I viaggi del silenzio in Emilia: abbazie, laghi glaciali e borghi dove il cellulare non prende

Parma, Piacenza e Reggio Emilia — la Terra dello Slow Mix di Visit Emilia — hanno un volto che la Via Emilia non racconta: abbazie fondate nel VII secolo, labirinti di bambù, laghi glaciali a 1.507 metri, eremi nella roccia, borghi di pietra in quota dove il segnale del cellulare scompare. Una mappa del silenzio che attraversa tre province e due tipi di paesaggio completamente diversi.

 

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Dire Emilia vuol dire quasi sempre la Via Emilia — la cucina, i motori, le città d’arte.
Ma c’è un’altra Emilia, quella che sale verso l’Appennino o si ferma in un chiostro medievale nel cuore di Parma, dove il silenzio non è assenza ma qualità.Oasi dei Ghirardi (PR)
Tre province, un patrimonio che quasi nessuno mette insieme: Visit Emilia — il sistema turistico di Parma, Piacenza e Reggio Emilia — ha fatto un lavoro raro, quello di tracciare una mappa del silenzio invece che dell’intrattenimento.
Quello che emerge è un itinerario di pietra, acqua e quiete che merita di essere percorso lentamente.

Parma: dai chiostri medievali al lago glaciale più alto

Il punto di partenza più inaspettato è nel centro di Parma, a pochi passi dalla Cattedrale.
Il Monastero di San Giovanni Evangelista custodisce tre chiostri — il primo con accesso alla Biblioteca monumentale, il secondo con la sala capitolare e due affreschi del Correggio, il terzo detto di San Benedetto con affreschi del 1510.
Il contrasto con l’esterno è immediato: dal traffico di Strada della Repubblica a un silenzio che sa di secoli.
Uscendo dalla città verso sud-ovest, il Parco dei Boschi di Carrega è un’oasi boscosa a 15 km dal capoluogo — alberi monumentali, piccoli specchi d’acqua, una quiete che restituisce la misura di quanto sia vicina la pianura e quanto sia diverso questo paesaggio.Boschi di Carrega (PR)

A poca distanza, la Pieve romanica di Talignano, costruita tra il 1100 e il 1200 dai Cistercensi per i pellegrini della Via Francigena, è uno di quei luoghi dove il segnale del cellulare smette di fare il suo lavoro — e non è un problema.
Più in quota, raggiungibile a piedi da Lagdei in circa 45 minuti attraverso un bosco di faggi, il Lago Santo Parmense aspetta a 1.507 metri nel cuore del Parco dei Cento Laghi — il più grande lago glaciale dell’Appennino settentrionale.Lago Santo (PR)

Nell’Alta Valtaro, la Cascata delle Aquile nella Valle della Lecca — tra le più spettacolari dell’Appennino Tosco-Emiliano, incastonata tra pareti di arenaria a picco sul torrente — si raggiunge attraverso sentieri selvatici che partono dai borghi di Anzola e Masanti di Sotto. Il pezzo sulla Val Ceno in autunno racconta bene il carattere di questa parte dell’Appennino parmense, con le voci di chi l’ha scelto per viverci.Parco dei Cento Laghi - Laghi del Sillara (PR) - credit @kler_lakler

Nel paesaggio bizzarro della pianura parmense, il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci è il più grande labirinto di bambù del mondo — un percorso di disorientamento sensoriale tra alte pareti vegetali, con un museo di arte dal Rinascimento al Novecento all’interno.Labirinto della Masone
Il tipo di posto che non si sa bene dove classificare.

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Piacenza: Val Trebbia, Bobbio e l’abbazia del 614

Il piacentino ha una vocazione spirituale che si legge nei paesaggi aperti e nelle pievi romaniche distribuite per le valli.

A Bobbio, nella Val Trebbia — la valle che Hemingway definì “la più bella del mondo” — l’Abbazia di San Colombano fu fondata nel 614 da un monaco irlandese in fuga dalla Britannia, e per secoli fu uno dei monasteri più influenti d’Europa, custodendo manoscritti e producendo cultura in un’epoca in cui pochissimi luoghi italiani potevano farlo. L’aura di raccoglimento è rimasta.Abbazia di San Colombano a Bobbio, Piacenza, credit Visit Emilia
Poco distante, la Spelonca di San Michele è l’eremo dove, secondo la tradizione, il Santo trascorse gli ultimi giorni in preghiera — tappa del Cammino di San Colombano e della Via degli Abati.

