Unicità millenaria tra roccia e fede nella Grotta di San Giovanni d’Antro

Nel cuore pulsante delle Valli del Natisone, a pochi chilometri da Cividale del Friuli, sorge un complesso ipogeo dove leggende di regine longobarde e architetture tardogotiche si fondono in un abbraccio eterno con la pietra calcarea del Monte Mladesiena

Grotta San Giovanni d'Antro, Friuli Venezia Giulia

Le Valli del Natisone rappresentano un lembo di terra friulana dove il confine tra Italia e Slovenia si fa poroso, lasciando filtrare tradizioni, lingue e architetture uniche. All’interno del comune di Pulfero, la frazione di Antro custodisce un tesoro che sfida i secoli: la Grotta di San Giovanni d’Antro. Questo sito, noto anche come Landarska Jama nel dialetto sloveno locale, si eleva a 348 metri sopra il livello del mare. Risalendo il versante montuoso dal borgo di Tarcetta, si raggiunge una imponente parete rocciosa che protegge un sistema fortificato e religioso di rara bellezza.

Una fortezza scolpita nel tempo e nella roccia viva

L’accesso alla Grotta di San Giovanni d’Antro richiede il superamento di una scalinata monumentale composta da oltre 100 gradini in pietra. Superata questa fatica iniziale, lo sguardo spazia sul fondovalle prima di rivolgersi verso l’oscurità illuminata della caverna. All’interno, lo spazio si trasforma in una chiesa ipogea a 5 dimensioni.

Scala per la Grotta di San Giovanni d'Antro

Foto: By Giorgio Galeotti – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia

I cacciatori preistorici furono i primi abitanti di questi anfratti, seguiti dall’orso delle caverne, i cui resti sono stati rinvenuti durante le esplorazioni. I Romani riconobbero il valore strategico del luogo, inserendolo nella linea difensiva della Decima Regio, Venetia et Histria. Antro fungeva da avamposto militare e rifugio inespugnabile, collegato direttamente alla protezione della vicina Cividale.

La struttura architettonica interna rivela una stratificazione incredibile: sul muro addossato alla viva roccia si notano ancora i fori delle travi che sorreggevano i solai lignei di un antico castello sviluppato su 3 piani. Un forno ancora visibile testimonia la stanzialità degli occupanti medievali. La spiritualità ha poi preso il sopravvento sulla funzione bellica.

La cappella della Sacrata Vergine Antiqua conserva un arco con ghiera in cotto di epoca bizantina. Proseguendo, la cappella di San Giovanni Battista stupisce per lo stile tardogotico o “gotico fiorito”. Opera dell’architetto sloveno Andrej di Škofja Loka nel 1477, presenta una volta a crociera sorretta da mensole figurate. Lo scultore Jacob ha scolpito nella pietra angeli, suonatori e figure popolari come l’uomo con il boccale, tipiche influenze dell’Europa Centrale.

Tesori artistici e abissi sotterranei del Monte Mladesiena

Assolutamente degno di nota è anche l’altare barocco del XVII secolo, firmato da Bartolomeo Ortari di Caporetto, il quale domina la sala principale con le sue statue lignee. Frammenti di affreschi murali mostrano una “Veronica” e simbologie legate a misteriosi ordini cavallereschi. Oltre la zona dedicata al culto, il percorso turistico si addentra nelle viscere della montagna per circa 300 metri. Ma, a essere del tutto onesti, questo è solo un piccolo lembo di un sistema sotterraneo vasto oltre 5 chilometri, caratterizzato da laghetti perenni e camini profondi modellati dall’acqua nel tempo.

Dentro la Grotta di San Giovanni d'Antro

Foto By Giorgio Galeotti – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia

La memoria popolare lega questi spazi alla Regina Vida, nota anche come la regina longobarda Teodolinda. Il mito narra di un assedio degli Unni interrotto da un astuto stratagemma: lanciando l’ultimo sacco di grano dalla rupe, la sovrana convinse Attila della ricchezza delle scorte interne, inducendo i soldati alla ritirata. Tale racconto rivive ancora oggi nelle filastrocche cantate ai bambini della valle.

Informazioni pratiche per la primavera 2026

I visitatori che intendono scoprire questo monumento naturale e storico troveranno i cancelli aperti nei sabati di maggio e giugno dalle 14:00 alle 18:00. Le domeniche e il 2 giugno l’orario si estende dalle 10:00 alle 18:00. Gruppi composti da almeno 8 partecipanti possono richiedere aperture personalizzate tramite WhatsApp al numero +39 353 425 1507 con una settimana di anticipo.

Resti dell'orso delle caverne

Foto: By Aconcagua (talk) – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia

Sebbene le guide parlino italiano, i viaggiatori internazionali hanno a disposizione audioguide gratuite per smartphone in inglese, tedesco e sloveno, scaricabili in loco. Per via della ricezione telefonica limitata nella zona, la segreteria suggerisce l’invio di messaggi o e-mail per assicurarsi la partecipazione.

Foto di copertina: By Aconcagua (talk) – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia

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