profilo del borgo dall’acqua. Risalendo verso nord si passa per la Spiaggia Piccola — un fazzoletto di ghiaia incastonato tra le rocce — e la Spiaggia Grande con ciottoli levigati di fronte a Punta Cirella. La Caletta del Porto è l’insenatura più raccolta, quasi nascosta nel fianco nord del centro storico.
La Spiaggia di Cirella — nella frazione a nord del capoluogo — ha una particolarità: di fronte si vede l’Isola di Cirella, piccolo isolotto disabitato raggiungibile in barca o a nuoto dai più coraggiosi, con insenature, grotte marine e fondali interessanti per lo snorkeling.
Cirella: l’isola, i ruderi e i ricordi di Annibale
La frazione di Cirella è un capitolo a parte. Fu abitata fin dal paleolitico, divenne città greca e poi romana importante, fu distrutta da Annibale secondo le cronache antiche, ricostruita più volte e infine rasa al suolo dalla flotta francese nel 1806. Sul colle sopra la frazione restano i ruderi di quella distruzione finale: il castello, la chiesa, i muri di quella che era una città viva. Dal colle si vede tutto — la costa, l’isola, il mare aperto verso la Basilicata.
Il Parco Archeologico di Cirella ha i resti dell’insediamento romano, incluso un mausoleo del periodo imperiale. Non è un sito attrezzato con percorsi segnalati e biglietteria — è un posto da esplorare a piedi, con un po’ di curiosità.
Il cedro di Diamante: il profumo che dà il nome alla riviera
La Riviera dei Cedri deve il suo nome al cedro liscio di Diamante — una varietà di Citrus medica coltivata su questi versanti collinari da secoli, con una taglia grande e un profumo intenso che non ha equivalenti nella produzione citristica italiana.
È molto richiesta in Israele — dove il cedro è elemento essenziale della cerimonia del Sukkot — e negli Stati Uniti. Gli agrumeti si trovano sulle colline tra Diamante e Santa Maria del Cedro, e in giugno-luglio, quando i frutti stanno crescendo, il profumo scende verso il mare in certi momenti della sera con una nitidezza difficile da dimenticare.
Il cedro è anche ingrediente di liquori, marmellate, canditi e dolci locali. Cercatelo nelle botteghe del centro storico — è uno di quei prodotti che vale portare a casa.
Il peperoncino: la sagra di settembre
Diamante è anche la capitale calabrese del peperoncino. Ogni anno, nella seconda settimana di settembre, il Festival del Peperoncino trasforma il lungomare in una fiera con produttori da tutta la regione, gare di piccantezza, spettacoli musicali e degustazioni di ogni possibile declinazione del peperoncino calabrese — ‘nduja, salumi, conserve, liquori, dolci, gelati.
È uno degli appuntamenti più partecipati della Calabria tirrenica e un buon motivo per scegliere settembre come mese di visita — il mare è ancora balneabile, la folla estiva si è diluita, i prezzi scendono.
L’entroterra: il Pollino comincia a dieci minuti
Questa è la cosa che distingue Diamante dalla maggior parte delle località balneari calabresi. Il Parco Nazionale del Pollino comincia letteralmente a dieci minuti di macchina dal lungomare. I tornanti che salgono dall’Autostrada A2 verso Buonvicino — uno dei borghi più belli d’Italia, a circa 10 km dal mare — aprono un paesaggio completamente diverso: boschi, silenzio, vedute sulla costa dall’alto.
Buonvicino ha un centro storico medievale su un cucuzzolo con panorami sulla Riviera dei Cedri, qualche struttura ricettiva in stile albergo diffuso e una cucina di montagna che cambia completamente rispetto al pesce del lungomare. Più in su, Scalea ha un centro storico medievale con stradine acciottolate e archi, il castello e il lungomare. Praia a Mare è il punto di accesso all’Isola di Dino — raggiungibile in barca, con grotte marine e fondali che meritano una mezza giornata.
Verso nord, il confine con la Basilicata è a pochi chilometri e apre la porta a Maratea — la perla del Tirreno lucano — e al Golfo di Policastro. Verso sud, invece, la costa scende verso Scalea, Capo Bonifati e le spiagge più selvagge del Cosentino.
Le escursioni in barca
Dal porto di Diamante partono ogni giorno tour in barca che toccano le destinazioni più scenografiche della costa. L’Isola di Cirella è la prima tappa obbligata — giro dell’isola, grotte, snorkeling. L’Arcomagno di San Nicola Arcella è la meta più fotogenica: un arco naturale di roccia che si estende sul mare creando una scenografia che si vede raramente in Italia.
L’Isola di Dino con le sue grotte accessibili solo via mare. I tour partono di mattina, durano mezza giornata o una giornata intera.
Come arrivare e quando andare
In treno — Diamante è raggiungibile con Intercity, Freccia Bianca e Freccia Rossa sulla linea tirrenica. La stazione è nel centro abitato, a piedi dal lungomare. In auto — autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria, uscita Scalea o Praia a Mare, poi SS18 costiera. Da Napoli circa 3 ore, da Roma circa 4 ore e mezza. Parcheggio gratuito al Parco Enzo La Valva, appena fuori dal centro storico.
Quando andare — giugno e settembre sono i mesi migliori: mare balneabile, prezzi ragionevoli, meno folla. Luglio-agosto per la stagione piena con tutti i servizi aperti.
A settembre il Festival del Peperoncino è un motivo in più per scegliere la fine estate.
Foto Canva, Comune di Diamante, Elenagm-di-Wikipedia-in-italiano-CC-BY-SA-3.0-https-commons.wikimedia.orgwindex.phpcurid26953620
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Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor – tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.
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