Quando si tratta di borghi particolari nel nostro Paese c’è davvero l’imbarazzo della scelta, ma la Sicilia cela un qualcosa che è davvero difficilissimo trovare altrove. A pochi chilometri dal mare della provincia di Trapani, infatti, si apre un gigantesco squarcio nella montagna al cui interno è custodito un vero e proprio villaggio, con abitazioni, stalle, magazzini e persino un antico forno.
È la Grotta Mangiapane, una straordinaria cavità naturale situata nella frazione di Scurati, nel territorio di Custonaci, alle pendici del Monte Cofano. Gli edifici qui sono addossati alle pareti rocciose, mentre gli ambienti domestici sono testimoni ancora oggi della quotidianità delle famiglie locali tra ‘800 e ‘900. Per circa 150 anni, infatti, questo villaggio ha ospitato pastori e contadini che avevano trasformato un riparo naturale in una vera comunità.
Oggi la cavità è diventata un museo vivente, ma l’aspetto delle abitazioni e la disposizione degli spazi restituiscono ancora l’identità di un insediamento che ha mantenuto un rapporto strettissimo con il paesaggio circostante.
Brevissima storia della Grotta Mangiapane
La Grotta Mangiapane raggiunge quasi 70 metri di altezza, 13 metri di larghezza e 50 metri di profondità. Dimensioni impressionanti, soprattutto osservando le piccole costruzioni che occupano il suo interno e che sembrano minuscole rispetto all’enorme parete calcarea sovrastante. Le prime testimonianze della presenza umana risalgono al Paleolitico superiore, anche se recenti ricerche hanno documentato persino ceramiche riconducibili al Neolitico antico e medio.
Tra i soprannomi attribuiti alla cavità compare quello di “Grotta degli Uffizi“, legato alla presenza di testimonianze artistiche preistoriche, tra graffiti e pitture rupestri. Il patrimonio archeologico racconta dunque una frequentazione antichissima, precedente di migliaia di anni alla nascita del villaggio attualmente visibile.
Fu soprattutto durante il XIX secolo che il luogo assunse l’aspetto di un insediamento stabile. La famiglia Mangiapane, dalla quale deriva il nome attuale, realizzò alcune abitazioni all’interno della cavità, sfruttando la protezione della roccia e la disponibilità di spazio per le attività agricole e pastorali.
La vita del villaggio proseguì fino alla metà del XX secolo ma, dopo la Seconda Guerra Mondiale, i cambiamenti economici e sociali favorirono il progressivo abbandono delle abitazioni. Gli ultimi componenti della famiglia Mangiapane lasciarono l’insediamento nei primi anni ’50, chiudendo una lunga stagione di vita comunitaria.
Cosa vedere nella Grotta Mangiapane, il villaggio nascosto nella roccia
Si rimane assolutamente affascinati dal contrasto fra la monumentalità della cavità e le dimensioni delle case. Le facciate in pietra, le piccole finestre e i tetti tradizionali compongono un insieme architettonico piuttosto insolito, protetto da un’enorme volta naturale. Gli edifici sorgono a distanze ravvicinate, secondo una disposizione legata alle esigenze quotidiane delle famiglie che vi abitavano.
Alcuni ambienti erano destinati alla vita domestica, altri alla custodia degli animali, alla conservazione delle provviste e alla lavorazione dei prodotti agricoli. Particolarmente interessanti sono gli interni, oggi parte del Museo Vivente di Custonaci: mobili, utensili e oggetti della tradizione locale aiutano a comprendere l’organizzazione delle abitazioni rurali siciliane, spesso caratterizzate da arredi essenziali e strumenti utilizzati per numerose attività.
Foto: By Emanuela Meme Giudic…, CC BY 3.0, via Wikimedia
L’allestimento comprende attrezzi agricoli, suppellettili domestiche e testimonianze degli antichi mestieri. Gli oggetti, raccolti sul territorio, contribuiscono a ricostruire il contesto materiale della comunità, dalla preparazione degli alimenti al lavoro nei campi. Merita attenzione anche il rapporto tra le costruzioni e la montagna: le pareti naturali delimitano parte degli spazi abitati, mentre il grande ingresso permette alla luce di raggiungere il villaggio.
Il Presepe Vivente di Custonaci e le apparizioni in televisione
Tra gli appuntamenti più conosciuti legati alla Grotta Mangiapane c’è indubbiamente Presepe Vivente di Custonaci, organizzato dal 1983 e diventato una delle manifestazioni natalizie più rappresentative della Sicilia occidentale. Durante l’evento, le abitazioni e gli ambienti del villaggio tornano ad animarsi grazie alla partecipazione di artigiani, figuranti e volontari.
La rappresentazione ricostruisce scene della vita rurale ottocentesca attraverso attività tradizionali, dalla lavorazione del pane alla produzione di formaggi, fino alla tessitura e alla riparazione delle reti da pesca. La Natività viene allestita all’interno della grande cavità, mentre il resto dell’insediamento contribuisce a ricreare l’atmosfera di un paese contadino. Nel 2006 la manifestazione ha ottenuto il riconoscimento nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia.
L’aspetto singolare del sito ha attirato anche il mondo dello spettacolo: la Grotta Mangiapane è stata utilizzata per produzioni televisive, tra cui Il Commissario Montalbano e Màkari, e ha ospitato iniziative culturali e progetti legati alla moda, compresa una campagna di Dolce & Gabbana per la collezione autunno-inverno 2020/2021.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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