Nella costa adriatica della Puglia meridionale è gelosamente preservato un tesoro geologico che rapisce lo sguardo al primo impatto, un bacino naturale in cui la pietra calcarea sposa le sfumature turchesi del mare. Siamo nel territorio di Melendugno, a breve distanza dai centri storici di Lecce e Otranto, e proprio qui si estende la frazione marina di Roca Vecchia, un distretto in cui l’archeologia si fonde con scenari marittimi di rara suggestiva bellezza. Questo tratto di litorale accoglie un bacino crollato che attrae visitatori da tutto il pianeta, desiderosi di osservare una meraviglia strutturale che unisce il fascino della preistoria al magnetismo delle leggende locali. Parliamo della Grotta della Poesia, grazie a cui fare un salto indietro nel tempo, un ritorno alle radici della civiltà mediterranea.
Origine e formazione della Grotta della Poesia
La nascita di questo bacino costiero risiede nell’incessante attività geomorfologica che ha interessato la roccia friabile del Salento nel corso dei millenni. L’azione erosiva delle acque marine e piovane ha scavato profonde cavità sotterranee nel blocco calcareo, indebolendo progressivamente la struttura superiore. Il successivo collasso della volta rocciosa ha dato vita a una spettacolare apertura circolare a cielo aperto, svelando lo specchio d’acqua sottostante collegato al mare aperto tramite condotti subacquei.
Il sito della Grotta della Poesia si compone in realtà di due cavità distinte: la prima, denominata Grotta della Poesia Grande, presenta una forma ellittica con misure di circa 30 per 18 metri, situata a ridosso della linea costiera, mentre a una distanza di circa 70 metri si sviluppa la Grotta della Poesia Piccola, più racchiusa e selvaggia, con dimensioni ridotte che si attestano sui 15 per 9 metri.
Il toponimo originario deriva dal vocabolo greco antico posìa, termine utilizzato per indicare una sorgente idrica d’acqua dolce, risorsa vitale che anticamente sgorgava all’interno della cavità, mescolandosi al flusso salmastro. La fantasia popolare ha poi trasformato la storia parlando di una principessa di straordinaria grazia che amava bagnarsi in queste acque, richiamando letterati e scrittori da ogni angolo della regione per comporre versi in suo onore.
Cosa fare lungo la scogliera di Roca Vecchia
L’esplorazione dell’area richiede scarpe chiuse con suola robusta, ideali per muoversi in sicurezza sulle superfici aspre e taglienti della falesia. Il transito sulla scogliera permette di ammirare l‘incredibile trasparenza dell’acqua della Grotta della Poesia, le cui sfumature variano dal verde smeraldo all’azzurro intenso a seconda delle ore della giornata. Attualmente, severe ordinanze comunali vietano la balneazione, i tuffi e l’introduzione di attrezzature da spiaggia come ombrelloni o sdraio, una misura necessaria per tutelare l’incolumità pubblica dal rischio di sfaldamento delle pareti calcaree.
A pochi metri dal perimetro acquatico, il Parco Archeologico di Roca Vecchia merita una sosta approfondita. Il biglietto d’accesso, dal costo di 3 euro per gli adulti e 2 euro per i minori di 16 anni, include una visita guidata che illustra le fortificazioni risalenti all’età del Bronzo, le mura ciclopiche e le antiche testimonianze abitative della zona limitrofa alla Grotta della Poesia.
Nei mesi caldi, che vanno dal 1 maggio al 15 ottobre, il sito osserva un orario continuato dalle 9 alle 19, consentendo la scoperta dei resti archeologici fino alle 20. Gli amanti delle attività all’aria aperta prediligono l’utilizzo della bicicletta, mezzo ideale per percorrere la strada provinciale 366 godendo della brezza marina, magari affidandosi a servizi locali di noleggio con consegna personalizzata sul posto.
I messaggi dei navigatori e le pareti istoriate della cavità minore
L’elemento più straordinario e carico di mistero si nasconde tra le pareti rocciose della Grotta della Poesia Piccola, un ambiente di inestimabile valore storico scientifico. Questo anfratto, raggiungibile via mare, si è rivelato un vero e proprio luogo di culto dell’antichità, frequentato da marinai e mercanti prima di intraprendere le rotte commerciali verso la Grecia o le coste dell’Albania.
Gli scavi diretti da illustri studiosi nella seconda metà del secolo scorso hanno portato alla luce all’interno della minore Grotta della Poesia una serie incredibile di incisioni rupestri, iscrizioni in lingua messapica, greca e latina. I naviganti preistorici e classici incidevano la pietra calcarea per rivolgere preghiere, invocazioni e ringraziamenti alle divinità marine, implorando una traversata sicura nel canale d’Otranto.
Sebbene la struttura interna sia momentaneamente interdetta al pubblico a causa di importanti lavori di conservazione e restauro, l’osservazione dall’esterno di questa biblioteca di pietra trasmette la percezione esatta di quanto la Puglia sia stata, fin dall’alba dei tempi, un crocevia fondamentale per le culture dell’intero bacino mediterraneo.
Foto Canva
Leggi Anche
- Una vera e propria voragine nel cuore delle Murge: geologia estrema e civiltà rupestri nel Pulo di Altamura
- Cava di Bauxite, il cratere rosso di Otranto dove la terra brucia senza fuoco (è ipotesi ticket)
- Nel cuore pulsante della Puglia il labirinto sotterraneo che sfida l’immaginazione: le Grotte di Castellana
Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA







