Un posto che non sospetti
Valcava l’avevo sempre sentita, ma mai davvero considerata meritevole di un’escursione. Mi sbagliavo, e di brutto.
Si parte da Torre de’ Busi, dove si può lasciare l’auto: è un comune di poco più di 1.500 abitanti aggrappato al versante lecchese delle Prealpi, tra Calolziocorte e il confine con la provincia di Bergamo. Non è una destinazione turistica, non ha un centro storico notevole, non appare nelle guide. È esattamente il tipo di posto da cui partono i trekking migliori.
Dal parcheggio si prende il sentiero 821, segnalato con il consueto bianco-rosso del CAI, che sale deciso attraverso boschi misti e poi faggete. I 451 metri della partenza si trasformano presto in quota guadagnata con costanza: il dislivello positivo del giro ad anello supera i 1.220 metri, distribuito su 15 chilometri totali.
È un’escursione semplice di giornata che richiede passo regolare e scarpe adeguate. E la gente che abbiamo incontrato sul cammino è davvero poca.
Volendo si può anche percorrere la via crucis che scende verso il complesso della chiesa di San Michele Arcangelo (foto), in mezzo ai boschi, Luogo del cuore del Fai, davvero suggestiva.
Valcava: il passo e le passeggiate
A circa metà percorso si arriva al Passo di Valcava, a circa 1.250 metri di quota. Qui il paesaggio fa un salto: da un lato si apre la Valle Imagna bergamasca, larga e verde, con i suoi borghi storici e i campeggi estivi; dall’altro il versante lecchese scende verso il Lago di Garlate e, in giornate limpide, si vede la pianura padana fino a dissolversi nella foschia.
Valcava — la borgata sul crinale, non solo il passo — è una piccola stazione montana che ha avuto il suo momento di gloria nella seconda metà del Novecento, quando le famiglie lombarde ci salivano d’estate per sfuggire all’afa della pianura.
Oggi quel flusso si è ridotto, ma il posto è rimasto. Ci sono alcune strutture ricettive, un ristorante, un paio di agriturismi. L’aria fresca non è cambiata: la temperatura al passo è mediamente 8-10 gradi inferiore rispetto alla pianura sottostante, un gap che in luglio e agosto diventa il motivo principale per cui ci si trova qui.
La funivia che collegava Valcava con Colle di Sogno — costruita nel 1928 e dismessa decenni fa — è uno di quei dettagli che raccontano la storia di questi luoghi meglio di qualsiasi testo. Colle di Sogno, 900 metri più in basso sul versante bergamasco, è raggiungibile oggi solo a piedi o con fuoristrada, e questa inaccessibilità relativa lo ha conservato in modo quasi involontario. UN borgo, appunto, da sogno.
Verso la cima: Monte Tesoro e il Pizzo
Dopo il passo, il percorso sale ancora verso le quote più alte dell’anello. Monte Tesoro, a 1.437 metri, è il punto culminante: il nome evoca qualcosa di grandioso, ma la cima è sobria, erbosa, con una croce e una vista a 360 gradi che nelle mattinate senza foschia spazia dalle Alpi Orobie fino alle Grigne e al Resegone. Il Pizzo — così chiamato dai locali, parte della stessa dorsale — completa il profilo di questa cresta che divide due province e due bacini idrografici.
Il rientro verso Torre de’ Busi chiude l’anello scendendo per un versante diverso, con una sequenza di boschi, radure e tratti su mulattiera antica. I 1.236 metri di dislivello negativo si distribuiscono su una discesa che tecnicamente non presenta difficoltà, ma che richiede attenzione alle ginocchia nella parte finale.
Dati tecnici del percorso
Partenza e arrivo Torre de’ Busi (frazione)
Distanza 15 km circa (anello)
Dislivello positivo ~1.220 m
Quota massima 1.437 m (Monte Tesoro)
Difficoltà E (escursionistico) — gamba richiesta
Tempo medio 5-6 ore senza soste prolungate
Periodo consigliato da maggio a ottobre; d’estate partenza prima delle 8 Sentieri CAI 821 e varianti sul crinale
Scarpe da trekking con suola rigida
Quando andare
C’è una ragione concreta per cui questo angolo di Prealpi regge bene il confronto con destinazioni più celebrate e più lontane. La quota del crinale garantisce temperature che in luglio difficilmente superano i 22-23 gradi, anche nelle ore centrali della giornata. A Milano, nello stesso momento, si toccano facilmente i 35. L’effetto “Trentino senza trasferimento” non è una metafora: la vegetazione delle faggete, il silenzio dei prati d’alta quota, la luce radente al tramonto sul crinale sono elementi che non dipendono dal cartello provinciale.
La distanza da Milano è di circa 50-60 minuti in auto, con uscita a Calolziocorte o Caprino Bergamasco a seconda del versante. Si può anche arrivare in treno fino a Calolziocorte e poi organizzarsi con navetta o taxi per Torre de’ Busi, ma la logistica richiede pianificazione: non è un posto servito da mezzi pubblici diretti.
Per chi non vuole affrontare il dislivello completo, Valcava è raggiungibile in auto dalla Valle Imagna (strada sterrata asfaltata, percorribile con qualsiasi vettura) e può essere la destinazione finale di una mezza giornata, con pranzo al ristorante sul crinale e passeggiata breve sui sentieri del passo.
Foto Martino De Mori, Stefano Barazzetta
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Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor – tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.
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