Ad Alseno, nella pianura piacentina, l’Abbazia di Chiaravalle della Colomba sorprende con il suo chiostro gotico trecentesco — l’unico cistercense in posizione extraurbana di tutta l’Emilia-Romagna — e con l’armonia di un complesso monastico rimasto integro.
Per chi cerca la quota, il Santuario di Santa Franca di Vitalta a 1.100 metri sul Monte Santa Franca si raggiunge con un trekking amato dagli escursionisti locali.
In Alta Val Tidone, il Santuario della Natività della Beata Vergine a Santa Maria del Monte regala nelle giornate limpide una vista fino alle Alpi — sullo sfondo, 17 denominazioni di vini DOC si distribuiscono tra le colline.
Il pezzo sull’Alta Val Tidone racconta questa valle con castelli, mulini e un carattere che la distingue nettamente dal resto del piacentino.

Reggio Emilia: Matilde di Canossa, la Pietra di Bismantova e il Monte Ventasso

Il reggiano declina il silenzio in modo diverso — più medievale, più legato alle grandi figure storiche che hanno attraversato questo territorio.
Canossa non è solo il nome della celebre umiliazione del 1077: nei dintorni del castello di Matilde di Canossa, il piccolo borgo di Votigno custodisce la Casa del Tibet — biblioteca, sala di meditazione, spazi per seminari e un museo aperto la domenica. Un centro culturale tibetano nell’Appennino emiliano.
Il Seminario di Marola, sorto dove visse l’eremita Giovanni e dove Matilde di Canossa fece edificare una chiesa per i pellegrini, è immerso nel silenzio dei castagneti ed è aperto a tutti come luogo di studio, preghiera e sosta.Eremo di Bismantova - Credit Archivio provincia Castelnovo Monti

Ai piedi della Pietra di Bismantova (foto home) — la rupe verticale che Dante citò nel Purgatorio e che oggi è meta di arrampicata — l’Eremo di Bismantova (foto qui sopra) del 1617 conserva affreschi del XV secolo nella sagrestia.
La Pieve di San Vitale a Carpineti, di fondazione matildica, ospita nell’antica canonica un ostello con ristorante a km zero — punto di sosta per chi percorre la Via Matildica del Volto Santo.Pieve di San Vitale a Carpineti (RE) (1)

Più in alto, nel comprensorio del Comune di Ventasso, i borghi di Cecciola, Vallisnera e Cerreto Alpi custodiscono architetture di pietra fuori dal tempo, raggiunte ancora oggi percorrendo le antiche mulattiere selciate.
Il Lago del Ventasso chiude il percorso con la sua dimensione più naturale — acque limpide, boschi, il Rifugio Venusta sulle rive — e per chi vuole spingere lo sguardo più in alto, la cima del Monte Ventasso a 1.727 metri aspetta nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano.Le Valli tra Novellara e Reggiolo (RE) (2)

Nella Bassa Reggiana, lungo le sponde del Po, le golene da Brescello a Luzzara — percorribili in bici lungo la Ciclovia del Po — raccontano un’altra forma di silenzio: quello del Grande Fiume, del paese di Don Camillo e Peppone, del Porto Fluviale di Boretto, del Museo Ligabue di Gualtieri e della piccola Isola degli Internati, con i relitti di un rimorchiatore e due bettoline affondate nel 1944, visibili in estate quando il fiume è in secca.

Info pratiche

Territorio: province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia — Visit Emilia
Come arrivare: autostrada A1 (uscite Parma, Piacenza, Reggio Emilia), A15 per l’Appennino parmense
Lago Santo Parmense: partenza da Lagdei, ~45 min a piedi, 1.507 m
Abbazia di San Colombano, Bobbio: accesso libero — Cripta a pagamento, orari variabili
Labirinto della Masone: Fontanellato (PR), aperto tutto l’anno, ingresso a pagamento
Abbazia di Chiaravalle della Colomba: Alseno (PC), accesso libero
Eremo di Bismantova: Castelnovo né Monti (RE), accesso libero
Lago del Ventasso e Monte Ventasso: Comune di Ventasso (RE), sentieri segnalati
Periodo consigliato: primavera per le pievi e i laghi; autunno per i boschi e i borghi di pietra

Foto Visit Emilia

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