Pandolce Genovese: l’antico “Power Bread” dei marinai e dei camminatori

Per chi batte i crinali della Liguria, il Pandolce è il compagno di zaino indispensabile: la storia, i segreti e i sentieri dove gustare il "pane dei marinai" che ha conquistato l'outdoor

Pandolce Genovese, snack da viaggio

In Liguria l’outdoor ha sempre avuto il sapore della sfida. Dai moli del Porto Antico di Genova ai crinali dell’Alta Via dei Monti Liguri, lo spazio è fatto di salite ripide e panorami a picco sul mare. Uno scenario affascinante, quindi, e in cui è nato il Pandolce genovese (o pandoçe), un concentrato di energia e storia che per secoli ha sostenuto i navigatori della Superba e che oggi è diventato l’alleato perfetto per i bivacchi in alta quota.

Le origini: tra leggende persiane e il concorso del Doge

Il Pandolce racconta l’anima cosmopolita di Genova. Le sue radici affondano nell’XI secolo, ai tempi delle Crociate: si pensa sia una rielaborazione di un antico dolce persiano allo zibibbo.

Tuttavia, la consacrazione ufficiale avvenne nel XVI secolo. La leggenda narra che fu il Doge Andrea Doria a bandire un concorso tra i maestri pasticceri per dar vita a un alimento che rappresentasse la ricchezza della città ma che fosse, soprattutto, durevole. Doveva resistere mesi nei viaggi oceanici senza deteriorarsi. Ed infatti, sembrerebbe proprio che da questa necessità pratica sia nato il prodotto che sfida il tempo e gli sbalzi termici, ideale per essere infilato in uno zaino oggi come allora.

Pandolce di Genova

Al giorno d’oggi esistono due varianti principali del Pandolce, ognuna con caratteristiche specifiche anche per l’attività outdoor:

  • Il Pandolce Alto: versione originale a lievitazione naturale (con il levà). Soffice e profumato, richiede fino a 48 ore di preparazione. È il top per una sosta rilassata in un rifugio o al termine di una lunga giornata di cammino.
  • Il Pandolce Basso: nato nell’Ottocento con i lieviti chimici, è più friabile e compatto, simile a una frolla ricchissima. È il preferito da chi pratica trail running o trekking veloci perché non si schiaccia nello zaino e offre un’altissima densità calorica (circa 450 kcal/100g) in poco volume.

Il sapore del Pandolce è una stratificazione aromatica complessa: la dolcezza burrosa dell’impasto incontra la nota agrumata dei canditi di cedro e arancia e il carattere intenso dell’uvetta e la croccantezza tostata dei pinoli. Il tutto avvolto dal profumo floreale e inconfondibile dell’acqua di fior d’arancio.

Itinerari outdoor: dove gustare il Pandolce “sul campo”

Il Pandolce dà il meglio di sé quando consumato davanti a un orizzonte aperto. Ecco tre percorsi iconici con i dettagli tecnici per affrontarli:

L’Anello dei Forti di Genova (Sentiero delle Mura)

Un trekking storico unico al mondo che segue quella che da molti è considerata la cinta muraria più lunga d’Europa. Il percorso classico parte dal capolinea della funicolare Zecca-Righi. Si sale lungo il crinale che divide la Val Bisagno dalla Val Polcevera, toccando imponenti bastioni come il Forte Sperone (snodo delle mura) e il Forte Puin. Il sentiero è un mix di creuse (mattonate tipiche), asfalto e sterrato.

La sosta tattica per il Pandolce è al cospetto del Forte Diamante (667 m), la sentinella più alta e isolata. Qui, dopo la salita a zigzag, il Pandolce basso è lo snack ottimale per ricaricare i muscoli.

  • Difficoltà: E (Escursionistico)
  • Dislivello: 400m circa
  • Tempo: 3h 30′.

Genova, Liguria

Dal Passo del Faiallo al Monte Reixa (Parco del Beigua)

Queste, invece, è un itinerario di “alta montagna” affacciato sul mare, spesso sferzato dal vento di tramontana. Si parte dal Passo del Faiallo (1044 m) e il sentiero segue un tratto spettacolare dell’Alta Via dei Monti Liguri. Si cammina su praterie d’alta quota che precipitano verso il mare di Voltri. In inverno, la neve può rendere il paesaggio simile a un altopiano scozzese.

Sulla vetta del Monte Reixa (1183 m), da dove nelle giornate limpide si vedono la Corsica, l’Isola d’Elba e l’intero arco alpino, si può gustare il Pandolce Alto che rappresenta il “conforto termico” ideale per contrastare il vento gelido.

  • Difficoltà: E (Escursionistico)
  • Dislivello: 150m (ma molto esposto al vento)
  • Tempo: 1h 30′ (A/R).

Camogli – San Rocco – San Fruttuoso (Passo del Bacio)

Per ultimo vogliamo consigliarvi uno dei sentieri più belli e tecnici del Mediterraneo, all’interno del Parco di Portofino. Dalla chiesa di San Rocco di Camogli si imbocca il sentiero verso Batterie (resti di postazioni antiaeree della II Guerra Mondiale). Da qui, per i più esperti, il sentiero si fa tecnico con catene di sicurezza nei tratti esposti sopra le scogliere di Cala dell’Oro (Passo del Bacio).

La meta è l’Abbazia di San Fruttuoso dove, seduti sui ciottoli della baia, il Pandolce è il premio finale perché ì carboidrati complessi aiutano a gestire la fatica dell’umidità salmastra.

  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti) via Passo del Bacio; E via Pietre Strette
  • Dislivello: 450m
  • Tempo: 3h.

Abbazia San Fruttuoso, Liguria

Dove acquistarlo: gli indirizzi storici a Genova

Per rifornirsi prima di imboccare i sentieri, ecco le tappe obbligatorie nelle botteghe storiche di Genova:

  • Pietro Romanengo fu Stefano (Via di Soziglia 74/76 R): la confetteria più antica (1780), dove la frutta viene candita secondo metodi secolari.
  • Pasticceria Tagliafico (Via Galata 31/R): un’istituzione cittadina, celebre per l’equilibrio e la fragranza del burro.
  • Pasticceria Villa Profumo (Via del Portello 2): attiva dal 1827, vende un Pandolce monumentale in un ambiente ottocentesco originale.
  • Antico Forno della Casana (Vico della Casana 17 R): nel cuore dei caruggi, perfetto per acquistare una versione “bassa” artigianale da infilare subito nello zaino.
  • Panarello (Via Galata 6 R): dal 1885, una garanzia per chi cerca una frolla croccante e ricchissima di pinoli.

Foto Canva

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