L’Abruzzo possiede la straordinaria capacità di possedere luoghi che sembrano custodire il tempo con la stessa cura con cui le loro mura di pietra calcarea trattengono il freddo dell’inverno. Fontecchio, piccolo borgo in provincia dell’Aquila, è uno di questi: un paese che molti viaggiatori sfiorano senza fermarsi, ma decisamente ignari di quello che perdono. Eppure, chi lo raggiunge (spesso per caso, su consiglio di un albergatore o di un passante) difficilmente lo dimentica.
Fontecchio, una fotografia d’epoca tra le montagne
Immaginate di arrivare a Fontecchio percorrendo la strada che scende da Rocca di Mezzo verso la Valle dell’Aterno: il borgo appare di colpo, aggrappato al fianco della montagna come un bassorilievo antico. La struttura è quella tipica dei borghi fortificati medievali abruzzesi, quindi un fitto intreccio di vicoli, porte d’accesso, mura e torri, ma il fatto sorprendente è che qui tutto è straordinariamente integro (nonostante i gravi danni subiti durante il terremoto del 2009).
L’area intorno al paese era abitata già in epoca vestina, anche se il centro storico che oggi possiamo ammirare risale per lo più all’epoca medievale e romana. Il comune fa parte della comunità montana Sirentina ed è incluso nel Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, il che significa che a un patrimonio storico di rara bellezza si affianca un contesto naturale di altrettanta qualità.
Foto: “Veduta sul borgo di Fontecchio” di Camilla Perondi, CC BY-NC 2.0
Il cuore pulsante del borgo: Piazza del Popolo e i suoi tesori
Ogni borgo medievale ha il suo centro gravitazionale, e a Fontecchio questo ruolo spetta senza discussioni a Piazza del Popolo. È qui che la storia si addensa fino a diventare quasi tangibile. Al centro della piazza svetta la fontana trecentesca in pietra calcarea, decorata con mascheroni dal volto leonino e talmente identitaria da comparire nello stemma del villaggio stesso.
Accanto alla fontana, un’edicola votiva custodisce un affresco quattrocentesco raffigurante una Madonna con Bambino, con i colori ancora vividi nonostante i segni del tempo. Poco oltre, l’antico forno comunale racconta di un’economia di prossimità in cui le famiglie portavano il proprio pane a cuocere insieme. Era un importantissimo gesto quotidiano, che oggi ci appare come una commovente poesia.
A chiudere la piazza c’è la Chiesa di Santa Maria della Pace, fondata nell’XI secolo e ricostruita dopo il devastante terremoto del 1703 che colpì Fontecchio e tutta la regione. Passeggiare in questo angolo del paesino è come sfogliare un atlante di architettura medievale abruzzese, in cui ogni pietra porta con sé una data, una storia e una voce.
Foto: Simone Antonazzo / ENIT SpA
Salire verso la Torre dell’Orologio, lì dove il tempo batte diverso
Da Piazza del Popolo, varcando la porta medievale che si apre sul lato sud, si accede alla parte più antica e arroccata del borgo. È un percorso breve ma evocativo, pieno di scalini consumati e scorci improvvisi sul paesaggio montano circostante. La salita culmina con la quattrocentesca Torre dell’Orologio, uno dei simboli più fotografati di Fontecchio.
L’orologio della torre, infatti, ha qualcosa di affascinante e di insolito: è dotato di una sola lancetta e batte l’ora secondo il cosiddetto metodo italiano, basato su un giro di sei ore ripetuto quattro volte nell’arco della giornata. Un sistema antico che però in questo luogo continua a segnare il ritmo della vita con una logica tutta sua, quasi come a ricordare che qui il tempo non è mai stato troppo di fretta, e che forse non avrebbe senso che lo diventasse.
Fontecchio e il Parco Sirente-Velino: natura a due passi
Fontecchio è pure immerso in un ecosistema montano e naturalistico di rara bellezza. La Valle dell’Aterno che lo circonda è una delle valli più suggestive dell’Appennino centrale, con i suoi boschi di faggio, i pascoli d’alta quota e i paesi di pietra che punteggiano i versanti come stelle cadute. Il borgo appartiene al Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, una delle aree protette più estese d’Abruzzo, che offre sentieri, percorsi naturalistici e una biodiversità straordinaria.
Chi visita Fontecchio in primavera trova prati fioriti e temperature miti; chi arriva in autunno è accolto da una tavolozza di rossi e gialli che trasforma ogni scorcio in un dipinto. Ma anche l’inverno ha la sua magia: la neve sui tetti di pietra crea atmosfere da presepe vivente, e nelle vicinanze non mancano possibilità per gli appassionati di sport invernali. (se siete amanti del fondo, date un’occhiata ai 7 percorsi di sci di fondo in Abruzzo per completare il vostro weekend tra storia e neve)

Foto Pexels
Informazioni pratiche per visitare Fontecchio in Abruzzo
Il borgo di Fontecchio si trova in provincia dell’Aquila, a circa 30 chilometri a sud-est dal capoluogo. La strada più panoramica arriva da Rocca di Mezzo, scendendo verso la Valle dell’Aterno. In auto si raggiunge comodamente dall’autostrada A24 Roma-L’Aquila, uscita L’Aquila Ovest, seguendo poi per la SS17.
Per chi preferisce i mezzi pubblici, la stazione più vicina è quella di L’Aquila, raggiungibile da Roma in circa 2 ore. Da lì è necessario noleggiare un’auto o verificare le corse degli autobus locali verso la Valle dell’Aterno. Tutte le stagioni offrono scorci diversi e ugualmente affascinanti, ma in qualsiasi momento è necessario avere con se scarpe comode con buona suola: le stradine lastricate e le scalinate sono davvero numerose. Uomo avvisato…
Foto di copertina: Simone Antonazzo / ENIT SpA
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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