Certi borghi medievali si visitano, altri si abitano per un pomeriggio — dove ci si siede su un gradino, si ascolta il silenzio e si capisce come dovevano sembrare queste pietre settecento anni fa, quando erano nuove.Vallo di Nera appartiene alla seconda categoria.
Il paese-castello si affaccia sul fiume Nera da un costone di roccia nella Valnerina umbra, in provincia di Perugia.
Ha meno di 400 abitanti, le case sono tutte in pietra e addossate le une alle altre come se avessero paura di scivolare a valle, le mura medievali cingono ancora tutto il nucleo storico e le automobili non entrano.
È uno dei Borghi più Belli d’Italia, Bandiera Arancione del Touring Club, Comune Amico delle Api e Città del Tartufo.
Quattro riconoscimenti per un paese che si percorre a piedi in meno di un’ora.
La fondazione del 1217 e la struttura medievale
L’origine di questo borgo medievale risale al 1217, quando il podestà spoletino Capocci concesse agli uomini che abitavano il colle Flezano di radere al suolo la rocca longobarda e di erigere un castello libero.
Testimonianze archeologiche avvalorano l’esistenza di insediamenti riconducibili alle popolazioni autoctone di questa valle già nell’VIII secolo a.C.
Nel periodo compreso tra il IV e il II secolo a.C. i Romani la attraversarono e la colonizzarono, lasciando tracce nella rete viaria che ancora oggi struttura i fondovalle della Valnerina.
Il borgo si sviluppò dunque su un sito antico, in un momento di relativa libertà comunale, e conserva ancora straordinariamente intatta la sua struttura urbanistica medievale.
Le case in pietra sono cinte da mura e da torri e il borgo conserva intatta la sua struttura urbanistica medievale, con stretti vicoli sormontati da archi.
Il circuito di trekking interno al centro storico — segnalato — propone la visita agli antichi forni a legna e un tour delle fonti storiche.
È il tipo di percorso che dura venti minuti se si cammina senza guardare, o due ore se ci si ferma a ogni angolo.
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La chiesa di Santa Maria Assunta: troppo grande per un borgo così piccolo
La prima cosa che sorprende arrivando a Vallo di Nera è la chiesa.
La chiesa di Santa Maria Assunta colpisce il visitatore che si ritrova il grande monumento quasi ad accoglierlo con la sua grandezza anomala rispetto agli altri edifici sacri del borgo.
L’origine è documentata nel 1176 — ne fa menzione un atto conservato nell’Archivio Capitolare di Spoleto.
Intorno al 1250 i frati minori francescani occuparono la vecchia chiesa, la ingrandirono nel 1273 e trasformarono in campanile una delle torri di difesa delle mura.
Intorno al complesso, nel 1400 si sviluppò il Borgo di Santa Maria.
La facciata è gotica, sobria, con un portale ogivale a fasci di colonnine e un rosone circolare — lo stile francescano impone semplicità all’esterno.
Dentro è tutta un’altra storia.
L’interno presenta nell’abside affreschi di scuola giottesca (1383), i cui autori sono rintracciabili in figure artistiche anche piuttosto importanti come Cola di Pietro da Camerino, autore anche del celebre dipinto “La Processione dei Bianchi” del 1401, e Francesco di Antonio da Ancona.
Le pareti ospitano numerosi ex voto del XIV e XV secolo, di grande impatto figurativo e religioso.
La Processione dei Bianchi è l’opera più celebre: dipinta nel 1401, rappresenta una delle processioni penitenziali che in quell’anno attraversarono l’Italia centrale come risposta a epidemie e calamità — una testimonianza storica e pittorica insieme, unica nel suo genere.
La torre campanaria affianca l’abside e ospita ancora oggi le campane suonate manualmente dai campanari locali.
Chiedere ai vicini per visitare la chiesa fuori dall’orario della messa — è la prassi consolidata nel borgo, e funziona.
Le altre chiese: San Giovanni Battista in cima, Santa Caterina e San Rocco
La chiesa di San Giovanni Battista si trova nel punto più alto del borgo — struttura romanica del XIII secolo con affreschi di Jacopo Siculo nell’abside.
Sul retro si trovano un bel tratto delle antiche e massicce mura castellane in cui è inserito anche un torrione.
Da qui la vista sulla Valnerina e sul fiume Nera sottostante è tra le migliori del borgo.
La chiesa di Santa Caterina, annessa all’ex convento delle terziarie francescane, è stata trasformata in auditorium — conserva resti di affreschi e un’atmosfera raccolta.
La chiesa di San Rocco, quattrocentesca, si trova subito fuori dalle mura: semplice con la sua facciata a capanna decorata solo da una grata in ferro battuto — uno dei fronti più essenziali e più riusciti dell’architettura religiosa rurale umbra.
Nei pressi del cimitero si trova infine la chiesa di Santa Maria de Ugonis, nota anche come chiesa dell’Eremita: questo edificio sacro, che presenta una cripta e un annesso monastero, fu fondato dai monaci vallombrosiani nell’XI secolo su una chiesa preesistente ed è rimasto in attività fino alla soppressione dell’Ordine, avvenuta nel 1654.
Le due torri colombaie e il Borgo dei Casali
Nel cinquecentesco Borgo dei Casali, leggermente distante dal nucleo principale, si trovano due pregevoli torri colombaie — strutture utilizzate per l’allevamento dei colombi domestici, un tempo presenti in molti borghi umbri e oggi quasi scomparse.
Sono uno dei dettagli architettonici più curiosi di Vallo di Nera, spesso ignorato da chi si concentra sulle chiese e le mura.
Come arrivare e quando andare
Vallo di Nera si trova sulla SS209 Valnerina, a circa 50 km da Spoleto e 80 km da Terni in auto.
Da Roma: autostrada A1, uscita Orte, poi SS79 per Terni e SS209 per Scheggino — circa 2h15.
Da Firenze: autostrada A1 uscita Valdichiana, poi E45 per Terni e SS209 — circa 2h30.ù
Parcheggio: nel fondovalle, a pochi minuti a piedi dalle mura.
Il centro storico è pedonale — nessuna auto, nessun motore.
Il periodo migliore è la primavera e l’autunno, quando le temperature sono ideali per camminare e il borgo ha meno visitatori del weekend estivo.
Agosto porta più gente ma anche il Palio della Balestra — la rievocazione medievale che anima il borgo con costumi, musici e gare con le balestre storiche.
Info pratiche
Dove: Vallo di Nera, provincia di Perugia, Valnerina, Umbria
Centro storico: pedonale, parcheggio nel fondovalle
Chiese: accesso su richiesta fuori dalla messa — chiedere ai residenti
Palio della Balestra: agosto, rievocazione medievale
Tartufo nero locale: ottobre-dicembre, acquistabile dai produttori locali
Da abbinare: Scheggino (tartufo, rafting), Abbazia di San Pietro in Valle (Ferentillo), Gole del Nera, Cascata delle Marmore
Periodo: tutto l’anno — primavera e autunno per la passeggiata nel borgo; agosto per il Palio
Foto Canva, cittadeltartufo.com, Hagai Agmon-Snir حچاي اچمون-سنير חגי אגמון-שניר – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=150232571
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