Pochissimi centri abitati al mondo possono vantare un salto d’acqua naturale di quasi 30 metri posizionato esattamente tra i palazzi della zona pedonale. E uno di questi è in Italia, per la precisione in provincia di Frosinone, a un’ora e mezza di macchina da Roma. Il suo nome è Isola del Liri, borgo che sorge su un blocco di travertino avvolto da due bracci del fiume.
La Cascata Grande, con la sua parete verticale di ben 27 metri, rappresenta il punto di convergenza sociale del paese. Il boato dell’acqua che si infrange nel bacino sottostante crea un microclima umido e fresco, percepibile già percorrendo via Cascata. A breve distanza, il secondo braccio fluviale genera la Cascata del Valcatoio, meno ripida ma fondamentale per il passato industriale locale: le sue acque venivano incanalate per azionare le turbine delle fabbriche.
Il Castello Boncompagni Viscogliosi e la sua storia millenaria
La maestosa cascata di Isola del Liri non è certamente l’unica meraviglia che questo incantevole centro antico offre ai suoi ospiti. Sullo sperone roccioso che domina la caduta principale, infatti, è impossibile non notare una sontuosa fortezza monumentale, oggi residenza privata ma visitabile in occasioni specifiche o eventi culturali.
Si tratta del Castello Boncompagni Viscogliosi, una struttura che vanta origini altomedievali, documentate già nell’anno 1004, quando fungeva da baluardo difensivo per la valle. Nel corso dei secoli, la famiglia Boncompagni la trasformò in una dimora signorile, arricchendo gli interni con cicli di affreschi e bassorilievi che celebrano le glorie del casato.
Ma non è tutto, perché c’è anche un parco interno che nasconde esemplari di piante rare, mentre le terrazze regalano una visuale aerea sulla voragine del fiume Liri, un punto di osservazione grazie a cui poter cogliere l’architettura idraulica del borgo nella sua interezza.
Archeologia industriale e la “Piccola Parigi”
L’identità del paesino di circa 10.000 abitanti mutò radicalmente nell’Ottocento. Il merito fu l’intuizione di alcuni imprenditori stranieri (soprattutto francesi), che trasformarono Isola del Liri in uno dei poli cartari più rilevanti del continente. Nel 1821 nacquero infatti i primi opifici moderni che sfruttavano la forza motrice del fiume.
La disponibilità di energia idraulica gratuita e costante attirò altri imprenditori d’oltralpe, come i Boimond e i Courrier, che portarono con sé ingegneri, tecnici e uno stile di vita cosmopolita. Il borgo si trasformò in un polo d’avanguardia: sorsero palazzi signorili con decorazioni liberty, caffè eleganti e strutture industriali dalle ampie vetrate in ferro, materiali che all’epoca evocavano le innovazioni urbanistiche parigine.
Isola del Liri divenne così un’enclave di modernità e cultura tecnica, distinguendosi nettamente dai centri agricoli limitrofi per il suo fermento internazionale. Non a caso, “guadagnò” il soprannome di “Piccola Parigi“.
Oggi il volto della cittadina mantiene i segni di quella ricchezza produttiva. Camminando lungo il fiume si incontrano gli scheletri dei vecchi opifici, monumenti a cielo aperto che raccontano la vita di migliaia di operai cartai.
- La Cartiera Boimond: uno degli esempi più integri di architettura produttiva del XIX secolo.
- Piazza De’ Boncompagni: il salotto buono della città, ideale per osservare il castello dall’alto.
- Il Parco fluviale: un percorso che permette di seguire il corso del Liri lontano dal traffico, tra resti di gore e chiuse idrauliche.
Il 10 agosto, in occasione della festa di San Lorenzo, il paese si riempie di eventi, ma è la sera che Isola del Liri mostra il suo lato più scenografico, con i proiettori che esaltano il bianco della spuma dell’acqua contro il buio della pietra medievale.
Consigli pratici per la visita
Il momento migliore per apprezzare il salto d’acqua coincide con i periodi di piena primaverile o autunnale, sebbene l’illuminazione notturna a LED renda lo scenario suggestivo dodici mesi l’anno. Per chi arriva in auto, il parcheggio di Piazza Boimond rappresenta la soluzione più comoda per raggiungere a piedi il ponte della cascata in pochi minuti.
Foto Canva
Leggi Anche
- Il fascino magnetico di Antuni: guida al trekking nel borgo fantasma che fluttua sul Lago del Turano
- Una piccola Islanda alle porte di Roma: la Caldara di Manziana tra segreti geologici, vapori e boschi di Betulle
- L’architettura del tempo nelle forre etrusche: meraviglie e segreti del Parco Regionale Marturanum
©RIPRODUZIONE RISERVATA








